Seconda primavera

ITALIA - 2015
1,5/5
Seconda primavera
Nell'arco di sei stagioni, le storie incrociate di quattro personaggi, ciascuno rappresentativo di una diversa età della vita. A sovvertire l'inverno perenne in cui vive l'architetto cinquantenne Andrea è l'incontro con la studentessa Hikma, che gli ricorda la moglie Sofia, morta in circostanze oscure. Ripudiata dal fratello, un ristoratore di origine maghrebina, dopo essere rimasta incinta del trentenne Riccardo - già sposato con Rosanna, circa dieci anni più grande di lui - Hikma viene ospitata da Andrea, a cui insegna a prendersi cura del giardino che circonda la sua grande villa al mare. Andrea sviluppa un inconfessato sentimento, assai vicino all'amore: la seconda primavera della storia è per lui una nuova stagione di passioni. Ma quando Riccardo ritorna da Hikma - dopo un periodo di riavvicinamento alla moglie - Andrea si sa fare da parte: il suo rammarico è però attenuato dalla consapevolezza di essere ritornato alla vita.
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: HD
  • Produzione: MIA ARFUSO, FRANCESCO CALOGERO PER POLITTICO
  • Distribuzione: MARIPOSA CINEMATOGRAFICA (2016)
  • Data uscita 4 Febbraio 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Margherita Bordino
Non quattro ma sei stagioni per tornare alla vita. È la storia di Andrea, un uomo buono, architetto cinquantenne che convive quotidianamente con il peso dei ricordi e del passato. Rosanna è una sua amica, anestesista quasi quarantenne e sposata con Riccardo, più giovane di qualche anno, commesso in un negozio di scarpe e con il desiderio di diventare un giorno scrittore. Durante i festeggiamenti di fine anno Riccardo conosce Hikma, sorella minore di un ristoratore tunisino a cui Andrea deve ristrutturare un attico. Questo incontro e la notte di San Lorenzo stravolgeranno la vita di tutti i personaggi. Hikma, infatti, rimane incinta ed entra in conflitto con il fratello musulmano osservante. A tenderle una mano d’aiuto e comprensione è Andrea, che decide di ospitarla nella sua villa assieme a Riccardo, che ha lasciato Rosanna. Hikma ricorda ad Andrea la moglie Sofia, morta quattro anni prima, e questo crea tra i due un rapporto viscerale e compromettente...

Seconda Primavera è un film corale e metaforico, diretto dal messinese Francesco Calogero che torna in sala dopo la parentesi documentaria e dopo quindici anni di distanza dal suo ultimo lungometraggio, Metronotte. Nell’arco temporale di sei stagioni, in una villa a picco sul mare in Sicilia, si svolge la storia di più personaggi accomunati dalla paura, del passato ancora troppo presente e del futuro troppo ignoto. Immagine simbolo di tutto il film è un ponte, che secondo Francesco Calogero unisce il mondo dei vivi a quello dei morti.

La morte è una costante di tutto il film e in diversi momenti si trasforma in amore. Un amore dovuto alla paura di perdere la persona amata. Andrea, interpretato da Claudio Botosso, è la figura centrale di Seconda Primavera. Un uomo realizzato nel lavoro, ma fermo in un “limbo” di insicurezza, bloccato dal dolore per la misteriosa scomparsa della moglie. Ogni personaggio rappresenta una stagione diversa, un percorso di crescita e “redenzione”. Minuto dopo minuto si passa da un vivere apparente a un vivere incondizionato, e quindi a una “seconda primavera”.

Francesco Calogero è un regista particolarmente legato alla tragedia greca e al dramma latino, ne riporta caratteristiche e dettagli tralasciando troppo spesso l’importanza delle parole. Si affida a concetti filosofici e a immagini oniriche per raccontare come tutto può cambiare nella vita da un momento all’altro. Come il destino affida a tutti una seconda possibilità. Il film Seconda Primavera sarà nelle sale dal prossimo 4 febbraio 2016, distribuito inizialmente in 30 copie da Mariposa Cinematografica.

NOTE

- REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON: REGIONE SICILIANA ASSESSORATO TURISMO SPORT E SPETTACOLO, SICILIA FILM COMMISSION, REGIONE LAZIO-FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVOSISVO,; IN ASSOCIAZIONE CON: UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MESSINA, ARGO SOFTWARE, AGRIPLAST (AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT); CON IL PATROCINIO DELL'ORDINE DEGLI ARCHITETTI PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI MESSINA.

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2016 PER IL MIGLIOR SOGGETTO.

CRITICA

"Lo avevamo un po' perso di vista dopo i film realizzati tra gli anni 80 e 90, così originali e carichi di promesse. E invece eccolo di ritorno con un lavoro dal titolo programmatico e beneaugurante, 'Seconda primavera'. Ma anche così fedele al suo modo di fare cinema da provocare una strana impressione. Come un messaggio, una musica tenue che viene da lontano ma forse è sempre stata lì, anche se non la sentivamo più. Parliamo di Francesco Calogero, messinese, classe 1957, autore inclassificabile di film personalissimi e sempre 'sottovoce' (...). Strane storie a cavallo fra Hitchcock e Rohmer, se riuscite a immaginare qualcosa di simile, sfibrati e a volte sfibranti ma sempre capaci di far germogliare qualcosa dentro lo spettatore. Attivo da una quindicina d'anni come regista lirico e documentarista, Calogero torna al cinema di finzione con un film così inattuale nei temi e nei modi (è un complimento), così estraneo ai generi e ai sapori forti di oggi, ma anche così inequivocabilmente suo, che sulle prime magari si fatica un po' a entrarvi. Salvo poi uscirne meditabondi, come se più che un film avessimo scoperto un giardino, con i suoi viali, i suoi profumi e le sue atmosfere che tocca a noi sentire e completare. (...) una complessa cornice di ambizioni artistico-lavorative, e capirete che il giallo o il racconto fantastico sono dietro l'angolo. Ma Calogero vira il tutto in una dimensione più segreta e insieme quotidiana, che fa di 'Seconda primavera' un'insinuante parabola sulle età della vita e le loro inattese ricchezze. Insolito, laborioso, tutt'altro che accattivante. Ma sottile e persistente, come certi profumi tenui che poi restano dentro." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 4 febbraio 2016)

"II siciliano Francesco Calogero fu nella seconda metà degli anni Ottanta una delle migliori promesse di un nuovo cinema italiano, per poi quasi abbandonare il cinema attivo e seguire altri percorsi, compresa la regia lirica e l'insegnamento. Rimbalza qui la sua cultura cinefila ('La donna che visse due volte'?) ma senza alterare più di tanto in senso intellettualistico una riflessione malinconico-crepuscolare autentica ma molto, molto debole." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 4 febbraio 2016)

"Cultura e sensibilità profonde non bastano a fare del buon cinema. 'Seconda primavera', mélo dei nostri tempi, si nutre delle migliori intenzioni da ogni punto di vista, ma purtroppo queste non sembrano giungere mai all'armonico traguardo di forma e contenuto. Se Fassbinder e Rohmer stanno inequivocabilmente nel sentimento artistico del regista, ciò non basta alla costituzione di un'opera che li evochi intrinsecamente. La carenza del film purtroppo colpisce narrazione, drammaturgia e impianto complessivo, con attori che non sembrano sempre a proprio agio." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 4 febbraio 2016)

"Quante frasi cioccolatino nel pretenzioso dramma di Francesco Calogero. (...) Succede poco mentre passano le stagioni. Per fortuna sono solo quattro." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 4 febbraio 2016)
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