Tracers

USA - 2015
2/5
Tracers
Dopo essersi imbattuto casualmente in una bella ragazza di nome Nikki, Cam viene introdotto nella sua crew - una squadra che utilizza il parkour per scopi criminali. Cam si unisce subito al gruppo, sperando di poter guadagnare il denaro necessario a ripagare un debito contratto per curare sua madre. La posta in gioco diventa sempre più alta, le azioni sempre più pericolose, le ricompense sempre più alte, gli scopi delle azioni criminali sempre più misteriosi. Quando scoprirà i reali scopi della crew, Cam dovrà utilizzare tutta la sua abilità per restare vivo.
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE
  • Specifiche tecniche: RED EPIC, REDCODE RAW, (2K)/REDCODE RAW (5K) (1:1.85)
  • Produzione: FREERUNNING, MELBARKEN, TEMPLE HILL ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: ADLER ENTERTAINMENT
  • Data uscita 5 Agosto 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Gianfrancesco Iacono
Per conquistare le grazie della misteriosa Nikki, lo squattrinato corriere Cam (Taylor Lautner) diviene un praticante di parkour e si unisce a una banda di criminali che mette a segno una serie di colpi spericolati, e spettacolari, lungo le strade di New York. Quando il gioco si fa duro, tuttavia, Cam sarà costretto a scegliere da che parte stare.
Da licantropo nella saga di Twilight ad acrobata metropolitano per motivi alimentari, Taylor Lautner fa rimpiangere i bei duri a morire d’altri tempi: l’inespressività di base è la stessa dei predecessori, ma l’autoironia di Schwarzy e la comicità involontaria di Chuck Norris erano ben’altra cosa.

Dopo il recente Brick Mansions, ecco dunque un altro action-movie a ritmo di parkour e di hip-hop martellante, dove l’alto tasso adrenalinico va di pari passo con un montaggio frenetico, un uso più che disinvolto della camera a mano e tante inquadrature distribuite un po’ a caso dal regista Daniel Benmayor. Cinematografia ipercinetica, ruvida e fracassona come va di moda oggi. L’intrattenimento estivo è servito, il cinema un po’ meno.

CRITICA

"Un actioner per adolescenti, protagonista Taylor Lautner, licantropo di 'Twilight'. (...) Se l'interesse sono le sequenze acrobatiche, non bisogna illudersi che il film valorizzi il carattere di performing art del parkour: lo mostra come una pratica ginnica estrema, in una storiella di crimine e amore contrastato. 'Spoiler' improbabili e overdose di violenza." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 9 agosto 2015)

"È la New York contemporanea, spesso fotografata nei suoi profili notturni con le sue famose (anche letterariamente) «mille luci» a fare da sfondo (ma anche un po' da protagonista) a questa vicenda che serve quasi solo esclusivamente per mettere in scena i numero acrobatici della «crew» di ragazzi protagonisti. Numeri che, va detto subito, sono la vera e forse unica attrattiva della pellicola che, per il resto, si barcamena come può tra piccole e grandi sentenze pseudofilosofiche. (...) Insomma, un film adrenalinico che alla fine si lascia vedere a patto (...) di lasciar fare quei numeri a degli stuntman professionisti." (Andrea Frambrosi, 'L'Eco di Bergamo', 7 agosto 2015)

"La trama è un pretesto per vedere incredibili evoluzioni (...). Paradossale, però, che con un simile soggetto il film non deragli dal solito prevedibile binario. Lautner, come sempre, eccelle quando non apre bocca." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 30 luglio 2015)
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