The Rocky Horror Picture Show

GRAN BRETAGNA, USA - 1975
The Rocky Horror Picture Show
Brad e Janet, una giovane coppia, sono in viaggio diretti dal loro professore universitario, il dottor Scotto, quando la loro auto si arresta per un guasto. I due cercano aiuto e casualmente bussano alla porta del castello di Frank Wurstel. Questi è un extraterrestre, arrivato sulla terra per dare vita al mostruoso Rocky Horror. L'essere cerca di circuirli e svela loro alcuni segreti sconosciuti al genere umano. Arriva anche il professor Scott, che è alla ricerca di suo nipote Eddie. Chi riporterà l'alieno alla ragione?
  • Altri titoli:
    Die Rocky Horror Picture Show
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, FANTASCIENZA, HORROR, MUSICALE
  • Specifiche tecniche: 35 MM, EASTMANCOLOR, DE LUXE
  • Tratto da: commedia musicale omonima di Richard O'Brien
  • Produzione: TWENTIETH CENTURY FOX FILM CORPORATION
  • Distribuzione: FOX (1976), NEXO DIGITAL (2012) - 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT (2010)
  • Riedizione 2012
  • Vietato 14

TRAILER

NOTE

- NEL 1981 LO STESSO REGISTA NE HA FATTO UN SEGUITO CON "SHOCK TREATMENT".

- REGISTA DELLA SECONDA UNITA', NON ACCREDITATO, BOB HOWARD.

- NEL 2012 E' STATA DISTRIBUITA IN SALA LA VERSIONE RESTAURATA CON AUDIO 7.1.

CRITICA

"Il più bel musical rock della storia del cinema, ignorato alla sua uscita, è divenuto presto un film di culto, citato anche in una scena di 'Saranno famosi'. E' ispirato alla commedia musicale di O'Brien che da vent'anni resiste sui palcoscenici americani".

"Si tratta dell'adattamento cinematografico - apprezzabilmente con una certa libertà rispetto all'impostazione teatrale - di un musical che a Londra ha ottenuto lungo successo ed è imparentato, tramite l'autore, con 'Hair' e 'Jesus Christ Superstar'. Si contraddistingue per il delirio parossistico dello stile, delle scenografie, delle grottesche interpretazioni, ed ha i suoi aspetti più godibili, anche se per appassionati del genere, in alcune musiche e in alcune coreografie. Il film vorrebbe essere nello stesso tempo una satira della mania del sesso (...), del film dell'orrore. Diciamo 'vorrebbe essere' poiché, proprio per la stravaganza della forma e la matrice singolare cui appartiene (l'umorismo giovanile e moderno), il discorso rimane pressoché inafferrabile". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 83, 1977)
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