Un eroe

Ghahreman

IRAN, FRANCIA - 2021
3,5/5
Un eroe
Rahim è in prigione a causa di un debito che non è stato in grado di ripagare. Durante un congedo di due giorni, cerca di convincere il creditore a ritirare la denuncia contro il pagamento di parte della somma. Ma le cose non vanno come previsto...
  • Altri titoli:
    Un héros
    A Hero
  • Durata: 127'
  • Genere: DRAMMATICO, THRILLER
  • Produzione: ASGHAR FARHADI PRODUCTION, ALEXANDRE MALLET-GUY PER MEMENTO FILMS
  • Distribuzione: LUCKY RED IN ASSOCIAZIONE CON 3 MARYS ENTERTAINMENT(2022)
  • Data uscita 3 Gennaio 2022

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Un giovane uomo, Rahim (Amir Jadidi), viene imprigionato per debiti. Sfruttando un permesso, coglie una ghiotta occasione per non rientrare in carcere: la fidanzata ha trovato una borsa piena di soldi, che potrebbero convincere il suo creditore, Braham (Mohsen Tanabandeh), a recedere. Ma le cose non andranno come pianificato…

Ambientato nell’Iran contemporaneo, A Hero segna la quarta volta di Asghar Farhadi in Concorso a Cannes dopo Il passato, Il cliente e il dramma in lingua spagnola Everybody Knows. Due volte premio Oscar al miglior film straniero (oggi internazionale) con Una separazione e Il cliente nel 2012 e 2017, il regista e sceneggiatore iraniano non ha mai vinto la Palma d’Oro, ora un pensierino potrebbe farcelo: A Hero forse non ha il valore assoluto dei due precedenti citati, ma il ritorno in patria ha grandemente giovato al nostro, che ritrova complessità narrativa, nitore sociologico e profondità psicologica, di cui la parentesi europea aveva difettato.

In Rahim, come da titolo, trova un (anti)eroe che è un poverocristo, un Malaussène, destinato alla sconfitta, però a testa alta, senza alterigia: lotta, sbaglia, briga, escogita, si pente, usa e poi protegge il figlio balbuziente, è vittima degli altri e insieme carnefice di sé stesso. Attorno a lui l’Iran preso e compreso tra social, denaro scarso, associazioni umanitarie e vite alla giornata, dentro di lui la predilezione di Farhadi per lo scacco, e sovente matto: l’individuo alla prova sociale, lacci e lacciuoli, onore e necessità, scappatoia e rispetto.

Nulla di nuovo, ma ben fatto, con i meccanismi di controllo e sanzione portati fino alle estreme conseguenze, come la sceneggiatura stessa: Farhadi sa di quel che scrive, e filma, e sa come farlo, riguadagnando al suo cinema un’altra vita difficile. Toccata con empatia, ma senza trattamenti di favore: non si scappa, quello di A Hero è un tallonamento, e un cinema, che rimane.

NOTE

- PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA AL 74. FESTIVAL DI CANNES (2021).

- FILM DELLA CRITICA 2021 PER IL SINDACATO NAZIONALE CRITICI CINEMATOGRAFICI ITALIANI - SNCCI.

CRITICA

"(...) Il pluripremiato regista, sceneggiatore e produttore iraniano si esibisce in un altro dei suoi congegni drammaturgici a orologeria (...) bombarda senza remore le convenzioni sociali e individuali vigenti nella repubblica islamica dettagliando le peripezie nella nobile città di Shiraz del protagonista Rahim risucchiato in una spirale di debiti, soggiorni in galera, bugie, illusorie rivincite mediatiche nonché goffi tentativi di provare la propria buona fede che gli si ritorcono puntualmente contro. Nel seguito ben cadenzato di situazioni impietose e dialoghi asprigni il punto di vista del maestro, caso più unico che raro, finisce col sembrare neutrale nei confronti delle magagne politiche locali che invece vorrebbe denunciare in una sorta di domino narrativo alquanto contorto, di prisma kafkiano irrisolto." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 09 gennaio 2022)
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