Skylin3s

GRAN BRETAGNA, LITUANIA, SPAGNA - 2020
2,5/5
Skylin3s
Diventata un'esperta combattente contro gli invasori alieni grazie ai suoi poteri extra-terrestri, il Capitano Rose Corley diventa la persona più ricercata sulla Terra dopo essere stata costretta a sacrificare migliaia di suoi alleati per sconfiggere gli alieni e salvare la razza umana. In fuga, Rose viene presto raggiunta da una truppa di militari che le chiede di combattere contro delle creature ibride tra alieni e umani intente a decimare l'umanità una volta per tutte. Con sole 72 ore per portare a termine la missione, Rose si riunisce al suo vecchio equipaggio e viene inviata sulla nave madre aliena per salvare l'umanità - ma la sua salute inizia a peggiorare durante la battaglia, e mentre l'equipaggio affronta le creature più feroci che abbia mai incontrato, deve lottare con la sua stessa natura aliena.
  • Durata: 111'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: GREG STRAUSE, COLIN STRAUSE, MATTHEW CHAUSSE, LIAM O'DONNELL PER INGENIOUS MEDIA, LIPSYNC PRODUCTIONS, MIRABELLE PICTURES PRODUCTIONS, ARTBOX & FASTEN FILMS
  • Distribuzione: BLUE SWAN ENTERTAINMENT

RECENSIONE

di Lorenzo Ciofani

Un virus minaccia il pianeta Terra. Non c’è che dire: non difetta in tempismo Skylin3s, film d’apertura del 20° Trieste Science+Fiction Festival. Chiaramente non siamo di fronte a un instant movie: si tratta, invece, del capitolo conclusivo della trilogia inaugurata dieci anni fa da Skyline dei fratelli Strause e proseguita nel 2017 con Beyond Skyline, diretto come quest’ultima puntata da Liam O’Donnell.

Qualche anno dopo gli eventi narrati nel secondo capitolo, ci ritroviamo sull’orlo della catastrofe: già biologicamente alterati così da poter convivere in pace con gli umani sulla Terra, i Piloti stanno tornando alla loro originaria natura predatoria proprio a causa di un virus. Per salvare l’umanità, i militari arruolano l’eroica capitana Rose Corley, l’unica al mondo che può contrastare gli invasori alieni.

Come la maggior parte della popolazione, Rose Corley è un’ibrida: un po’ umana e un po’ aliena, dotata di superpoteri ma costretta a continue trasfusioni di sangue per fermare il processo d’invecchiamento. Per salvare il nostro mondo, si deve invadere il loro pianeta, Cobalt 1: e bisogna fare tutto in sole 72 ore.

Difficile, in questo momento storico, non intercettare nella visione degli alieni mietitori, pronti a spazzare via l’intera popolazione terrestre, la configurazione di un nemico ingovernabile e fuori dalla nostra portata. E in Skylin3s il virus appare ancor più crudele: non solo contagia e uccide gli alieni (quelli buoni, che abitano sulla Terra), ma li trasforma programmandoli in invasori con l’obiettivo di depredare le risorse del pianeta.

È tipico della (migliore) sci-fi trasfigurare il senso di un’inquietudine che interroga le nostre paure ataviche, ancor più in un tempo cupo come quello che stiamo vivendo, così simile a uno dei tanti disaster movie a tema “contagio incontrollabile”. Certo, il genere attenua l’ansia e privilegia vivaddio l’intrattenimento, benché la tensione non sia sempre alle stelle e l’andamento non discosti Skylin3s da un canonico seppur godibile b-movie.

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