Treno di notte per Lisbona

Night Train to Lisbon

SVIZZERA, GERMANIA, PORTOGALLO - 2012
3/5
Treno di notte per Lisbona
La monotona e ordinaria vita di Raimund Gregorius, 57enne professore di Latino in una scuola di Berna, viene completamente sconvolta dall'incontro con una donna misteriosa, salvata da un tentativo di suicidio. Per seguirla, Raimund prenderà un treno per Lisbona e, giunto in Portogallo, deciderà di indagare sulle vicende relative ad Amadeu Prado, medico, filosofo e rivoluzionario vissuto durante il periodo del regime fascista di Salazar, negli anni Settanta. Incontrando parenti e amici di Prado, Raimund scoprirà un'avvincente storia fatta di amicizie e affetti, oppressione e rivoluzione, lealtà e tradimento, amore e gelosia...
  • Altri titoli:
    Nachtzug nach Lissabon
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: DCP (1:1.85)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Pascal Mercier (ed. Mondadori)
  • Produzione: STUDIO HAMBURG FILMPRODUKTION, C-FILMS AG, IN COPRODUZIONE CON CINEMATE, TELE MÜNCHEN FERNSEH PRODUKTIONSGESELLSCHAFT (TMG), IN ASSOCIAZIONE CON K5 INTERNATIONAL/K5 FILM, PALMSTAR ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: ACADEMY TWO (2013)
  • Data uscita 18 Aprile 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Sì, la vita può cambiare in un attimo. Almeno, al cinema. Mollato dalla moglie perché inguaribilmente noioso (c'è da capirla), il professore di latino Raimund Gregorius (Jeremy Irons) tira a campare a Berna: compassato, metodico, scacchista nottetempo, fa sbadigliare. Ma la sveglia suona quando salva una giovane donna dal suicidio. Nel soprabito della ragazza, trova un biglietto del treno per Lisbona e un libro del medico rivoluzionario e filosofo Amadeu Prado. Raymund ne rimane conquistato, ci trova scritto quello che prova: in breve, parte per conoscerlo. Ma Amadeu è morto, deve accontentarsi della sorella e degli amici con cui il medico condivise back in the days l'opposizione alla dittatura di Salazar.
Cast all star europeo (Bruno Ganz, Melanie Laurent, Charlotte Rampling e, tanto per cambiare, zero italiani…), è Treno di notte per Lisbona, tratto dal bestseller di Pascal Mercier e diretto dal regista danese due volte Palma d'Oro (Pelle alla conquista del mondo, 1988; Con le migliori intenzioni, 1992) Bille August. Thriller psicologico sulla carta, ma farraginoso sullo schermo, il Treno va senza troppi scossoni su binari oliati ad hoc per un pubblico azzimato, borghese con velleità/reminescenze barricadere, d'essai ma non troppo. Buone interpretazioni (Irons splende di vecchiaia), dialoghi per le lunghe, alla ricerca dell'amor (proprio) perduto: fatevi sotto, previo caffettino…

NOTE

- FUORI CONCORSO AL 63. FESTIVAL DI BERLINO (2013).

CRITICA

"Nordico ramingo e regista in bella calligrafia, Bille August ci conduce in un thriller gestito dal pensieroso Irons (...). Elegante denuncia al tè, con tanti camei d'autore, Rampling e Ganz, ma la migliore è Melanie Laurent. Alla Polanski, solo alla." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 18 aprile 2013)

"Se un professore di filologia classica che vive a Berna, circondato dai libri, che si fa il tè con la bustina, che gioca a scacchi da solo ed è così soporifero da aver fatto fuggire la moglie, ha però il viso dolente e stanco di Jeremy Irons, si capisce subito che gatta ci cova: che quella mattina, andando a scuola sotto la pioggia, la sua vita cambierà: infatti... Certo a 65 anni l'attore inglese non è più quello che, più di vent'anni fa, nudo e delirante di passione per Juliette Binoche in 'Il danno' di Louis Malle, obbligava al delirio anche le sue fan. Avvilito adesso dal ruolo televisivo di Papa Borgia, pareva ormai perduto: invece nel polpettonissimo ben diretto dal maestro del ramo Bille August, un po' di polveroso fascino riesce a regalarlo ancora. A patto che gli si perdoni, in quanto professor Gregorius, il subitaneo incantamento per un vecchio librettino in portoghese, trovato nel cappotto di un'aspirante suicida da lui salvata e poi scomparsa. La sua erudizione non lo salva dalle banalità filosofiche di 'Un orafo delle parole', autore l'ignoto Amadeu de Almeida Prado, che lo spinge a prendere insensatamente un 'Treno di notte per Lisbona'. Dove l'erudito professore, in preda forse a passate meravigliose letture di Pessoa, decide di cercare il misterioso scrittore. Bei palazzi antichi, vecchie cameriere sospettose, Charlotte Rampling, di anziana e orgogliosa malinconia, sorella dello scrittore-medico-filosofo, il buon prete Christopher Lee, però con lo sguardo dello stregone del 'Signore degli anelli', che ricorda Amadeu fanciullo, l'oculista Martina Gedeck che, corteggiando il filologo svizzero con la scusa di un nuovo paio di occhiali, gli apre le porte del passato e di quel che di quel passato sopravvive. (...) si tratta di un thriller romantico e non politico, quindi clandestinità, complotti, torture e arresti stanno sullo sfondo e il film se ne frega di come poi la rivoluzione militare dei garofani pose fine al regime fascista, nell'aprile del '74. (...) L'autore del romanzo (Mondadori) da cui è tratto il film, con molti cambiamenti soprattutto alla fine, è il settantenne svizzero Peter Bieri che si firma con lo pseudonimo francese Pascal Mercier. Il libro tradotto dal tedesco ha vinto da noi il premio Grinzane Cavour. La produzione è tedesco-svizzera-portoghese, il regista è danese, gli attori sono inglesi, svedesi, francesi, tedeschi. Film da comunità europea, ha anche il pregio di farci rivedere gli esodati del cinema, quelli che in passato erano considerati grandi attori o addirittura star, e che il tempo ha dolorosamente pensionato." (Natalia Aspesi, 'La Repubblica', 18 aprile 2013)

"Un bel titolo 'Treno di notte per Lisbona' per un film europeo di alto livello. Ma è davvero un complimento? La storia un po' thrilling e molto letteraria del professore Gregorius, che di punto in bianco dalla noiosa e paciosa Berna si ritrova proiettato nella pittoresca ed 'esistenzialistica' Lisbona, ha tutte le caratteristiche dell'intrattenimento elegante e un po' sterile, promettente nell'ambientazione, nelle interpretazioni e nell'incipit, ma poi sprofondato nel solito mix tra amori intrecciati, tardive autocoscienze ed echi di mitiche ancorché rimosse rivoluzioni. Irons, il cui sex-appeal sembra ormai piegarsi a un processo di mortificazione autoriale, dovrebbe esprimere il bisogno di cambiamento consentito nell'età matura, ma la voce fuori campo, le metafore pedantemente spiegate allo spettatore, l'aria stantia del best-seller che circola nelle rievocazioni storiche e il calligrafismo dello stile, confermano come August sia uno dei registi più sopravvalutati dello scenario internazionale." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 18 aprile 2013)

"E' un film sui fantasmi che si aggirano per l'Europa, un Continente in qualche modo sovrastato da un grande passato, che pure ne è la ricchezza; e abitato da personaggi in cerca di nuova identità. (...) Ispirandosi al romanzo di Pascal Mercier, il danese Bille August ricorre a un bel cast internazionale (gli inglesi Irons, John Huston, Charlotte Rampling; la francese Melanie Laurent, la scandinava Lena Olin, lo svizzero tedesco Bruno Ganz) e gioca il tutto su un suggestivo registro di malinconia con regia elegante e fluida, ma un poco esangue: in attesa di un cinema europeo che, come il protagonista, trovi una nuova identità." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 18 aprile 2013)

"Cast all star europeo (Bruno Ganz, Melanie Laurent, Charlotte Rampling e zero italiani...), dal best-seller di Pascal Mercier il danese due volte Palma d'Oro Bille August ci porta sul 'Treno di notte per Lisbona' e invia il messaggio: «Puoi cambiare la tua vita in un attimo». Thriller psicologico sulla carta, sonnacchioso sullo schermo, sceglie la speranza evergreen e si scopre degno erede del cinéma de papa: ottimo dopo il the delle 5, le signore gradiranno." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 18 aprile 2013)

"Parte bene il film ma poi August trasforma il best-seller in una fiction anacronistica infarcita di fastidiose riflessioni enunciate ad alta voce." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 18 aprile 2013)
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