Super

USA - 2010
Super
Saetta Purpurea, alias Frank, è un supereroe dai saldi principi morali: non si molestano i bambini, non si sniffa, non si graffiano le automobili. In realtà, questo eroe mascherato - abbigliato con una tuta fatta a mano e armato di una chiave inglese - insieme alla sua assistente un po' folle Saettina, si fa strada tra le vie infernali del crimine nella speranza di veder tornare la moglie Sarah, che lo ha abbandonato per uno spacciatore di droga seduttore e psicopatico.
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: COLD IRON PICTURES, HANWAY FILMS, THIS IS THAT, AMBUSH ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: M2 PICTURES (2011)
  • Vietato 14
  • Data uscita 21 Ottobre 2011

TRAILER

RECENSIONE

di La redazione
Nel 1977 Bowie cantava che tutti possono essere eroi. Pochi anni dopo Warhol confermava: tutti  avranno i loro 15 minuti di celebrità. Ora le cose sono cambiate: è grasso che cola se avremo 15 minuti di privacy e, se proprio dobbiamo faticare per diventare qualcos'altro, meglio fare le cose in grande, meglio essere dei  supereroi.
Matthew Vaughn con Kick Ass partiva da qui: basta con mutazioni genetiche, basta con grandi lutti che cambiano la vita, basta con creature dallo spazio. L'unica cosa che serve per diventare supereroi è essere stufi di come vanno le cose. Ed essere arrabbiati. Super va oltre Kick Ass proprio in questo: mentre Vaughn fa finire tutto in un tripudio di cazzotti e bazooka, Super analizza la rabbia del protagonista, la osserva facendola diventare il paradigma del rodimento dell'uomo medio. Il protagonista Frank D'Arbo (Rainn Wilson) è arrabbiato perché un poco di buono (Kevin Bacon) gli ha portato via la moglie (Liv Tyler), approfittando della di lei tossicodipendenza. Ragni atomici? Stragi familiari? Esperimenti esagerati? Macché, solo tanta stanchezza!
E allora un costume per difendersi dietro all' anonimato/privacy, un'arma scelta con cura, e voilà: nasce Saetta Purpurea che insieme alla spalla Saettina (Ellen Page) cercherà di fare ordine nelle strade, senza capire che l'ordine va fatto prima nella propria vita.  Dopo l'esperienza alla Troma - che lascia il segno splatter anche in Super, rendendolo graficamente non adatto a tutti - James Gunn presenta il suo primo film “serio”. Che serio non è affatto, ma una sua profondità ce l'ha, eccome.
Super ci dimostra perché nella vita reale è così difficile essere come i tostissimi protagonisti dei giornaletti. Perché la vita va presa per intero, compreso tutto ciò che nei fumetti si trova tra una vignetta e l'altra. Che spesso è noia, dolore o tempo perso. Ma a volte è proprio lì che si nascondono i momenti migliori.

CRITICA

"Per il cinema americano pare sia arrivata la stagione dei film 'a coppie'. Nello schema del racconto e nella tipologia dei personaggi, questo 'Super' somiglia come una goccia d'acqua al recente 'Kick-Ass': però in versione adulta, anziché teenager, e ancor più oltranzista nel mischiare il comico con il truculento. (...) Il mix di toni narrativi, molto postmoderno, potrebbe sconcertare gli spettatori che esigono il rispetto delle convenzioni di genere: qui un momento ridi, l'attimo dopo assisti a una scena raccapricciante. Ma il composto è interessante." (Roberto Nepoti, 'Repubblica', 21 ottobre 2011)

"Qualche mese fa, è uscito nelle sale 'Kick-Ass' (...). Film diventato, tra i fan, un piccolo cult. Ora è la volta di 'Super' che rischia di fare la stessa piacevole fine partendo dalla medesima idea (pur essendo stato concepito addirittura nel 2003). (...) Servito, senza mai prendersi sul serio, con comicità demenziale, splatter estremo (certe scene pulp sono da cineteca dei ricordi) e cinefumetto. Con in più un finale decisamente spiazzante che fa a pugni con gli happy end hollywoodiani. Fin qui il film che, pensi, sia una buona idea e impazzerà tra i giovani. In fondo, chi non ha sognato, almeno una volta, di trasformarsi in un eroe mascherato destinato a punire il male e far trionfare il bene, anche solo per un parcheggio che ci hanno sottratto? Poi leggi la cronaca reale e scopri che supera anche la fantasia." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 21 ottobre 2011)

"Dopo 'Kick-Ass' continua il piccolo filone revisionista che prende in giro l'ossessione moderna per i vigilantes dalla doppia identità. 'Super' ha una marcia in più visto che la commedia è condita da una violenza realistica truculenta, il vigilantismo di Frank è sinonimo di dissociazione mentale (scena clou: Frank spacca la testa anche a chi non rispetta la fila al cinema!) e il costume fin troppo attillato dissacra ogni scena d'azione. James Gunn è cresciuto dentro la Troma, casa di produzione di splatter esilaranti anni '80. La sua opera sa essere punk e dolce insieme. Attori tutti semplicemente super." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 21 ottobre 2011)
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