Signorinella

ITALIA - 1949
Due loschi figuri che hanno rubato una lussuosa macchina americana, si trovano a pochi chilometri da un piccolo centro abruzzese, quando vengono pregati di far salire sull'auto una ragazza che si sente male, Maria. Dopo averla lasciata a casa sua, vanno a rifocillarsi in un casolare vicino. Intanto si è sparsa la voce che uno dei due sia un cugino di Maria, emigrato in America, a cui è intestato il libretto di circolazione dell'automobile. Il presunto cugino e il suo amico vengono così accolti con ogni riguardo. L'arrivo del presunto cugino ricco induce il sindaco a consentire il matrimonio di suo figlio con Maria, a cui prima s'era opposto. Però Maria, impiegata al telegrafo, riceve la notizia del furto della macchina. Amareggiata e disgustata, fugge a Napoli, dove il suo fidanzato era stato precedentemente esiliato. Qui va a cercarla il notaio del paese, il presunto autore della canzone "Signorinella", a casa del quale Maria vive. L'arrivo in paese dell'autentico cugino di Maria, proprietario della macchina rubata, rimette tutto a posto. Una pietosa menzogna del derubato risparmia ai due ladruncoli il meritato castigo.

CAST

NOTE

- GIRATO NEGLI STABILIMENTI DELLA FARNESINA.

- TRA GLI INTERPRETI: IL COMPLESSO BANDISTICO DI INTRADACQUA.

CRITICA

"Il film è veramente mal diretto e risente nella recitazione della regia fatta in modo cane, a cominciare da Gino Bechi (...). Anche la sceneggiatura non è molto superiore al resto. Si salva la parte fotografica, ma non la musica". (Ettore Fecchi, "Intermezzo", n. 13-14, 31 luglio 1950).
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