UN ELMETTO PIENO DI... FIFA

LE MUR DE L’ATLANTIQUE

FRANCIA - 1970
In Normandia, durante la seconda guerra mondiale, Léon Duchemin, proprietario di un "bistrot" e padre di una bella ragazza, Juliette, cerca, per quanto gli è possibile, di evitare fastidi con gli occupanti tedeschi, cui fornisce liquori sottobanco e, all'occasione, le proprie capacità di artigiano tuttofare. Il caso vuole che un giovane aviatore inglese, Jeff Hitchens, trovi rifugio proprio in casa sua e che, nell'intento di liberarsene, organizzandogli la fuga via mare, in Inghilterra, Léon si veda a sua volta costretto ad attraversare la Manica. Una volta in Gran Bretagna, Duchemin - che, venuto involontariamente in possesso di una preziosa mappa con la dislocazione di un'arma segreta tedesca, è scambiato per un'abile spia - viene arruolato a forza nei servizi speciali e rispedito in Normandia, con Jeff, per compiere un attentato a Rommel. Rientrato al proprio villaggio - è lì che il generale tedesco si recherà a ispezionare la locale guarnigione - Léon ha la sorpresa d'accorgersi che durante la precedente permanenza, Jeff ha trovato il tempo di renderlo nonno. Dopo una franca spiegazione col futuro genero - che gli promette di sposare Juliette - Léon, per quanto contrario alla violenza, accetta di collaborare con lui all'attentato contro Rommel, ma, per una serie di coincidenze, la missione di Hitchens fallisce e Duchemin si trova ancora una volta obbligato a rifugiarsi in Inghilterra.
  • Altri titoli:
    IL MURO DELL'ATLANTICO
    ATLANTIC WALL
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, GUERRA
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANORAMICA, EASTMANCOLOR
  • Produzione: SOCIETE'NOUVELLE DE CINEMATOGRAPHIE (PARIGI) FONO ROMA (ROMA)
  • Distribuzione: IFC

NOTE

- REINHARD KOLLDEHOFF E' ACCREDITATO COME RENE' KOLLDEHOFF.

CRITICA

"Un 'divertissement' in cui guerra, resistenza, rapporti tra nemici sono visti in chiave esclusivamente umoristica. Per quanto non manchino - innestate su una 'trovata' di fondo discretamente originale - battute e situazioni indovinate, e una serie di gustose caratterizzazini contornino il simpatico protagonista, nuocciono al lavoro un intreccio così aggrovigliato da divenire farraginoso e un'eccessiva verbosità dei dialoghi. Buona l'interpretazione." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 70, 1971)
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