SCADENZA TRENTA GIORNI

ITALIA - 1944
Due giovani sposi litigano a proposito delle vacanze. La sposa vorrebbe passarle in una stazione alla moda, il marito preferirebbe un luogo tranquillo, ma alla fine cede e decidono di partire. All'ultimo momento, il marito che è consulente legale e procuratore di una grande azienda industriale, è costretto dagli affari a rimandare la partenza. La sposina, irritatissima, decide di partire sola, e se ne va, senza lasciare l'indirizzo. Scende in un grande albergo elegante, dove è alloggiato, tra gli altri, un giovane ricchissimo, ma un po' scemo, che ha intorno a sé una combriccola di filibustieri. Costoro, per spillargli danari, gli fanno credere di essere ammalato, e si prestano alle sue più assurde fantasie. Il giovane s'innamora subito della sposina, che si finge zitella, decide di sposarla ed annunzia a sua madre il prossimo matrimonio. La madre, che è la proprietaria dell'azienda industriale dov'è occupato il marito, si dispone a raggiungere il figliolo e intanto convoca telegraficamente il suo procuratore. Così tutti si trovano riuniti nello stesso grande albergo, dove i due sposini, dopo essersi scambiate le più atroci accuse, infine chiariti tutti gli equivoci cadono l'una nelle braccia dell'altro.

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