The Next Three Days

USA - 2010
La vita di Lara, John e Luke Brennan scorreva tranquilla e serena. Poi, tutto improvvisamente precipita: Lara, accusata di omicidio, viene arrestata e condannata, anche se lei si dichiara innocente. Mentre la moglie è in carcere, John cerca disperatamente di dimostrare la sua innocenza continuando nel frattempo a mandare avanti il lavoro e la famiglia, ma quando la Corte Suprema respinge il loro ultimo appello, Lara tenta il suicidio e John diventa consapevole che l'unica via di uscita è mettere in atto un evasione...

CAST

NOTE

- REMAKE DEL FILM "POUR ELLE" (2008) SCRITTO E DIRETTO DA FRED CAVAYÉ.

CRITICA

"Il professorino Russell Crowe è timorato della Legge, ma la Legge gli rinchiude la moglie: due pesi due misure, si farà giustizia da solo, prendendo un po' da 'A-Team' e un po' da 'MacGyver'. Se già non bastasse, Paul 'Cuor di Coniglio' Haggis tira il bottone (vedere per credere...) e nasconde la mano: la spiega finale fa di azione privata pubblica virtù, perché l'America è cosa buona e giusta e si scappa in Venezuela, non a Guantanamo. Ma chiediamo troppo: è un triduo senza passione, noioso e zeppo di inverosimiglianze, con Liam Neeson in cammeo nonsense, Olivia Wilde che è bella ma non balla e Crowe pallida copia. La sensazione che Haggis sia un bluff, viceversa, si avvicina alla certezza." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 7 aprile 2011)

"Russell Crowe, che in 122 minuti invecchia a vista in primo piano, ha ancora una beautiful mind in questo iper thriller nel cui Dna circola anima romantica. (...) Tensione borghese hitchockiana-polanskiana medioalta anche se un po' prolungata." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 8 aprile 2011)

"Il film dura venti minuti di troppo, come esagerata è la goffaggine della polizia; per non parlare di certi accadimenti inverosimili. I venditori di palle da tennis faranno affari d'oro dopo la scoperta che si possono utilizzare per rubare auto." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 8 aprile 2011)
"Piacerà agli amatori del melodramma d'azione, certamente. II movimento, le scene madri, i colpi di teatro che ti tengono inchiodato alla poltrona. Ora, perché il mèlo d'azione funzioni è necessario che lo spettatore s'identifichi col personaggio, soffra, ami, dia fuori di matto come lui. E perché ciò avvenga ci vuole il signor attore. Russell Crowe è tra i pochi al mondo in grado di coinvolgere. Meglio, di esser credibile nella metamorfosi da borghese piccolo piccolo a Rambo dei penitenziari. II film negli Usa ha avuto contrastate accoglienze. I più delusi sono stati gli ammiratori di Paul Haggis. Ma come, il regista premio Oscar di 'Crash' si arrende al cinema di consumo? In realtà i grandi di una volta (Hawks, Ford, Wyler) si arrendevano al consumo tre volte ogni cinque film. L'importante è come lo fai. Haggis lo fa (e lo scrive) alla grande. Spremendo ogni fazzoletto possibile in sala nella prima parte e concentrando tutta l'adrenalina nella seconda." (Giorgio Carbone, 'Libero', 8 aprile 2011)

"Un thriller con Russell Crowe protagonista sembra perfetto per le platee del week-end e, qualora se ne riconosca la firma, il suo richiamo è destinato ad accrescersi. (...) Misurandosi stavolta con la difficile arte del remake, Haggis ha ripreso 'Pour elle', diretto dal giovane francese Cavayé e interpretato dalla coppia Lindon/Kruger nel 2007, per trarne un film insieme d'autore e commerciale, più consono cioè alle sue ambizioni d'intellettuale popolare. La combinazione, tutto sommato, non riesce, ma non si può dire che il racconto sia privo di un'astuta strategia e degli occorrenti contrappunti di pura adrenalina. (...) Risparmiando sui fastidiosi didascalismi, con i quali vuole con buona coscienza d'autore convincerci che non si è sporcato le mani invano con un genere d'intrattenimento, Haggis avrebbe potuto avvicinarsi un po' di più alla solare semplicità del suo maestro Eastwood." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 8 aprile 2011)

"Un attore è grande quando il suo pubblico gli crede, ovvero crede nei suoi personaggi. Il neozelandese Crowe questo dono lo possiede: che sia il genio schizoide di 'Beautiful Mind' o l'eroico generale romano di 'Gladiator', lo spettatore lo segue, gli dà la sua fiducia. In 'The Next Three Days', Russell impersona un universitario che fa evadere di prigione la moglie condannata per omicidio. Un'impresa folle: è evidente che le possibilità di farcela sono minime e per di più c'è anche un figlioletto coinvolto. Remake di 'Pour elle' con Vincent Lindon, il film porta la firma di Paul Haggis, regista e sceneggiatore Oscar di 'Crash' e nominato per il copione di 'Million Dollar Baby'. (...) Interpreti e regista hanno saputo creare partecipazione sulla tragedia che ha investito una famigliola un tempo felice. Ma è qui che si verifica lo scarto di plausibilità: se a questo punto Haggis avesse tirato fuori di Crowe l'aspetto di supereroe capace di imprese rocambolesche, la vicenda sarebbe rientrata nell'ambito convenzionale del prodotto di genere e nessuno si sarebbe posto domande. Invece l'agire realistico del personaggio, con tutte le difficoltà psicologiche del caso sottolineate, rischia di appesantire il thriller, suscitando al contempo dubbi sulla verità del dramma. E tuttavia, realizzato con sapienza e benissimo recitato, lo spettacolo resta solido e appassionante." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 8 aprile 2011)

"Il tema dell'innocente che deve faticosamente difendersi da un'accusa ingiusta ha precedenti illustri, sia in letteratura, Kafka, sia al cinema, Hitchcock. Oggi, in questo film americano scritto e diretto da Paul Haggis ('Crash', 'Nella Valle di Elah') sulla filigrana di un film francese di qualche anno fa, si propone con una variante (...) Quasi sempre in primo piano Russell Crowe che riesce magistralmente a tenere in equilibrio il suo personaggio tra impeti, e dolori, imponendosi con una recitazione all'altezza delle sue migliori, da quella premiata con l'Oscar per 'Il Gladiatore' a quella di 'Beautiful Mind'. Gli dà la replica Elizabeth Banks, la moglie cui sacrificherà tutto." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo cronaca di Roma', 8 aprile 2011)

"Con indubbi rimandi alle trame di film di Alfred Hitchcock, ne adegua la vicenda ai canoni hollywoodiani dell''action movie', stemperandone la tensione, magistralmente costruita, nel respiro accordato ad una storia di intensi affetti e nella delineazione di personaggi problematici e credibili. (...) 'The Next Three Days' ('I prossimi tre giorni') non vuol essere una denuncia sul modo di operare degli organismi giudiziari: è un solido thriller con diverse sequenze visivamente pregevoli, ricche di 'suspense', un valido film d'azione dal tessuto espositivo strutturato in un dinamismo definito 'limpido e ritmico, senza eccessi allegorici e languide metafore'. Senza cedere alla insidie del melodramma e senza attardarsi sulla eventuale innocenza o colpevolezza di Lara, Paul Haggis narra le traversie di un uomo profondamente innamorato della moglie e, contemporaneamente, introduce notazioni e suggerisce considerazioni sulle relazioni, sugli incontri fra i personaggi, quasi a voler fornire l'immagine di tanti piccoli mondi abitati da entità gelose del proprio privato e pronte a difenderlo, incuranti della Legge." (Achille Frezzato, 'Eco di Bergamo', 8 aprile 2011)
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