Scarface

USA - 1983
Scarface
Il delinquente Tony Montana arriva negli Stati Uniti sulla scia dei profughi cubani in fuga dall'isola di Castro, spacciandosi come prigioniero politico, senza per altro riuscire ad ingannare la polizia statunitense. Dal campo profughi nel quale è internato, Tony inizia un'irresistibile ascesa nel mondo della malavita, grazie alla sua incredibile crudeltà e determinazione. Ben presto Tony, insieme all'inseparabile amico Manny, diviene il guardiaspalle di Lopez, un potente trafficante di stupefacenti. Poi, però, innamoratosi della donna del capo, Elvira, e determinato a costruirsi un impero per conto proprio conclude un colossale affare con Sosa, un produttore boliviano di cocaina. L'impero su cui domina incontrastato sembra inattaccabile ma poi, anche per lui cominciano i guai.
  • Durata: 161'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, SCOPE, 35 MM (1:2.35) - TECHNICOLOR
  • Tratto da: romanzo omonimo di Armitage Trail (ed. Newton Compton, coll. Anagramma, 2006)
  • Produzione: UNIVERSAL PICTURES
  • Distribuzione: RETEITALIA, UIP (1984) - CIC VIDEO - COLUMBIA DVD - BLU-RAY: UNIVERSAL PICTURES HOME ENTERTAINMENT (2011)

NOTE

- REMAKE DEL FILM "LO SFREGIATO" (1932) DI HOWARD HAWKS.

- REVISIONE MINISTERIALE MAGGIO 1992.

CRITICA

"Lo 'Scarface' girato da Howard Hawks nel 1930 ma uscito nel '32 col sottotitolo 'Vergogna d'una nazione' voluto dalla censura (e arrivato in Italia soltanto nel '47) è un classico del cinema sui gangsters. Adombrando la truce figura di Al Capone, e introducendo per primo sullo schermo il fucile mitragliatore, fu il film più violento dei suoi tempi: piacque la franchezza con cui denunciava la malavita di Chicago e fece sobbalzare molte brave persone. Ci sembra poco probabile che questo rifacimento diretto da Brian De Palma abbia lo stesso successo clamoroso. Siamo assuefatti, purtroppo, alle carneficine; la delinquenza organizzata fa parte del nostro paesaggio; i micidiali effetti del 'bazooka' sono risaputi; Al Pacino gigioneggia più di quanto facesse Paul Muni; e soprattutto il nuovo Scarface è quasi del tutto privo di quella vena semicomica che Hawks e il suo sceneggiatore Ben Hecot (ai quali è dedicato) avevano introdotto nell'affresco sanguinoso per renderlo sostenibile." (Giovanni Grazzini, 'Il Corriere della Sera', 17 marzo 1984)

"Spettacolo di bassa macelleria, inutilmente dilatato in quasi tre ore di durata senza che, peraltro, emerga in qualche modo la personalità dei personaggi. La società che vive nella pellicola non è certo una società reale, e con ciò non si vuole dire che la malavita non esista, ma che di certo trova dei contrappunti che, nel film, non compaiono. Ben lontano da altre, più serie opere sul mondo della malavita e della mafia, 'Scarface' non riesce, con le sue 'moraline' troppo facili sul 'cattivo', ad evitare di affogare nel mare di sangue che trasuda dallo schermo." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 97, 1984)
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