Submergence

USA, SPAGNA, GERMANIA, FRANCIA - 2017
2/5
Submergence
James More è un ingegnere idraulico sotto copertura per i Servizi Segreti britannici che, durante una missione per scovare il nucleo di alcuni terroristi suicidi che si infiltrano in Europa, è stato preso in ostaggio in Somalia da alcuni jidahisti. Danielle "Danny" Flinders è una bio-matematica che lavora nelle profondità del mare, in procinto di immergersi negli abissi alla ricerca di prove a sostegno della sua teoria sulle origini della vita sul nostro pianeta. James e Danielle si sono incontrati, in un hotel isolato sulla costa atlantica, solo due settimane prima, mentre entrambi erano alle prese con i preparativi delle rispettive missioni pericolose. L'ultima cosa che si sarebbero aspettati è che si innamorassero l'uno dell'altra, ma inevitabilmente è proprio ciò che è accaduto. Questo amore istintivo, tuttavia, darà loro la forza e il coraggio per affrontare la prova più dura delle loro rispettive vite.
  • Durata: 112'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Tratto da: romanzo omonimo di J.M Ledgard
  • Produzione: WIM WENDERS, CAMERON LAMB, JEAN BAPTISTE BABIN AND JUAN GORDON PER LILA 9TH PRODUCTIONS, BACKUP MEDIA, NEUE ROAD MOVIES, MORENA FILMS, GREEN HUMMINGBIRD ENTERTAINMENT, WATERSTONE ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: MOVIES INSPIRED (2019)
  • Data uscita 22 Agosto 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Andrea Giovalè
Nonostante un plot dal discreto potenziale, quello di Submergence, il libro di J.M. Ledgard, Wim Wenders risulta atipico nell'adattarlo sul grande schermo, e si ritrova innanzitutto a confronto con se stesso.

La trama racconta di un legame improvviso, eppure saldo, tra una biomatematica (Alicia Vikander) e una spia del governo britannico (James McAvoy), si intuisce da subito dove potrebbe andare a parare. Meno ovvio è il quando, che, puntualmente, sorprende in negativo.

I due protagonisti, con solo qualche giorno ad unirli, si trovano a soffrire in maniera inaspettata della propria, duplice, lontananza. Ma il già citato potenziale della storia rimane subacqueo come le frequenti immersioni di lei nell’oceano Atlantico, perché dopo la parabola iniziale, la trama riparte dall’inizio e il ritmo, anch’esso inabissato, riemerge con estrema difficoltà.

submergence

Da una parte, la Vikander all’esplorazione dei fondali marini, dall’altra, McAvoy sequestrato in Somalia. Incapaci di comunicare l’una con l’altro, lo fanno attraverso i ricordi. Ma l’azione, che dovrebbe svilupparsi in parallelo a questi ricordi, latita fino all’epilogo.

E non finisce qui, anzi, finisce qui, ma persino la conclusione è mutila, non tanto aperta quanto volutamente nebbiosa, ricercata oltre il controproducente, priva di qualsivoglia conforto che lo spettatore attende per gli ultimi tre quarti di film.

Resta una buona interpretazione dei protagonisti, per fortuna comunque centrale tra i pesi specifici della struttura: se la si spoglia a sufficienza di strati, è una storia d’amore densa, negli sguardi e nei tocchi, vicini o lontani, senza inizio né fine. Se vi basta, immergetevi pure.
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