Ternosecco

ITALIA - 1986
In una calda notte d'estate, Raffaele, l'anziano gestore di un banco-lotto napoletano, viene brutalmente strangolato nel proprio alloggio. Al piano di sopra abita la figlia Brigida con il marito, Domenico Aniello Capatosta, Mimì per gli amici, famoso per saper tradurre i sogni in numeri da giocare. La Polizia lo accusa del delitto e Mimì si ritrova in carcere, mentre sua moglie cade nelle grinfie dell'avvocato Parente. In carcere, Mimì diventa il beniamino di don Salvatore, uno dei più potenti capi della camorra, che vive senza dover rinunciare ad ogni comodità, trasmettendo ogni giorno i propri ordini all'esterno. Il boss prende in simpatia Domenico, lo promuove ad assaggiatore dei cibi, ma soprattutto è affascinato dalla capacità del poveraccio di interpretare i sogni e trasformarli in numeri. Don Salvatore sa di non potersi fidare dei suoi soci, implicati in contrabbando di droga e sigarette, e quindi fa uscire Mimì di prigione per spiarli e impaurirli. Ma quando Don Salvatore muore avvelenato, Mimì scopre di essere al centro di un piano incredibilmente intricato in cui sono implicate anche le persone che ama di più...

CAST

NOTE

- LO STORYBOARD DEL FILM E' CURATO DA EURILLA DEL BONO.

CRITICA

"Giancarlo Giannini molto ha fatto per far dimenticare i personaggi che gli hanno dato il successo internazionale e la fama anche in America, ma che l'hanno poi condizionato nelle scelte successive [...]. Solo con 'Mi manda Picone' Giannini aveva, di recente, trovato una nuova dimensione, misurata e sofferta, che faceva presagire un nuovo sbocco nella carriera: purtroppo, per il suo debutto nella regia, l'attore ha rispolverato il suo passato grottesco e, forse per andare sul sicuro, ha mutuato stile (si fa per dire) e moduli 'alla Wertmüller' per una commedia gialla ambientata a Napoli. [...] Dopo aver dato atto a Giancarlo Giannini regista di aver voluto battere strade stilistiche meno ovvie di quanto lo sciatto cinema di oggi ci offre, non si può, tuttavia, che constatare il velleitarismo dell'affabulazione, lo sconclusionato montaggio, l'algido schema narrativo, il calligrafismo esasperato di 'Ternosecco'. Il lotto, questa volta, non ha fatto uscire i numeri. Sarà meglio riprovarci". (Vittorio Spiga, "Il Resto del Carlino", 30 gennaio 1987)

"Nel mare di macchiette urlanti si batte da par suo il Giannini attore, in un personaggio donchisciottesco che si trasforma da umile quaquaraquà ad ambizioso e poco credibile paladino della pulizia sociale". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 18 luglio 2000)
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