Storie di vita e malavita

ITALIA - 1975
Storie di vita e malavita
Tratto da un'inchiesta, il film racconta molte vicende sul tema annunciato dal sottotitolo: il racket della prostituzione minorile. Due sono i filoni di fondo: quello delle giovani sprovvedute, immigrate nelle grandi città del Nord dalle province meridionali o dalle grandi isole, spinte dal bisogno di lavorare e allettate con promesse lusinghiere; e quello delle ragazze di famiglie borghesi, i cui genitori conducono ipocritamente una doppia vita oppure sono incapaci di rapporti affettivi e confidenziali con i propri figli. Per tutte queste minorenni, dopo le prime esperienze amorose, si fa avanti la piovra avvinghiante del racket, alle cui imposizioni e ricatti non si sfugge se non a prezzo di amare delusioni o di ribellioni tragiche.
  • Altri titoli:
    The Prostitution Racket
    Racket della prostituzione minorile
  • Durata: 125'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, SOCIALE
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, KODAK, TELECOLOR
  • Tratto da: un'inchiesta di Marisa Rusconi
  • Produzione: ADELINA TATTILO E CARLO MAIETTO PER THOUSAND CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: ALPHERAT - DOMOVIDEO
  • Vietato 18

NOTE

- INTERNI NEGLI STUDI ICET-DE PAOLIS DI MILANO. ESTERNI A MILANO E DINTORNI E A GENOVA.

CRITICA

"Il discorso che dovrebbe mettere a fuoco le storture dellla società, e magari della natura umana, non viene mai fuori. (...) Si tratta di casi autentici: così assicura il regista (...) E non c'è da dubitarne. Ma sullo schermo, un po' per la pedanteria dell'esposizione, un po' per l'insufficenza recitativa, sembrano tutte storie finte, pur nell'esasperato naturalismo dei dettagli. Il vero film sul fenomeno della prostituzione è ancora da fare." (Piero Pruzzo, "Rivista del Cinematografo", 7, 1975)

"Il regista ha voluto sottolineare che alla base della prostituzione minorile, grande pecca della nostra società, ci sono non tanto la corruzione e il lassismo dei giovani, quanto i condizionamenti economici, le carenze affettive, il disordine o. meglio, l'inversione di valori che questa società impone. E' chiaramente solo un film di denuncia che non propone soluzioni." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 79, 1975)
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