Sugarland Express

The Sugarland Express

USA - 1974
Lou Jean Poplin, raggiunto il marito Clevis Poplin nel penitenziario dove deve scontare ancora quattro mesi di reclusione, lo induce ad evadere per raggiungere Sugarland e strappare il loro figlioletto di due anni agli anziani coniugi cui è stato affidato. Il viaggio, iniziato a bordo della carretta di due vecchietti, prosegue sull'auto di servizio del poliziotto Maxwell Slide, preso come ostaggio. L'inseguimento, diretto dal capitano Tanner, diviene sempre più caotico a causa di incidenti vari, di mosse furbe dei due Poplin e della inefficienza dei poliziotti. Mano a mano che il viaggio prosegue, le informazioni radiofoniche e televisive eccitano la popolazione che accorre per sostenere la donna nel suo intento. Il viaggio si trasforma in una specie di marcia trionfale con il poliziotto che fraternizza con i due poveri diavoli che lo hanno preso in ostaggio. Tanner, messo di fronte a un'operazione divenuta gigantesca e senza via una via d'uscita onorevole, si rimangia la parola d'onore: Clevis viene massacrato da un cecchino mentre si sta avvicinando alla casa dove dovrebbe attenderlo il figlio. Lou Jean viene arrestata.

CAST

NOTE

- GIRATO IN TEXAS.

- PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA AL FESTIVAL DI CANNES 1974.

- PREMIATO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE PER COMMEDIA 1975 DALLA WRITERS GUILD OF AMERICA.

CRITICA

"Il film si basa su di un fatto di cronaca accaduto nel Texas nel 1969. Il disperato amore di Lou Jean per la sua creaturina è la molla psicologica e tematica di questo singolarissimo film. La giovane 'fuorviata' come la definisce il gretto genitore, 'madre indegna'ed 'estetista disoccupata' come cinicamente la codificano le disumanizzate schede segnaletiche dello Stato, per riavere il suo baby recupera il marito; intraprende una disperata impresa; diviene donna disposta anche al sacrificio. Il suo dramma entra nel sangue di Clevis, ladruncolo imbelle, giovane remissivo e condizionabile, individuo privo di personalità non tanto per mancanza di materia, quanto per assenza di elementi sociali capaci di provocarne l'evoluzione positiva. Il grido della madre, isterico e delirante ma naturale e legittimo, trova eco nell'umanità di Slide, non ancora robotizzato dal mestiere e dal sistema, come lo sono i suoi anziani colleghi e persino il suo perplesso superiore; tale grido scuote le fibre di una folla che, per mille versi mal educata e acciecata, traduce la sua naturale sensazione in reazioni carnevalesche di delirante stupidità (che ricordano vivamente il famoso 'L'asso nella manica' di Billy Wilder)." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 78, 1975)
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