The Midnight Man

USA - 2016
1,5/5
The Midnight Man
Rovistando nella soffitta della nonna, Alex trova le istruzioni per un misterioso gioco che, se eseguito correttamente, risveglierà "l'uomo di mezzanotte": un essere malvagio che trasforma i peggiori incubi in realtà. Alex e i suoi amici inizieranno a giocare...
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR
  • Produzione: THE BRIDGE FINANCE COMPANY, MIDNIGHT PRODUCTIONS, SCOOTY WOOP ELITE
  • Distribuzione: ADLER ENTERTAINMENT (2018)
  • Vietato 14
  • Data uscita 11 Gennaio 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone

L’inarrestabile travaso di intelligenza creativa nella serialità televisiva ha inevitabilmente svuotato dei dovuti neuroni il cinema di genere, con particolare dolo per l’horror.  Questo è lo stato dell’arte a giudicare dall’import da Hollywood del filone, rigorosamente in copia conforme. E non fa eccezione questo Midnight Man di krugeriana memoria, non fosse altro per l’ora tarda della sua epifania e la presenza di un imbalsamato Robert Englund nel cast, accanto a un’altra vestale dell’horror come Lin Shaye, star di Insidious e con Englund nel primo Nightmare – Dal profondo della notte.

Dal profondo della notte si palesa anche questo classico uomo nero dal dress code standard – cappuccio, sorriso dentato, pelle abrasa e unghione aguzzo – evocato da un gioco idiota dentro una scatola vintage nascosta in soffitta, come un qualunque demone di Ouija.
E i trascorsi non finiscono qui: c’è il casone americano con vialetto alberato/innevato e le finestre che ridono poco; la ragazzina perbene e la nonna inquietante chiuse in casa, l’amichetto che viene a far visita nel giorno sbagliato, le ombre che sibilano, le porte che cigolano e un buio pre-elettrico, di notti gotiche a lume di candela.  E il babau sempre dietro l’angolo, un po’ Freddie, un po’ Boogeyman, un po’ Babadook. L’amichetto immaginario e cattivo venuto fuori dal Vaso di Pandora (che qui chiamano scatola perché sono digiuni di greco).

In una processione di scoperte, imprevisti, piccole seccature, flashback e morti violente, dentro il solito schema in tre atti: prologo, svolgimento, epilogo. Coazione a ripetere che significa principalmente normalizzare, rassicurare, svuotare l’orrore della sua regola, l’esercizio della paura per esorcizzare le paure. Qui invece si vendono brividi a buon mercato dietro il paravento dell’inconscio e dei terrori infantili. Il presupposto del genere ridotto a pretesto. E l’errore, la malattia, l’orrore lasciati liberi di circolare, là fuori.

 

NOTE

- REMAKE DEL FILM "MIDNIGHT MAN" (2013) DI ROB KENNEDY (CHE IN QUESTO FILM FIGURA ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI).
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