The Divergent Series: Insurgent

USA - 2015
The Divergent Series: Insurgent
Dopo essere stati identificati come Divergenti, persone che non rientrano in nessuna delle cinque fazioni, Tris e Quattro sono in fuga, inseguiti da Jeanine, la leader assetata di potere a capo della fazione degli Eruditi. Mentre le truppe dei traditori Intrepidi sotto il comando di Jeanine vanno a caccia di Divergenti tra le rovine della distopica Chicago, Tris e Quattro attraversano la città nella speranza di trovare degli alleati tra i Pacifici, i Candidi, gli Abneganti, gli Intrepidi e gli Esclusi, ridotti a una massa di ribelli impoveriti. Benché afflitta e piena di sensi di colpa per la morte violenta della sua famiglia e degli amici, Tris cerca di scoprire perché i suoi genitori hanno sacrificato la loro vita per proteggerla. Si tratta del segreto che porterà Jeanine a non fermarsi davanti a nulla per catturarla. Nel disperato tentativo di evitare di causare dolore ad altri suoi cari, Tris affronta le sue paure più oscure imbattendosi in una serie di sfide pressoché impossibili, cercando di far emergere la verità sul passato, e poi sul futuro, di quel mondo.
  • Altri titoli:
    Divergente 2: L'insurrection
  • Durata: 119'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASCIENZA, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA PLUS 4:3, CODEX ARRIRAW (2.8K), (2K)/MASTER SCOPE, 35 MM/D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Veronica Roth (ed. De Agostini, coll. Le gemme)
  • Produzione: RED WAGON ENTERTAINMENT, SUMMIT ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES
  • Data uscita 19 Marzo 2015

TRAILER

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURA ANCHE NEIL BURGER.

- VERONICA ROTH FIGURA ANCHE COME COPRODUTTRICE.

CRITICA

"C'è da sbadigliare per 118' prima che Robert Schwentkle ci faccia qualche giustizia minacciando il terzo round. Luogo senza tempo (il set è ad Atlanta, Via con un altro vento), idee senza regia, voce grossa e molto rumore per nulla. Primo sequel per Kate Winslet, apatia narrativa totale, come un piatto già non riuscito bene e insapore ma servito di nuovo e riscaldato: in questo futuro mancano proprio avventura e tensione, come un gioco dell'oca senza dadi." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 marzo 2015)

"Una delle tante serie che mirano a intercettare (e trasformare in soldi) il disagio adolescenziale. Dopo 'Twilight' e 'Hunger Games' anche questa splitterà l'ultimo capitolo in due film: e pazienza se la materia narrativa basterebbe appena per uno. (...) Riciclaggio di più saghe ('Matrix' incluso), un film che pare fatto per tutelare i posti di lavoro di star sui quaranta: Kate Winslet, Naomi Watts, Ashley Judd." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 19 marzo 2015 )

"Nata nel 1988 e avida lettrice di Harry Potter, Veronica Roth è la più giovane delle star della letteratura «Young Adults». Dopo la saga del maghetto, gli 'Hunger Games' della Collins e il ciclo 'Twilight' della Meyers, il successo della sua trilogia 'Divergent' è stata una benedizione per il mercato editoriale, e per Hollywood che si è affrettata ad acquistarne i diritti. Giusta intuizione: gli incassi del primo capitolo si sono attestati sulla cifra di 300 milioni di dollari ed è un traguardo che 'Insurgent', nonostante l'interlocutorio carattere di secondo episodio, potrebbe superare. Con l'ingresso nella stanza di scrittura dello sceneggiatore «Oscar» Akiva Goldsman, il copione risulta più concentrato ed essenziale; e, ridondanza di movimenti di camera a parte, il tedesco Robert Schwentke, subentrato a Neil Burger, si conferma valido regista di cinema d'azione. Ma è sulla protagonista Shailene Woodly/Tris che si gioca la scommessa: sarà in grado di strappare lo scettro di eroina post-apocalittica a Jennifer Lawrence/Katniss che lo detiene saldamente? (...) stavolta la Woodley la incarna con maggior autorevolezza, il sapiente taglio corto le dona, e le sue ansie di identità non mancheranno di creare immedesimazione nel pubblico adolescenziale." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 19 marzo 2015)

"(...) In questo gioco di equilibri e conflitti che oppongono lo spazio interiore dei protagonisti teenager all'esterno di un mondo adulto ridotto in rovine (notevolissime nel loro realismo le scenografie di Alec Hammond) risuona evidente la lezione dei manga dove il mondo lo si ricostruisce a partire dalla propria esperienza (oltre che età anagrafica) in un tentativo di cancellare la nefasta esperienza degli adulti. Laddove il cinema catastrofico degli anni Settanta distruggeva i simboli del mondo occidentale per rifondare il patto sociale (come suggeriva il compianto Antonio Fabozzi), cicli come 'Hunger Games', 'The Host' e 'Divergent' sono letteralmente ambientate alla fine della storia, ma non nel generico post-catastrofe canonizzato da 'Mad Max'. La catastrofe del filone young adult è quella del fallimento della politica e la 'quest' dei suoi eroi è tutta volta alla reinvenzione di un discorso politico in grado di valorizzare la presenza di quanti, invece, ne sono stati esclusi. Ed è proprio questo elemento, l'utopia di una partecipazione nuova, che attrae il pubblico cui questi film sono diretti. Basti pensare al volo finale della macchina da presa fra le strade di quella che si suppone essere New York (ma il film è stato girato ad Atlanta) trasformata in una specie di canyon, ripopolata come dal nulla da migliaia di corpi che accorrono alla novella della... rivoluzione. E non è poca cosa, oggi, tifare per la rivoluzione dal cuore dell'impero. (Giona A. Nazzaro, 'Il Manifesto', 19 marzo 2015)

"Il film firmato dal tedesco Schwentke, già a suo agio con donne al comando dai tempi di 'Flightplan' con Jodie Foster, è un agile action movie pieno di macerie, calcinacci, brutali esecuzioni con pistolettate alla testa, canottiere e sensi di colpa. Un kolossal pauperista in cui anche gli effetti speciali sembrano sobri. Niente male davvero. La donna è il mistero, l'uomo no. Tris è a suo agio con la semplicità maschile (chi ama, chi spara, chi tradisce, chi si converte) mentre è molto più intrigata, e messa in crisi, dall'ambigua leader degli Esclusi (magnetica Naomi Watts), dalla madre morta che torna nei sogni per suggerirle qualcosa, dalla perfida Jeanine e anche da se stessa. Riuscirà a farcela? Forse sì. Ma solo per scoprire un ulteriore, scioccante, mistero rivelatole, indovinate un po', dall'ennesima signora indecifrabile. (...)" (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 19 marzo 2015)

"Forse un piccolo riassunto è necessario. Certamente utile. Se non altro perché (...) il ciclo Divergent corre pari pari con quello di 'Hunger Games' e man mano che gli episodi passano, tendono sempre più ad assomigliarsi (le rispettive «cattive» Kate Winslet e Julianne Moore ormai sembrano due doppelganger). (...) Piacerà ai fan dei libri di Veronica Roth (tre, finora) e a quelli del film diretto da Neil Burger lo scorso anno (...). Shailene Woodley come Tris ha funzionato. Non ha le bellezza e il fascino di Jennifer Lawrence (che l'ha preceduta con 'Hunger Games') ma proprio per il suo aspetto banalotto di ragazza della porta accanto, ha sollecitato, sollecita e solleciterà (...) l'identificazione da parte delle spettatrici coetanee. Ma intanto mettiamo le mani avanti. Il capitolo due è inferiore al primo. II 'Divergent' del 2014 partiva con un'atmosfera allucinata da 'Grande Fratello' (il romanzo di George Orwell, mica il famigerato reality) che ti teneva la gola per tutto il primo tempo (almeno). 'The Insurgent' (come i sequel di 'Hunger Games') è invece solo una storia d'inseguimento. (...) Quindi solo azione, soddisfacentemente orchestrata. Tenuta su da una cattiva come si deve (Kate Winslet). E da qualche «buona» ben delineata (Naomi Watts e Octavia Spencer)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 19 marzo 2015)

"Tratto dal secondo romanzo della trilogia di Veronica Roth che coniuga il futuro distopico alla 'Hunger Games' con il romanzo sentimentale alla 'Twilight',(...). Metafora della lotta contro l'omologazione, la ribellione di Tris si tinge di una vena più politica con poveri ed emarginati contro la classe dirigente e tirannica degli Eruditi." (Alessandra de Luca, Avvenire, 20 marzo 2015)

"Il capitolo più delicato in una trilogia cinematografica è, quasi sempre, quello centrale perché, solitamente, funge da ponte ideale tra due episodi forti come quello che lancia la saga e quello che la completa rispondendo ai quesiti rimasti irrisolti. Il filone 'young adult', ormai, è strutturato in questa maniera, anche se la tendenza (meramente per motivi di incasso) è quella di suddividere in due film l'epilogo. Non si sottrae alla regola la serie fantascientifica distopica di 'Divergent', scritta da Veronica Roth (...). Dopo un inizio troppo lento, dedicato soprattutto ai momenti di crisi della protagonista, in lotta contro i propri demoni, la pellicola decolla nella seconda parte, raggiungendo il suo apice nelle spettacolari simulazioni che dovrà affrontare Tris. Shailene Woodley dimostra di essere una attrice dotata di gran talento, ormai star alla pari con la gettonata Jennifer Lawrence; peccato che il suo personaggio sia, qui, poco sfruttato nell'economia della trama. In ogni caso, esame superato per il sequel, che lascia intatta la voglia di arrivare al gran finale." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 20 marzo 2015)
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