Sing Street

IRLANDA - 2016
3,5/5
Sing Street
Dublino, anni Ottanta. Per sedurre una ragazza carina incontrata fuori dalla sua scuola, Cosmo le fa credere di avere un gruppo musicale e le chiede di apparire in un videoclip della band. Quello che sembrava un progetto strambo diventa per Conor una grande passione, che lo aiuterà ad evadere dalla sua complicata situazione familiare.
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, MUSICALE
  • Produzione: ANTHONY BREGMAN, MARTINA NILAND, JOHN CARNEY PER LIKELY STORY, FILMWAVE, DISTRESSED FILMS, COSMO FILMS
  • Distribuzione: BIM
  • Data uscita 9 Novembre 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Andrea Chimento

Dublino, anni Ottanta. Cosmo è un adolescente che deve fare i conti con una complessa situazione familiare e con un difficile ambiente scolastico, dove è perennemente vittima di bullismo. Grazie alla musica, la sua grande passione, ritroverà speranza e fiducia in se stesso.

John Carney, regista dublinese classe 1972, si era fatto conoscere dieci anni fa con Once, film romantico-musicale con protagonisti due membri dei The Frames, diventato presto un piccolo cult.

Lo stesso percorso potrebbe farlo anche Sing Street, pellicola in cui la musica è nuovamente grande protagonista. Girato col giusto garbo e capace di far sorridere, è un film toccante e coinvolgente, abile nel trattare con la giusta delicatezza un’epoca di grandi cambiamenti e il percorso di formazione compiuto dal giovane protagonista, deciso a formare una band per conquistare la ragazza di cui è innamorato.

Non c’è da aspettarsi chissà cosa da un copione che sa di già visto, ma la spontaneità con cui gira Carney basta e avanza per rendere il suo lavoro emozionante e godibile, oltre che dotato di momenti forti (Cosmo che sceglie di presentarsi a scuola completamente truccato). La colonna sonora, inoltre, è di altissimo livello. Perfetto per una visione intensa ma senza troppe pretese.

NOTE

- PRESENTATO NEL PROGRAMMA 'ALICE|PANORAMA' DELLA XIV EDIZIONE DI 'ALICE NELLA CITTÀ' (2016), SEZIONE AUTONOMA E PARALLELA DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA.

- CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2017 COME MIGLIOR FILM COMMEDIA/MUSICAL.

- CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2017 COME MIGLIOR DELL'UNIONE EUROPEA.

CRITICA

"A otto anni dal delizioso 'Once', dopo diversi altri titoli e una deviazione meno felice negli Stati Uniti con il dolciastro 'Tutto può cambiare', l'irlandese John Carney (...), torna alla sua forma migliore con un film, 'Sing Street', che attinge a piene mani ai suoi ricordi personali (...). Non senza rileggerli col senno di poi, facendo delle avventure del 15enne Conor, arietta fragile ma determinazione a prova di bomba, una specie di precipitato ideale di tutto ciò che chiunque di noi ha vissuto, o meglio avrebbe voluto vivere a quell'età. Attenzione però: Carney non fa sconti a nessuno, tantomeno imbelletta il passato. In compenso regala al suo protagonista/alter ego una consapevolezza, una fiducia in se stesso e una capacità di assorbire i colpi piuttosto rare alla sua età. Anche se ha l'intelligenza, e l'eleganza, di svelare il trucco. (...) non è necessario essere cresciuti con i Duran Duran, i Cure o gli Spandau Ballet per immergersi in questa fiaba realistica e qua e là fin troppo scritta, come capita ai film anglosassoni, ma piena di grazia e ottimismo." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 7 novembre 2016)

"Conosciuto per due operine assai amabili, 'Once' e 'Tutto può cambiare', l'irlandese John Carney torna con un film che dovrebbe costituire materia obbligatoria d'insegnamento in tutte le scuole di cinema, alla voce 'commedia sentimentale'. (...) Come nei due film citati, 'Sing Street' fa della musica un personaggio altrettanto importante di quelli in carne e ossa: le scene musicali, in altre parole, non costituiscono intermezzi ma parti dell'azione. Non solo la colonna musicale è magistrale; il film si distingue anche per l'ambientazione dublinese e fa affiorare poco a poco, sotto lo strato del racconto di formazione per teenager, una generosa dose di poesia." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 10 novembre 2016)

"A dieci anni da quella piccola meraviglia di 'Once', l'irlandese John Carney torna a quel che gli viene meglio, ovvero il triangolo musica, sentimenti e ricordi personali. (...) Colonna sonora perfetta, che spazia tra Jam, Motorhead, Cure e Duran Duran, attori felici (che carina Lucy Boynton alias Raphina) e nostalgia che ti porta via, 'Sing Street' canta e incanta, con accordi drammaturgici indovinati e uno spartito umano semplice e profondo. Nulla di nuovo, intendiamoci, ma che freschezza, che positività: andante con brio." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 10 novembre 2016)

"Piacerà anche a chi (purtroppo) non ha l'età del giovane Connor e nemmeno (fortunatamente) i suoi problemi. Perché la Dublino di 30 anni or sono è raccontata con affettuose coinvolgenti immagini, e il regista mostra di conoscere bene la chimica tra commedia e dramma esistenziale." (Giorgio Carbone, 'Libero', 10 novembre 2016)
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