Sono un pirata, sono un signore

ITALIA - 2013
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Sono un pirata, sono un signore
Quattro italiani si trovano al largo delle coste africane, ognuno per motivi diversi: un professore universitario e la sua assistente, impegnati in un progetto di ricerca della Facoltà di Biologia Marina dell'Università di Milano; un marittimo napoletano imbarcato su una nave mercantile; una parrucchiera, anche lei partenopea, assunta per curare personalmente il look di una eccentrica e ricchissima nobildonna in vacanza nella classica crociera di fine anno. Casualmente riuniti su una stessa barca, i quattro vengono improvvisamente sequestrati da un gruppo di Pirati, scatenando una vicenda di rilevanza internazionale. Giulio, Mirella, Catello e Stefania, divisi tra la paura per la loro sorte e l'incanto dei paesaggi, conosceranno emozioni mai provate che li costringeranno, individualmente e insieme, a guardare dentro se stessi come mai prima. Nel frattempo, tra mille difficoltà, i familiari degli ostaggi si muovono maldestramente nella disperata ricerca di risolvere la delicata situazione: in testa Matteo, l'effervescente cognato di Catello, Don Alfonso, il tenerissimo papà di Stefania, e l'ineffabile Dottor Luigi, incaricato da una sedicente Organizzazione Non Governativa per le trattative segrete per il rilascio.
  • Durata: 116'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: EDUARDO SENIOR E ALESSANDRO TARTAGLIA PER MITAR GROUP
  • Distribuzione: AI ENTERTAINMENT IN COLLABORAZIONE CON THE WHALE
  • Data uscita 18 Aprile 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini
Dopo Ci sta un francese, un inglese e un napoletano (2008) e La valigia sul letto (2010) il regista prevalentemente teatrale Eduardo Tartaglia si riaffaccia al cinema con il film Sono un pirata, sono un signore. Una commedia che racconta la disavventura di quattro italiani rapiti dai pirati a largo delle coste africane.
Così due biologi marini romani (Francesco Pannofino e Giorgia Surina), Catello, un marittimo napoletano (interpretato dallo stesso regista) e una parrucchiera, anche lei partenopea (Veronica Mazza), si troveranno alle prese con un gruppo di africani, mitra in mano, intrappolati nella giungla, diventando protagonisti di una vicenda di rilevanza internazionale. Proveranno a liberarli e a pagare il riscatto i loro familiari tra cui il cognato di Catello (Maurizio Mattioli) e il papà della parrucchiera (Ernesto Mahieux).
Un film che affronta un tema al centro degli attuali fatti di cronaca (il regista però afferma che l'argomento gli venne in mente qualche anno fa quando era ancora piuttosto marginale) e che tenta di far ridere su fatti in realtà molto tragici. Ma oltre all'operazione non proprio riuscita, si aggiungono personaggi che vorrebbero mostrare le difficoltà economiche dei nostri compaesani, denunciare la disparità e la non meritocrazia del nostro paese, in poche parole far emergere “l'inguaiataggine” degli italiani, ma finiscono per essere delle mere macchiette.
Così si spazia dalla biologa marina nipote di un importante senatore che punta alla cattedra sotto gli occhi del suo collega-rivale, convinto che lei sia raccomandata, alla parrucchiera che rischia di dover chiudere il negozio per via della crisi e che ha paura di avere qualsiasi relazione sentimentale, fino al sequestratore omosessuale che ammicca continuamente a Catello. “Noi siamo italiani, siamo inguaiati”, dice la parrucchiera napoletana ai sequestratori africani, che pretendono un riscatto di 10milioni di euro. Peccato che siamo “inguaiati” anche nei film (da intendersi questa volta non in senso economico, visto che il film è costato un milione di euro ed è stato realizzato anche grazie al contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, che lo ha riconosciuto di interesse culturale nazionale).
E per concludere con le parole della parrucchiera (il personaggio sicuramente più simpatico), che ripete sempre: “Che cos'è lo shatush? E' il sole che bacia i capelli”, diremmo che questo film non è baciato dal sole!

NOTE

- FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE NAZIONALE REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI. OPERA REALIZZATA CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO - FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO. IL FILM È STATO REALIZZATO ANCHE GRAZIE ALL'UTILIZZO DEL CREDITO D'IMPOSTA PREVISTO DALLA LEGGE 24/12/2007, N.244.

CRITICA

"Altro che pirata, tutti sanno che Tartaglia è un signore. Non solo nella vita, va da sé, ma nel tratto di commediante e regista di scuola partenopea giammai attratto dai versanti plebei e corrivi della scuola: non tutti i suoi film hanno colto nel segno, forse per una certa debolezza d'invenzione drammaturgica, ma l'ultimo arrivato raggiunge un livello senz'altro più accurato. 'Sono un pirata, sono un signore' è una commedia che permette allo stesso Tartaglia, alla sua compagna e affiatata primattrice Veronica Mazza e a un manipolo d'eccellenti professionisti del sorriso e della risata come Pannofino, Mattioli, Mahieux e Sarcinelli di giostrare tra scenari da sogno con adeguata scioltezza. Tartaglia non pretende di scimmiottare i padri della patria, ma ha lavorato (con il supporto di Elvio Porta) sulla sceneggiatura per non lasciare le gag e i siparietti appesi a un traliccio affidato solo al buon cuore del pubblico affezionato. (...) Più che l'insieme, ovviamente, contano gli assoli, i duetti e i terzetti in cui le battute, le citazioni (Peppino Di Capri in excelsis) e le musiche portano a compimento la piacevole missione di comicità light." (Valerio Caprara, 'Il Mattino Napoli', 18 aprile 2013)
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