The Double

USA - 2011
The Double
Paul Shepherdson è un agente della CIA in pensione con un rimpianto: non essere riuscito a inchiodare un misterioso e imprendibile killer sovietico, Cassius. Quando un senatore viene assassinato e l'omicidio sembra portare la firma del suo storico avversario, Paul viene richiamato in servizio dal suo ex superiore Tom Highland per collaborare alle indagini insieme a un giovane agente dell'FBI, Ben Geary. Insieme, i due agenti iniziano ad analizzare e ricostruire i crimini del passato per studiare la personalità dell'assassino e ben presto si rendono conto che la realtà è molto diversa da quello pensavano...
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, 2K/SUPER 35 STAMPATO A 35 MM/D-CINEMA (1:2.35) - DE LUXE
  • Produzione: PATRICK AIELLO, ASHOK AMRITRAJ, ANDREW DEANE, DEREK HAAS PER HYDE PARK ENTERTAINMENT, IMAGENATION ABU DHABI FZ, BRANDT/HAAS PRODUCTIONS, AGENT TWO, INDUSTRY ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES (2012)
  • Data uscita 9 Marzo 2012

TRAILER

CRITICA

"Schema apparentemente classico per il tiepido film d'esordio dello sceneggiatore Michael Brandt, ma occhio al titolo, 'The Double', che allude a doppie identità e a un doppio colpo di scena. Il guaio è che il primo arriva troppo presto e il secondo troppo tardi per permettere un affondo nei caratteri, così come rimane pretestuoso il riferimento a possibili neo-scenari da Guerra fredda. Comunque, Gere è attore di stile sempre incisivo, qualsiasi sia il suo personaggio." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 9 marzo 2012)

"Piacerà a chi invocava da anni un ritorno ai ruoli d'azione per Richard Gere dopo troppi film da amante di 'pretty women' e di cani randagi. I fan dell'azione sono ben serviti. Scritto da Haas e Brandt ('Quel treno per Yuma') 'The Double' ha come altri film della pregiata ditta una bella idea centrale: la collocazione (parziale) negli anni Ottanta, quando la fine della guerra fredda rendeva più che mai ardua la distinzione tra amici e nemici." (Giorgio Carbone, 'Libero', 9 marzo 2012)
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