SENZA SCRUPOLI

ITALIA 1985
Silvia Combi, la seducente e annoiata moglie di Massimo, un gioielliere torinese, rimasta una sera sola in casa, apre imprudentemente la porta del suo alloggio ad uno sconosciuto. E' Diego, un rapinatore già schedato, in cerca di soldi e gioielli: ma in casa non ce ne sono e allora Silvia viene brutalmente violentata. Mentre il marito e la stessa Polizia la sconsigliano dallo sporgere denuncia, la donna si mette caparbiamente alla caccia dello sconosciuto. Scovatolo nei bassifondi cittadini, essa ne subisce il fascino e, pur sottoposta ad angherie ed umiliazioni, ne diventa l'amante, fornendogli perfino l'indirizzo di una ricca amica, affinché Diego possa operare un furto nella villa di lei. Silvia partecipa anche ad una rapina nella banca di un paese della periferia di Torino, incapace come ormai è di liberarsi dell'amante. Durante la rapina, un metronotte viene assassinato da Diego, il quale un giorno si presenta in casa di Silvia, per farsi consegnare una partita di diamanti, che Combi ha da poco acquistati. Combi, rientrato in anticipo, viene immobilizzato sotto la minaccia di un'arma ma, a questo punto, arriva la Polizia, ormai sulle tracce del delinquente, di cui ha colto, intercettandola, una telefonata alla donna. Dopo le dure esperienze affrontate, Silvia parte con Massimo per una breve vacanza, lasciandosi alle spalle il cadavere di Diego, ucciso nello scontro con le forze dell'ordine.
SCHEDA FILM

Regia: Tonino Valerii

Attori: Sandra Wey - Silvia Combi, Giuseppe Mendolicchio, Tony Marsina - Massimo Combi, Marco Marchisio, Tullio Lutrario, Sandra Canale, Marzio Onorato - Diego, Lorenzo Gobello, Cinzia De Ponti, Antonio Cippo, Vincenzo Cavaliere, Giovanni Liboni, Ferruccio Casacci

Soggetto: Mino Rolli

Sceneggiatura: Riccardo Ghione, Tonino Valerii

Fotografia: Giulio Albonico

Musiche: Joe Amoruso, James Senese

Montaggio: Antonio Siciliano

Scenografia: Elio Micheli

Costumi: Francesca Panicali

Durata: 95

Colore: C

Genere: DRAMMATICO

Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI

Produzione: GRANDANGOLO SOC.COOP. A.R.L.

Distribuzione: FOX (1986) - MITEL, STARDUST, EDEN VIDEO

CRITICA
"Ambientato a Torino con belle immagini della città e dintorni (Porta Palazzo, 'l Balon, Galleria Subalpina, i Murazzi, la collina, i laghi di Avigliana ecc.) firmate da Giulio Albonico eccellente direttore della fotografia, il film è assai meno suggestivo nella vicenda, rozzamente esposta.
Dell'insufficiente copione sono autori Tonino Valerii e Riccardo Ghione: il primo altre volte (La ragazza di nome Giulio) anche buon regista di film non privi d'un certo approfondimento psicologico, d'una tangibile consistenza umana. (...) Pur non svelando il finale, diciamo che questo è prevedibile per un film arido e sconcertante nella sua approssimazione narrativa. Una certa fascia di pubblico maschile sarà attratta da ripetute scene ardite, nelle quali la stuzzicante protagonista Sandra Wey sfoggia le proprie doti esteriori, poste in risalto più delle altre di buona attrice drammatica." ('La Stampa', 12 Gennaio 1986)

"Sceneggiato da Riccardo Ghione e dal regista Tonino Valerii, il film ha qualche pretesa. Pur percorrendo sentieri mille volte già battuti dal cinema erotico, vuol fare critica di costume col denunziare l'aridità sentimentale della borghesia benestante (qui appunto la torinese), cui può contrapporre la vitalità appassionata, poco importa se spinta alla perversione, fornita dal piacere della carne che non conosce barriere sociali e conduce la donna alla libertà. L'annosità e lo sviluppo dell'assunto sono tali, però da destinare il film soprattutto ai guardoni, che dalla buona fotografia di Giulio Albonico, dalle lussuose scenografie, dai vestiti eleganti indossati da Silvia si sentono promossi a spettatori colti. Saremmo ancora una volta in un porno d'autore? Non vogliamo dir tanto perchè Tonino Valerii è un regista di buon mestiere che sa zappettare anche terreni più onorevoli. Resta che 'Senza scrupoli', nonostante i pregi dell'ambientazione, non lascia traccia, se non nella polemica dei vecchi torinesi contro i meridionali immigrati, e nell'immaginazione del pubblico plebeo per il quale in ogni signora dabbene si nasconde una sgualdrina. Reduce da 'Histoire d'O n. 2', la parigina Sandra Wey fa Silvia con tutta l'inespressività di cui è capace, superata soltanto da Antonio Marsina nella parte del marito. Marzio Honorato invece se la cava, il suo Diego ha maschera e piglio come conviene a un figlio di buona donna." (Giovanni Grazzini, 'Il Corriere della Sera', 16 Marzo 1986)