Tutti i santi giorni

ITALIA - 2012
3/5
Tutti i santi giorni
Guido e Antonia decidono di avere un figlio. Ma come far conciliare i caratteri opposti e le giornate scandite da orari al contrario? Lui lavora di notte come portiere in un hotel, lei di giorno come impiegata in un autonoleggio. Tanto lui è mite, paziente e coltissimo, tanto lei è irrequieta, permalosa e orgogliosamente ignorante...
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: liberamente ispirato al romanzo "La generazione" di Simone Lenzi (ed. Dalai)
  • Produzione: MOTORINO AMARANTO E RAI CINEMA, IN ASSOCIAZIONE CON BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION - DVD E BLU-RAY: 01 DISTRIBUTION HOME VIDEO (2013)
  • Data uscita 11 Ottobre 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Così tenera che si taglia con un grissino. E' la love-story in punta di piedi firmata Paolo Virzì, così vicina al minimalismo romantico targato Sam Mendes (quello di Away We Go, ovviamente) da adombrare il plagio. Non lo è ed è un peccato. Perché Tutti i santi giorni sono buoni finchè il regista livornese riesce a mantenere - la prima ora, minuto più minuto meno - un registro tonale degno di un sussurro, intimo come una sonata di Schumann. D'altra parte di sonate abbonda il film, con la bella scoperta Thony (musicista indipendente di origini siciliane) che, prova convincente a parte, regala al film - e a noi -un repertorio di ballate a metà strada tra Jony Mitchell e Norah Jones. Arrivano come carezze.
Thony è Antonia, Luca Marinelli - una conferma - Guido. Sono giovani, carini e innamorati: lui, portiere di notte in un albergo romano a 4 stelle, ragazzo timido ed erudito (soprannome: Guidipedia), esperto in letteratura protocristiana, tanto da meritare le avances di prestigiose università americane; lei, cantautrice dalle spiccate qualità di scrittura e una voce cristallina, costretta a lavorare in un autonoleggio sulla Tiburtina. Due degli innumerevoli talenti sprecati di Italia nostra; due anime belle che, nonostante l'impossibilità di procreare, si tengono e si amano l'un l'altra con complicità, semplicità, tutti (e nonostante tutto) i santi giorni.
Il resto è periferico: c'é Acilia - dove la coppia tiene nido - con tutto il suo reticolato umano di casette a schiera con giardino, sciampiste e ultrà travestiti da mariti; le famiglie: quella di lui è toscana, naturalmente perbene, rassicurante come una minestra calda sul tavolo; quella di lei è folklore e nervi, cuore in mano e spada pronta, un piccolo plotone ammaccato dalle logoranti guerre di ogni giorno. Sicula credibilmente. E c'é il contorno di caratteristi e navigati attori di teatro, alcuni preziosi, altri sbagliati: avventori e bulli da bar, ospiti molesti e ginecologi maldestri, rockettari bruciati e cani fedeli. Quindi Roma: quella delle cupole e quella dell'Atac, suggestiva e indisponente. Tasselli che compongono uno sfondo non sempre coeso, non del tutto originale, trascurabile come i sottotesti politici e bioetici (parentetici, che altro?).Perchè al centro restano loro due, figli senza padri e sposi senza figli. Che si amino è quasi inevitabile. Che debbano lasciarsi e riprendersi e "tradirsi" nelle tipiche gag da commedia nostrana lo sarebbe meno. Vizio del cinema italiano che non si fida ancora di se stesso, e del pubblico.
E' il peccato di un film comunque controcorrente, inedito, che sarebbe stato migliore se fosse rimasto fino in fondo com'era: modesto (nel senso buono), intimo, innamorato. Come il romanzo da cui è tratto (la generazione di Simone Lenzi). Se solo Virzì si fosse affidato a lui fidandosi un po' meno di se stesso.

NOTE

- DAVID DI DONATELLO 2013 PER LA MIGLIOR CANZONE ORIGINALE. ERA CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR ATTRICE (FEDERICA VICTORIA CAIOZZO IN ARTE THONY) E ATTORE (LUCA MARINELLI) PROTAGONISTI.

- CANDIDATO AI NASTRI D'ARGENTO 2013 PER: MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (LUCA MARINELLI) E COLONNA SONORA.

CRITICA

"Un Paolo Virzì più sentimentale e meno graffiante questo di 'Tutti i santi giorni'. Almeno più sbilanciato su uno dei lati che hanno fino a oggi composto la sua personalità d'autore e la sua produzione artistica. (...) Pretesto per rivisitare qualche luogo comune da commedia (con divertimento) ma anche terreno su cui si misura con intensità e credibilità una bella storia d'amore. Interpreti novizi o quasi che confermano le capacità di Virzì come talent scout." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 11 ottobre 2012)

"Una vacanza? Una gitarella nel disimpegno? Tutt'altro. 'Tutti i santi giorni' è in tutto e per tutto un film «di» Paolo Virzì, ed è forse quello che - almeno in tempi recenti - maggiormente si interroga su ciò che sta diventando l'Italia. Occorre distinguere la trama apparente da quella «sommersa». In apparenza il film racconta una giovane coppia che tenta disperatamente di avere un figlio: e sarebbe comunque sciocco parlare di «riflusso», di rifugio nel privato, visto che i due ragazzi (...) si rivolgono sia a strutture private/clericali, sia al pubblico. Ma in realtà il desiderio di maternità & paternità è un tirante narrativo per raccontare due «diversi», nel senso buono del termine: Guido e Antonia, i protagonisti, si stagliano su un panorama umano/antropologico devastante, fatto di romani trucidi e di stranieri completamente folli ((...). 'Tutti i santi giorni' è la storia tragicomica di due persone vere in un'Italia pazza e volgare. Fa ridere, fa piangere: perché siamo tutti noi, che facciamo ridere e piangere." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 11 ottobre 2012)

"Paolo Virzì tra la commedia sentimentale e il dramma. Ma con parsimonia. La cornice, questa volta, è Roma, anzi una sua lontana periferia. (...) Alla base, un romanzo di Simone Lenzi intitolato 'Generazione'. Virzì l'ha riscritto insieme con lo stesso autore e come sempre con Francesco Bruni. Non ci ha dato, però, il meglio di sé, intrattenendoci a lungo sui vari tentativi ginecologici della coppia, un po' comici solo nello sfondo, e sulla vita amorosa e professionale dei due, sempre a mezzo tra il romantico e l'ironico, specie quando scendono in campo anche le rispettive famiglie, con dei colori, alcune, persino troppo carichi (Antonia arriva dalla Sicilia...). Tuttavia, nonostante delle incertezze psicologiche, qualche personaggio può convincere, specie quando, in primo piano, tra il sentimento e il sorriso, si tengono i due con le loro mai raggiunte aspirazioni. Ad Antonia dà volto la cantante Thony, cui si deve, molto efficace, l'intero commento musicale, Guido è l'esordiente Luca Marinelli, che non è certo il Mastandrea della 'Prima cosa bella'." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo Roma', 11 ottobre 2012)

"Qualche scena di dubbio gusto penalizza anche la commedia di PaoloVirzì 'Tutti i santi giorni', che tuttavia può contare su due bei personaggi, una coppia di attori più che convincenti (Luca Marinelli e la cantante Thony) e una storia romantica. Guido e Antonia, piuttosto mal assortiti, si amano davvero. (...) Ma non è questo il vero tema del film, capace di regalarci più verità sull'amore e la vita di coppia di tante altre pellicole sul tema." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 11 ottobre 2012)

"Ci vuole un bel coraggio a uscire con una piccola commedia italiana, piccola solo perché a basso costo e senza nomi roboanti in questo momento di estrema crisi, soprattutto di incassi, del nostro cinema. Ci vuole anche un bel coraggio a mettere in piedi una commedia ambientata a Roma che naviga fuori raccordo. E' ambientato addirittura a Acilia il nuovo film di Paolo Virzi, 'Tutti i santi giorni', scritto assieme a Simone Lenzi, autore anche del romanzo 'La generazione' (Dalai) da cui il film è tratto, e a Francesco Bruni, passato alla regia con il riuscitissimo 'Scialla'. Come 'Un giorno speciale' di Francesca Comencini, che ha dei protagonisti più giovani ma anch'essi naviganti fuori raccordo, anche 'Tutti i santi giorni' si sforza di presentarci personaggi diversi e realistici dei giorni d'oggi alle prese con situazioni vere che mettono in difficoltà i rapporti e i sentimenti. (...) Operina minore, rispetto ai grandi film corali livornesi di Virzì, 'Tutti i santi giorni', ha una bella freschezza di scrittura e di ispirazione e due protagonisti di talento e di immediata simpatia. Se Marinelli, proveniente dal teatro di Carlo Cecchi, si adatta con sicurezza al suo personaggio di proletario colto, Thony, non attrice ma cantante, funziona all'opposto da modello per il personaggio stesso di Antonia che Vini e Bruni le cuciono addosso. L'incontro dei due caratteri completamente diversi e il loro rapporto sentimentale sono il vero motore del film, che non ha alla fine una vera e propria trama, a parte il tormentone del voler fare un figlio. (...) Anche se non è un'opera di grande respiro, 'Tutti i santi giorni', oltre a essere un bel film di attori, e Mannelli e Thony sono il primo una conferma e la seconda una sorpresa, è comunque un piccolo passo in avanti, sofferto e serio, esattamente come 'Scialla', verso una commedia civile e sentimentale della quale il nostro cinema ha assoluto bisogno per poter comunicare al suo pubblico. Come ha bisogno di un vero svecchiamento." (Marco Giusti, 'Il Manifesto', 11 ottobre 2012)

"Ci sono dei momenti nei quali si sorride; ma perché questa volgarità da commedia per adolescenti?" (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 11 ottobre 2012)

"Piacerà a tutti quelli che andranno a vederlo, non lasciandosi fuorviare dal soggetto che sembra quello di una delle tante commediole carine e stupidine che da 20 anni affliggono il cinema italiano. Ma alla regia c'è Virzì, forse il solo regista all'altezza dei grandi della commedia all'italiana. Che qui ci dà 100 minuti deliziosi. E istruttivi." (Giorgio Carbone, 'Libero', 11 ottobre 2012)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy