Surveillance

USA, GERMANIA - 2008
Gli agenti federali Elizabeth Anderson e Sam Hallaway devono risolvere il difficile caso di una serie di omicidi commessi da un serial killer. Tre testimoni - un poliziotto esaltato, un drogato fuori di testa e una bambina di otto anni - con le loro deposizioni potrebbero aiutare le indagini ma gli agenti diventano ben presto consapevoli che ognuno di loro potrebbe essere stato condizionato dal criminale e aver quindi raccontato solo menzogne...

CAST

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI: DAVID LYNCH.

- 'SÉANCES DE MINUIT' AL 61. FESTIVAL DI CANNES (2008).

CRITICA

"'Surveillance' di Jennifer Lynch fa dimenticare il terribile 'Boxing Helena' con cui esordì nel 1993, ma non fuga mai un sospetto di gratuità che rende questo gioco al massacro in un commissariato di provincia, appeso per giunta allo sguardo innocente di una bambina, molto entertaining, dunque abbastanza insopportabile." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 22 maggio 2008)

"Schizzi di sangue, torture fisiche e psicologiche, bambini coinvolti in scene efferate, attori in evidente stato confusionale, perfino un finale all'insegna di Eros & Thanatos. Sembra la parodia di un B-Movie splatter, ma senza la classe e la cultura cinofila di un Tarantino. Jennifer, ma t'ha detto niente papà?." (Alberto Crespi,
'L'Unità', 22 maggio 2008)

"Il puzzle si compone e il quadro d'insieme è un mondo di complici. Ma lo sguardo senza redenzione di Jennifer Lynch non trova la grandezza della paura e si spegne in un finale farsesco." (Mariuccia Ciotta, 'Il Manifesto', 22 maggio 2008)

"Il menù inizia con una sequenza di macello, né il seguito ci negherà fiotti di sangue e visioni shock. Tanto per ribadire uno dei tormentoni della 61ma edizione, non manca il bacio saffico, però concluso da un bello strangolamento. Non è solo perché Jennifer è figlia di David Lynch che il suo thriller ricorda la serie cult 'Twin Peaks': ad apparentarli sono anche i presupposti di ambiguità e di cattiveria. Manca, però, l'ingrediente fondamentale di papà: l'atmosfera onirica e malata, sostituita da una catena di truculente un po' seriali." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 22 maggio 2008)
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