Thumbsucker: il succhiapollice

Thumbsucker

USA - 2005
Thumbsucker: il succhiapollice
Mike Cobb è stato una promessa del football quando era al college ma a causa di un infortunio ha smesso di giocare, la sua vita ha preso una piega completamente diversa ed ora è un frustrato direttore di negozio. Sua moglie Audrey, giunta alla soglia dei 40 anni si domanda ancora cosa ne sarà della sua vita e nasconde le sue insicurezze dietro l'ossessione per una star della TV. Il risultato è che il figlio maggiore della coppia, Justin Cobb, a 17 anni si succhia ancora il pollice. Per aiutarlo a liberarsi dal vizio, Justin viene sottoposto ad una cura con l'ipnosi da parte del suo dentista New Age, Perry Lyman. La cura sembra sortire effetti positivi sulla cattiva abitudine, ma ha un effetto collaterale: Justin a scuola è spesso distratto e disinteressato, così gli vengono prescritti degli antidepressivi, che a loro volta creano una nuova pericolosa dipendenza. Tuttavia, quando anche le medicine non bastano più, Justin per evitare di ricadere nella sua antica abitudine decide di curarsi con il sesso e gli spinelli...
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Walter Kirn
  • Produzione: SCARED LITTLE ANIMALS LLC, BULL'S EYE ENTERTAINMENT, GOOD MACHINE, KEEP YOUR HEAD, THIS IS THAT PRODUCTIONS
  • Distribuzione: SONY PICTURES RELEASING ITALIA
  • Data uscita 23 Giugno 2006

RECENSIONE

di Luca Pellegrini
Si sveglia la mattina, col pollice in bocca. Nei momenti di crisi della giornata, è il suo Prozac personale. La sera, il compagno inseparabile per sprofondare in sonni non troppo tranquilli. La vita di Justin, accerchiata dai comuni personaggi della provincia americana nell'Oregon, è piuttosto grigia: soltanto il pollicione la rischiara. Il Succhiapollice è una commedia realistica "di formazione" nella quale Mike Mills, al debutto come regista, non lesina un gusto abbastanza personale per i nuclei familiari "in un interno" e le loro problematiche antropologiche: rapporti parentali, scuola senz'anima, dinamiche giovanili, arrivismo intellettuale, diversità sociali, apatia latente e nervosismi inassopiti. Nella famiglia di Justin, interpretato da un naturale e convincente Lou Pucci, c'è tutto questo: un padre preoccupato che vuole il massimo (Vincent D'Onofrio), una madre tormentata (Tilda Swinton) che cerca il compromesso. Lo si trova, questa volta, nelle pillole, quelle vere, che faranno di Justin un sicuro competitore scolastico portato a sostituire gli spinelli al pollice. Una strada più semplice, veloce e altrettanto incerta di quella propugnata da un dentista appassionato di ipnosi (Keanu Reeves) e da un professore scolastico profondamente non realizzato (Vince Vaughan). Tutti soffrono di ansie nascoste, tutti si sforzano di illuminare e correggere le smagliature della quotidianità. Nessuno è capace di concentrazione, anche l'amore è distratto. Lieve umanità comune per un film molto umano, collettivo, omogeneamente ben interpretato dagli illustri attori tra parentesi, piacevolmente vero e irrimediabilmente preoccupante.

NOTE

- PRESENTATO IN CONCORSO AL 55MO FESTIVAL DI BERLINO (2005).

CRITICA

"Speriamo che non incontri Woody Allen. Acclamata star al Sundance e a Berlino, Lou Taylor Pucci con la sua aria malinconica, dolce e folle è certo bravo, il problema è non strafare. Il film dall'ottimo cast del deb Mike Mills è un classico indipendente, non perfido come Solondz, ma che promette bene." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 30 giugno 2006)
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