Shrek e vissero felici e contenti

Shrek Forever After

USA - 2010
4/5
Shrek e vissero felici e contenti
Shrek è diventato ormai un padre di famiglia con una vita fin troppo tranquilla e abitudinaria tanto che la nostalgia per i giorni in cui viveva come un "vero orco" inizia a farsi sentire. Poi, un giorno, l'incontro con l'ingannatore nano Tremotino cambierà tutto. Shrek si troverà improvvisamente in una versione alternativa del suo mondo in cui gli orchi sono malvisti, Tremotino è il re e lui e Fiona non si sono mai incontrati. Sarà quindi suo compito riuscire a riportare tutto alla normalità, salvando nel frattempo la sua famiglia e i suoi amici.
  • Altri titoli:
    Shrek e vissero felici e contenti 3D
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: ANIMAZIONE
  • Specifiche tecniche: (1:1.85)
  • Tratto da: libro illustrato "Shrek!" di William Steig (ed. Mondadori)
  • Produzione: DREAMWORKS ANIMATION, DREAMWORKS SKG, PACIFIC DATA IMAGES (PDI)
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY - DVD E BLU-RAY: PARAMOUNT HOME ENTERTAINMENT (2010)
  • Data uscita 25 Agosto 2010

TRAILER

RECENSIONE

di Oscar Cosulich
È tornato Shrek, l'orco verde le cui orecchie a tromba e piene di cerume sono il simbolo dell'animazione DreamWorks esattamente come quelle tonde di Topolino sono icona della Disney e questa volta, la prima in rigorosa stereoscopia 3D, dovrebbe essere l'ultima. Shrek e vissero felici e contenti di Mike Mitchell, quarto capitolo della fortunata saga in computer grafica avviata nel 2001, rilancia il personaggio nell'unico modo possibile, dopo il mezzo passo falso del terzo episodio: reinventandolo con un escamotage narrativo che conduce in un universo alternativo. Shrek è mostrato in preda ai turbamenti legati alla “normalizzazione” della sua condizione di marito e padre felice, un po' come succedeva al protagonista de Gli incredibili di Brad Bird, frustrato dalla desolante normalità della sua vita senza costume da supereroe. Nel film di Mitchell, il gigante verde si sente addomesticato, vorrebbe tornare alla sua natura di orco e rimpiange i tempi in cui il suo ruggito era sufficiente per garantirgli la beata solitudine nella palude. Desideroso di recuperare le emozioni perdute, Shrek si fa ingannare e firma un patto con il mellifluo Rumpelstiltskin (da noi Tremotino) che lo catapulta in una versione alternativa di Molto Molto Lontano, dove gli orchi sono banditi, Rumpelstiltskin è re, protetto da un nugolo di feroci streghe e, soprattutto, Shrek e Fiona non si sono mai incontrati.
Raccontare altro della trama sarebbe criminale, ma il mondo alternativo permette agli animatori di sbizzarrirsi dando vita nuova a ogni personaggio (assolutamente geniale la versione ingrassata di Gatto con gli Stivali), mentre l'utilizzo del S3D è giocato in modo esasperato per un'autentica montagna russa visiva, efficace negli inseguimenti volanti con le streghe a cavallo delle scope. È una scelta stilistica antitetica all'idea di S3D come “finestra sul mondo” perseguita da Cameron in Avatar (giocato soprattutto sulla profondità di campo), ma che garantisce emozioni agli spettatori, “colpiti” dagli oggetti e personaggi che balzano fuori dallo schermo.

NOTE

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: MIKE MYERS (SHREK), CAMERON DIAZ (PRINCIPESSA FIONA), EDDIE MURPHY (CIUCHINO), PAUL MCCARTNEY (TREMONTINO), ANTONIO BANDERAS (GATTO CON GLI STIVALI), JUSTIN TIMBERLAKE (ARTIE), JULIE ANDREWS (REGINA LILLIAN), ERIC IDLE (MERLINO), AMY POEHLER (BIANCANEVE), JOHN LITHGOW (LORD FARQUAAD), IAN MCSHANE (CAPTAN UNCINO), MAYA RUDOLPH (RAPERONZOLO), AMY SEDARIS (CENERENTOLA), LARRY KING (DORIS LA SORELLASTRA).

- ANCHE NELLA VERSIONE ITALIANA LA VOCE DEL GATTO CON GLI STIVALI E' DI ANTONIO BANDERAS.

CRITICA

"Piacerà ai fan della saga che al quarto capitolo non abbassa il quoziente di humor. E naturalmente ai piccini euforizzati dal 3D." (Giorgio Carbone, 'Libero', 27 agosto 2010)

"Già del terzo film, per la verità, con il cugino Art e Mago Merlino che scambia i corpi di Ciuchino e del Gatto, si poteva fare a meno. Il primo e il secondo però sono fantastici, pieni di gag e con strepitose colonne sonore, sempre che non vi ostiniate a preferire un attore in carne e ossa con una gamma di espressioni che va dalla A alla B a un disegno ben animato. Si avverte la voglia di sfruttare un filone redditizio, anche se mancano idee su come far proseguire la storia. Una favola che si rispetti, anche se raccontata al contrario, si conclude con un matrimonio. Ogni aggiunta è da considerarsi spuria. Ora resta solo la possibilità di un prequel: la vita di Shrek prima che si mettesse a salvare principesse." (Mariarosa Mancuso, 'Il Foglio', 28 agosto 2010)
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