Sogni di donna

Kvinnodröm

SVEZIA 1955
Susanne, una fotografa, ha appena troncato la sua relazione Henrik, poiché ha scoperto che l'uomo di cui è innamorata, in realtà è già sposato con un'altra. Decide comunque di andare nella città dove lui vive, per vederlo un'ultima volta e si fa accompagnare da Doris, una modella che lavora per la sua stessa agenzia. Susanne e Henrik si troveranno così di nuovo a dover ammettere i loro veri sentimenti, mentre Doris, che per affrontare il viaggio ha litigato con il suo fidanzato, dovrà confrontarsi con le bassezze di una donna che crede voglia sedurre suo padre. Entrambe torneranno a casa cambiate, pronte ad affrontare il futuro.
SCHEDA FILM

Regia: Ingmar Bergman

Attori: Eva Dahlbeck - Susanne, Harriet Andersson - Doris, Ulf Palme - Henrik Lobelius, il dirigente, Gunnar Björnstrand - Otto Sönderby, il console, Kerstin Hedeby - Marianne, la figlia del console, Inga Landgré - Signora Marta Lobelius, Sven Lindberg - Palle, Naima Wifstrand - Signora Arén, Benkt-Åke Benktsson - Signor Magnus, Ludde Gentzel - Ferdinand Sundström, il fotografo, Git Gay - Signora della casa di moda, Axel Düberg - Il fotografo di Stoccolma, Jessie Flaws - La truccatrice, Marianne Nielsen - Fanny, Bengt Schött - Il sarto nello studio fotografico, Gunhild Kjellqvist - Ragazza bruna nella casa di moda, Renée Björling - La moglie del prof. Berger, Tord Stål - Signor Barse, Richard Mattsson - Mansson, Inga Gill - La commessa della pasticceria, Per-Erik Åström - Un autista, Carl-Gustaf Lindstedt - Il portiere, Asta Beckman - La cameriera

Soggetto: Ingmar Bergman

Sceneggiatura: Ingmar Bergman

Fotografia: Hilding Bladh

Musiche: Stuart Görling

Montaggio: Carl-Olov Skeppstedt

Scenografia: Gittan Gustafsson

Durata: 87

Colore: B/N

Genere: SENTIMENTALE

Produzione: SANDREW PRODUKTION

Distribuzione: GLOBE - WARNER HOME VIDEO

NOTE
- PRIMA PROIEZIONE 22 AGOSTO 1955.
CRITICA
"Il film è stato girato alcuni anni fa, quando il regista non aveva ancora il sicuro possesso di quelle qualità che successivamente l'hanno reso celebre. Anche in questo lavoro si apprezza tuttavia la ricerca della composizione plastica, il preziosismo di certe immagini e l'accurata interpretazione." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 48, 1960).