The Circle

USA - 2017
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The Circle
Quando Mae viene assunta per lavorare a The Circle, la prima azienda di tecnologia e social media del mondo, è sicura che le sia capitata l'opportunità più grande della sua vita. Man mano che fa carriera, Mae viene incoraggiata dal Fondatore della società Eamon Bailey a rinunciare totalmente alla propria privacy e a vivere la sua vita in un regime di trasparenza assoluta. Ma nessuno è veramente al sicuro quando tutti hanno la possibilità di guardare.
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASCIENZA, THRILLER
  • Specifiche tecniche: RED EPIC DRAGON
  • Tratto da: romanzo "Il cerchio" di Dave Eggers (ed. Mondadori)
  • Produzione: GARY GOETZMAN, ANTHONY BREGMAN, JAMES PONSOLDT PER PLAYTONE, LIKELY STORY, 1978 FILMS
  • Distribuzione: ADLER ENTERTAINMENT/GOOD FILMS (2017)
  • Data uscita 27 Aprile 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

“Il potenziale inespresso”. È questa la cosa che teme di più Mae Holland (Emma Watson).


 

O, quantomeno, quello che dichiara durante il colloquio preliminare per farsi assumere a The Circle. Che poi è l’azienda intorno cui ruota il romanzo omonimo di Dave Eggers (2013, Mondadori), ora portato sullo schermo da James Ponsoldt.

Il paradosso, con soli quattro anni di distanza dalla pubblicazione del romanzo alla resa filmica, è che sembra di trovarsi di fronte ad una tipologia di fantascienza su un presente distopico (ma fino a un certo punto) ormai fuori tempo massimo.

Basti pensare, ad esempio, all’exploit di applicazioni per il live streaming (da Periscope alle stesse “dirette Facebook”), strumenti in grado di renderci trasparenti né più né meno di quanto ipotizzato da Eggers solamente poco tempo fa.

Questione che naturalmente è al centro del film: la giovane Mae viene assunta dall’azienda leader mondiale di tecnologia e social media, azienda che conta miliardi di iscritti grazie a TruYou: un solo account, una sola identità, una sola password, un solo sistema di pagamento per ogni singola persona.

È l’opportunità della vita per Mae che, poco a poco, entra nelle grazie del Fondatore della società, Eamon Bailey (Tom Hanks, che a breve vedremo anche in Ologramma per il re, altro film tratto da un romanzo di Dave Eggers).

Ma essere dentro al Cerchio significa essere i primi a condividere tutto (o quasi) di se stessi.


 

Concetto che la ragazza sperimenta ben presto in maniera totale, quando Bailey le chiederà di rinunciare totalmente alla propria privacy per vivere la sua vita in un regime di trasparenza assoluta.

Con la microcamera SeeChange attivata per seguirla, h24, in ogni suo spostamento, in ogni sua conversazione, in ogni momento della sua giornata, anche i più intimi.

Da qui, la domanda intorno cui ruota tutto: è possibile bilanciare gli ipotetici benefici di una società totalmente trasparente con la necessità delle persone di mantenere la propria privacy?


 

Ma è una questione, e torniamo così al paradosso iniziale, che da un punto di vista etico e morale l’audiovisivo cerca di esplorare da tempo, basti pensare alla creatura tv di Charlie Brooker, Black Mirror, che sembra arrivata ieri ma che ha visto la luce già sei anni fa, nel 2011.

Nel film di Ponsoldt (regista che conferma di avere a cuore i romanzieri contemporanei, considerato anche The End of the Tour, incentrato sull’intervista che David Lipsky fece a David Foster Wallace), poi, la sensazione è che l’interrogativo ancora oggi al centro di molti dibattiti si scontri con la natura vagamente thriller dell’operazione, schiava di una tensione verso il sensazionalistico che rischia di rendere grossolano qualsiasi altro tentativo di riflessione.

D’altronde, già dalla caratterizzazione di un Tom Hanks con tazza di tè in mano alle innumerevoli convention interne per il lancio di nuovi prodotti (ehi, Steve Jobs, sei ancora tra noi?!?...) e dalla misteriosa figura che se ne sta in disparte nel campus (John Boyega, che interpreta Ty, sedicente altro fondatore di The Circle ora contrario alle nuove politiche dell’azienda…), è facile comprendere come il primo degli interessi fosse quello di strizzare l’occhio ad un pubblico che, nonostante tutto, trovasse facili ancoraggi iconici e visivi, oltre alla cifra mistery che fa sempre presa.

“Il potenziale inespresso”, si diceva a inizio film. E il The Circle gira.

CRITICA

"(...) un thriller (...) modesto e prevedibile, con divisione manichea dei ruoli morali. Diciamo che il tema della disparità fra la trasparenza e la privacy è forte, fortissimo, attuale e attualissimo, ma lo svolgimento pecca di uno schema noto e la soluzione si fa troppo semplicistica cadendo nel lieto fine come una pallina del flipper. Tom Hanks è nel momento vintage della carriera: ma come si fa ad odiarlo dopo tanti bravi ragazzi? Watson è l'ingenua di turno, che vede la vendetta nella comunicazione globale dell'umanità, nella società monitor come tanta fantascienza e tanto cinema hanno immaginato già prima dei social." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 27 aprile 2017)

"Si dice sempre che la grande abilità di Hollywood sia produrre anticorpi critici e autocritici. Vero, ma ogni tanto fa spazientire la lezione sulla pericolosità di fenomeni e tendenze che lo stesso sistema americano ha prodotto e potentemente contribuito a diffondere, spesso avvelenando il mondo. Questa volta i social media (dall'omonimo romanzo di Dave Eggers ). (...) Piatto, didascalico, manicheo, semplicistico." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 27 aprile 2017)

"Come previsto da George Orwell, la minaccia dell'occhio onnisciente di un Grande Fratello che tutto vede è una realtà alle porte, e i «social» rischiano di diventare i cavalli di Troia dei futuri tiranni. (...) Il tema, come si vede, è tanto attuale quanto allarmante, ma il regista e sceneggiatore James Ponsoldt non riesce a svilupparlo in una maniera drammaturgicamente stimolante. Tutto risulta ovvio, c'è un'aria di già visto; e se Hanks come al solito è perfetto, l'interpretazione della Watson risulta stucchevole e inerte, proprio come il film." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 27 aprile 2017)

"Thriller fanta-socio-politico, 'The Circle' si ispira all'omonimo best-seller di Dave Eggers mettendo a fuoco la malsana convergenza tra le profezie orwelliane e le attualità Social, con un feroce monopolio a governare il 'monstre'. Peccato il film non abbia ben sfruttato le potenziali pieghe dramma-narrative del caso." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 27 aprile 2017)

"Piacerà a chi ha letto o sentito parlare del romanzo di David Eggers. Che ha proposto angosciosi interrogativi simili a quelli sollevati a suo tempo dal '1984' di Orwell. Né il libro né il film centrano forse i bersagli, ma l'angoscia c'è e non ti molla per quasi due ore." (Giorgio Carbone, 'Libero', 27 aprile 2017)

"Spunto attuale e interessante, ma solo un masochista potrebbe guardare, per più di cinque minuti filati, la monoespressiva Emma Watson." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 27 aprile 2017)
"Il filone del neoguru-neofascista è ormai ampio ('Synapse', 'Ex Machina', 'Transcendence', 'Kingsman Secret Service'). Il film di Ponsoldt non aggiunge molto anche se Hanks è, come sempre, uno spettacolo. Emma Watson, invece, no." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 28 aprile 2017)
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