Scoprendo Forrester

Finding Forrester

GRAN BRETAGNA, USA - 2000
Jamal, un ragazzo sedicenne di colore nato nel Bronx che è riuscito a frequentare una scuola di lusso a Manhattan grazie alla sua abilità negli sport, irrompe nella vita di William Forrester, un anziano scrittore che dopo aver vinto un Premio Pulitzer si è ritirato a vivere come un recluso nel suo appartamento di New York. Jamal, che sogna di diventare scrittore, lascia un quaderno con i suoi scritti in casa di Forrester dando il via a una vicenda che cambierà la vita di entrambi.

TRAMA LUNGA
Da una piazzetta del Bronx, dove giocano a pallacanestro, alcuni ragazzi di colore guardano le finestre di un appartamento sovrastante. Lì abita sotto falso nome un misterioso individuo che da anni non esce più di casa. Un giorno uno dei ragazzi, Jamal, accetta per sfida di andare a vedere chi c'è veramente in quella casa. Si introduce, viene scoperto, scappa ma dimentica lì lo zainetto con libri e quaderni. Intanto un esclusivo liceo di New York ha messo gli occhi su di lui e gli offre una borsa di studio, soprattutto per le sue doti nella pallacanestro. Ricevuta indietro la propria roba, Jamal si accorge che sulle cose scritte nei quaderni ci sono correzioni e giudizi. Il ragazzo, 16 anni, va nella nuova scuola, comincia gli studi e scopre che quell'individuo è William Forrester, scrittore vincitore anni prima di un Pulitzer e poi misteriosamente scomparso. Jamal ora torna alla carica e chiede a Forrester di aiutarlo in quelle che sono le sue grandi passioni, la scrittura e la letteratura. Il maturo uomo accetta con un patto: niente di quello che succede deve uscire da quella casa. Jamal è contento, ma in classe ben presto entra in conflitto con il prof. Crawford, il quale lo accusa di aver copiato testi altrui e gli suggerisce di pensare solo allo sport. Molto incerto e confuso, Jamal chiede aiuto a Forrester, che però si nega. Minacciato di espulsione, Jamal si vede offrire la salvezza solo se vincerà con la squadra la finale del campionato di basket. Ma toccano a lui i tiri decisivi, e li sbaglia entrambi. Demoralizzato, Jamal aspetta con rassegnazione il giorno delle letture in classe da parte degli studenti. Inatteso però si presenta Forrester che dichiara il proprio nome e scagiona Jamal. Quindi parte per la Scozia, suo paese natale. Quando arriva l'ultimo anno di liceo, un avvocato annuncia a Jamal che Forrester è morto per un tumore che aveva da due anni. E gli consegna una lettera di congedo.

CAST

CRITICA

"L'analisi della psicologia dei personaggi è a volte un poco faticosa. La storia potrebbe essere quella d'un legame padre-figlio, maestro-allievo, o d'un rapporto gay: l'incontro-scontro generazionale, sociale e temperamentale tra adolescenza e vecchiaia è molto ben condotto. Sean Connery fa poco, ma lo fa a perfezione". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 17 maggio 2001)

"Se il soggetto è una via di mezzo fra 'L'attimo fuggente', di Peter Weir e 'Will Hunting - Genio Ribelle' dello stesso Van Sant (ma il rapporto fra i due personaggi ricorda anche 'Profumo di donna', senza che tutti questi riferimenti sappiano di già visto), quel che si apprezza è la scelta di raffreddare il melodramma correggendolo con tocchi di osservazione realistici e con un'abbondante dose d'ironia. Basti dire che il sedicenne del Bronx è più acuto e più pronto alla battuta di spirito del sofisticato scrittore di origine scozzese". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 25 marzo 2001)

"Come tutto l'ultimo Gus Van Sant, anche 'Scoprendo Forrester' sembra diviso in due. In superficie è un film di confezione, ricco di temi nobili e scandito secondo le regole dei manuali di sceneggiatura: l'incontro fatale; le prove da superare; la scoperta di un mondo diverso che qui sono due: la letteratura, cioè Forrester, e l'infida scuola per ricchi, che recluta Jamal soprattutto per le sue doti sportive. Ma sotto questo film, suggestivo e convenzionale, ne scorre un altro. Un po' come sotto lo 'Psycho' rifatto scena per scena scorreva, segreto, lo 'Psycho' di Gus Van Sant. E in questo film il corpo (il suo linguaggio) conta più delle parole (della letteratura). (...) Peccato solo che, come già in 'Will Hunting genio ribelle', Gus Van Sant metta tutto al servizio del messaggio. Ma questa è l'America". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 23 marzo 2001).

"E' un film implicitamente sull'arte del talent-scout, ma con un'ampiezza generazionale, perfino furba e umoristica: (...) è un taglio e cucito di molte imprese cinematografiche 'educational' tra sport e letteratura, formazione e saggezza, nel rapporto tra l'esordiente di talento e il senior in panchina". (Silvio Danese, 'Quotidiano Nazionale', 23 marzo 2001)

"Non è facile raccontare un vero scrittore, è più facile inventarsene uno alla Sean Connery, un colto James Bond elegantemente e nevroticamente invecchiato. Ci sarà certo qualche spettatore che crede a queste storie, ma i più sbadigliano. E quanto chiacchierano i vecchi scrittori dei film, e quanto chiacchierano i giovani sceneggiatori da corso di scrittura!". (Goffredo Fofi, 'Panorama', 5 aprile 2001)
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