Silent Hill

USA, FRANCIA, GIAPPONE - 2006
A causa della malattia, apparentemente incurabile, che affligge sua figlia Sharon, Rose Da Silva decide di portare la bambina a Silent Hill, una sperduta cittadina che la piccola evoca durante il sonno. Nonostante il dissenso del marito Christopher, madre e figlia si mettono in viaggio e giunte nei pressi della città si imbattono in una figura misteriosa. Per evitare uno scontro, l'auto sbanda e la donna sviene. Al suo risveglio la figlia è scomparsa e così Rose, con l'aiuto di Cybil Bennett, una risoluta poliziotta, inizia ad esplorare la città nel tentativo di ritrovarla. Nel corso delle ricerche, Rose viene a scoprire gli inquietanti avvenimenti che hanno trasformato Silent Hill in una città maledetta cui sua figlia Sharon sembra misteriosamente legata...

CAST

CRITICA

"'Silent Hill' è un ennesimo prodotto costruito sulla contaminazione dell'horror con il fantasy e Christopher Gans ('Crying Freeman', 'Il patto dei lupi') si spinge oltre, legittimato dall'omonimo famoso videogioco di sopravvivenza al quale ha attinto. Girato in un villaggio abbandonato di una zona desertica del Canada, il film trasforma con efficaci effetti la ricerca della giovane madre in una terrificante avventura spazio-temporale con una dimensione dove la morte torna dal passato per sconvolgere il presente. Il cinema in questo caso non si limita a ricreare le atmosfere malate del videogame, ma prolunga un'esperienza sensoriale già tra le più spaventose e amplifica la percezione della paura, già molto cinematografica, dei frequentatori delle playstation." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 8 luglio 2006)

"Inconscio al potere, svendita degli incubi di Matrigna Natura con abissi, vento, scarafaggi, nevischio teatral-strehleriano e due coppie che si cercano per sempre. Adorazione del Male nella città fantasmatica e marcia con il continuo urlo della madre e il diavolo in attesa nella room 151. Strattoni di subconscio tanto al kg, ma con momenti contagiosi e visionari in un film nato per i teen agers, ma non fatto sulla loro velocità. L'autore Gans, con Avary, sceneggiatore di Tarantino, allestisce uno show fastosamente macabro che, pur non scavando in profondità, ha un'inquietante tenuta visiva." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 7 luglio 2006)

LE RECENSIONI InviaStampaIl film tratto dal gioco della giapponese Konami
"Silent hill", il videogame
che fa bene al cinema

"Resi diffidenti dall'esperienza, quando sentiamo che un film deriva da un videogame mettiamo mano alla pistola. Ecco perché Silent hill, cinegame ispirato a una serie della giapponese Konami ormai arrivata alla quarta versione, è una piacevole sorpresa. Lo percepisci fino dai primi minuti, mentre l'obiettivo del francese Christophe Gans esplora le vie deserte della città fantasma del titolo, dove Rose (Radha Mitchell, la "doppia Melinda" di Woody Allen) si aggira alla ricerca della figlia adottiva Sharon. Cineasta ultrapop coadiuvato alla sceneggiatura da Roger Avary, l'antico complice di Tarantino, Gans non cade nella trappola degli altri film mutuati dalla console, cioè scambiare lo spettatore con il giocatore. Mette invece in scena un horror di sopravvivenza raccontato come si deve e impostato, più che sugli spari o gli avversari abbattuti, sulle atmosfere." (Roberto Nepoti, "la Repubblica", 14 luglio 2006)
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