TROPPO SOLE

ITALIA - 1994
TROPPO SOLE
La giornalista Lalla deve intervistare la celebre rockstar Matilde, che si trincera nella sua vistosa villa col cane lupo Adamo, la vecchia madre Desolata, che si nutre esclusivamente di patate fritte, e la sorella Mara, una tossicodipendente che ha istituito, con un tronco di pino, una personale barriera per riscuotere pedaggi sulla strada d'accesso alla magione. Negandosi Matilde, Lalla, dopo Mara e Desolata, incontra donna Flavia, stramba mecenatE che ha aiutato Matilde negli studi, e che ha allevato Renata, una ragazza indemoniata. Costei morde Lalla, che all'ospedale conosce così la psicologa Ambra, esperta nell'applicare l'innovativa "shampooterapia". Ottenuta la sospirata intervista, Lalla ascolta le strampalate teorie filosofiche di Matilde, che però è allergica alla parola "uomini" e reagisce scatenando Adamo dietro Lalla che fugge. Intanto nella hit parade, che la DJ di colore Patrizia, di Radio Torre Tozza, sottolinea con gergo borgataro, la rivale di Matilde, Stella di Papà, guadagna continuamente posizioni. Costei attira sulla sua nave-studio Lalla per essere intervistata, offrendole una valigia di soldi. Poco dopo la recente sorpasso ad opera di Stella di Papà, e con subdola perfidia le suggerisce di suicidarsi in diretta, aiutandola a tagliarsi le vene nella vasca da bagno e fingendo di filmarla. Mentre Mara scorge su un canotto in spiaggia la vera Lalla legata e imbavagliata e la libera, la falsa giornalista si rivela essere Stella, che è in realtà sorellastra di Matilde, perché il Papà, che lei ha assassinato e conserva surgelato, era bigamo. Ma ecco Lalla coi carabinieri: avviene così l'arresto di Stella ed il ricovero in ospedale con salvataggio in extremis di Matilde.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: GROTTESCO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: BANDA MAGNETICA - NAVERT FILM IN COLLABORAZIONE CON RETEITALIA
  • Distribuzione: LUCKY RED - DELTAVIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO APRILE 1994

CRITICA

"Troppo sole è un delirio da insolazione, appunto, da cui non si esce contenti per essersi liberati nella democratica risata satirica: è un misterioso puzzle senza confini, dalla tristezza galoppante, in cui si parla di un mondo che si calcola in audience e in hit parade. [...]Un oggetto smarrito che non sappiamo da che parte prendere e come guardare, che paga lo scotto di certo intellettualismo alla luce però di un agghiacciante lezione sulla mostruosa volgarità contemporanea". ( Maurizio Porro, Corriere della Sera)

"Troppo sole procede a strappi tra brandelli di divertente parodia di generi e personaggi, ma l'intenzione di Bertolucci di fustigare i tic, i vizi e le mode d'Italia, appare velleitaria. La bravura di Sabina Guzzanti che si trasforma, si traveste da personaggi famosi e anonimi non si discute, ma la rivendicazione della statura di interprete rischia di passare inosservata a causa dell'overdose televisiva di imitatori altrettanto bravi". ( Alberto Castellano, Il Mattino, 6 maggio 1994)
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