Sansone

Marmaduke

USA - 2010
1/5
Sansone
Sansone è un grosso alano combina guai, sempre coinvolto in situazioni bizzarre. Quando la sua famiglia decide di trasferirsi dal Kansas in California, per lui avviene un radicale cambiamento di vita: una casa nuova, odori sconosciuti e un parco per cani decisamente più bello di quello frequentato finora. Tuttavia, il trasferimento non ne mitiga l'indole pasticciona e i suoi padroni non riescono a far fronte alla sua naturale propensione a combinare disastri di ogni sorta, spesso in combutta con il suo 'fratellastro felino' Carlos, l'altro animale di famiglia. Un gruppo di nuovi amici e l'incontro con la bella cagnolina Isabella, che gli farà perdere la testa, porteranno il simpatico cagnolone a vivere una serie di divertenti avventure, persino sulla tavola da surf...
  • Durata: 87'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: fumetto di Tim Rasmussen e Vince Di Meglio
  • Produzione: JOHN DAVIS E TOM DEY PER INTRIGUE, TWENTIETH CENTURY-FOX FILM CORPORATION, DAVIS ENTERTAINMENT, REGENCY ENTERPRISES
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA
  • Data uscita 13 Agosto 2010

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Beverly Hills Chihuahua di danni ne ha fatti. Va bene, quel film era la novità, l'origine di una tendenza, una vincente intuizione. Eroi a quattro zampe, facce teneramente ottuse e occhioni enormi e umidi come palle nere di gelatina. E parola. Il verbo si fece cane. E non si sarebbe più fermato.
Da Bolt a Io&Marley - ma almeno qui il labrador si limitava ad abbaiare - la cinofilia è l'ultima, già stinta, new wave hollywoodiana. Che non mira ai bambini, come si sarà capito, ma alla sterminata platea di signore con guinzaglio e impettiti intenditori di pedigree canino. Se poi i cani in questione rivelano spiccate attitudini umane, a compiacere credenze innate e autosuggestioni di padroni e mammalucchi, il gioco è fatto. Ed ecco Sansone, ultimo esemplare dell'ondata a quattro zampe: 90 chili di inetta goffaggine per l'alano creato dalla matita di Brad Anderson che passa al grande schermo e segue la famiglia Winslow in una nuova ipotesi di vita. Destinazione California dove tutti, umani e non, dovranno ambientarsi e rinverdire abitudini. Quelle di Sansone sono dure a morire e, dopo una breve ascesa nella società multirazziale - o multi-pedigree - che vivacchia tra parchi e party, l'inciampo è dietro l'angolo e la morale, con tanto di lupus in fabula, pure: un terrificante mastino gli insegnerà come accettare se stesso e accogliere gli altri, in un trionfo coreografico (immancabile il balletto finale) della diversità, che è musica nelle orecchie della buona integrazione. Come dire, da Esopo a Orwell, gli animali possono ancora dirci qualcosa sul nostro modo tutto umano di essere bestie. Peccato che il film di Tom Dey (Shanghai Noon) non si scuota mai un momento, accucciato su se stesso, quasi fiducioso che la fisiognomica dei suoi interpreti canini basti e avanzi. Mai una zampata, una nota stonata, un guizzo d'inventiva e un tocco di poesia. Come se Sansone fosse un film addestrato: solite gag, pigro assemblaggio narrativo, arrugginiti schemi senso-motori. E non serve la buona sintonia del doppiaggio - Owen Wilson dà voce al protagonista nell'originale, Pupo nella versione italiana - per ravvivare un prodotto soporifero come pochi, decisamente sotto la media. Persino antipatico quando gioca con gli stereotipi - pastori tedeschi con sindrome da gerarchi nazisti, collie dall'accento francese a evocare improbabili "chienne fatale", pinscher rabbiosi e meticci messi ai margini - o vuol convincerci che costringere i cani a scimmiottare gli uomini sia l'unico modo di regalargli la scena. Poi è chiaro che i drogati di cani si emozioneranno senza tanti sofismi, perché la passione è passione e l'amore è cieco. Potessimo ogni tanto cavarci gli occhi anche noi...

NOTE

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: OWEN WILSON (SANSONE), SAM ELLIOTT (CHUPADOGRA), EMMA STONE (MAZIE), FERGIE (JEZEBEL), KIEFER SUTHERLAND (BOSCO), CHRISTOPHER MINTZ-PLASSE (GIUSEPPE), STEVE COOGAN (RAISIN), GEORGE LOPEZ (CARLOS), DAMON WAYANS JR. (THUNDER), RYAN DEVLIN (DEUCE).

- NELLA VERSIONE ITALIANA LA VOCE DI SANSONE E' DI PUPO.

CRITICA

"Sansone (...), tra una gara di surf e un balletto collettivo, esibisce un intero catalogo di stereotipi sulle varie razze: pittbull bulli, collie sexy, bastardini emarginati e via di seguito. Senza mai una sola gag che colga nel segno. Ne resta vittima il bravo William H. Macy, schiacciato (in ogni senso) dal peso del bestione." (Roberto Nepoti, 'Repubblica', 14 agosto 2010)

"Sarà per l'imprinting disneyano che un po' tuttii ci portiamo dentro, sarà che, a volte, gli animali sono più simpatici degli umani, sarà che cagnolini e gattini fanno sempre tenerezza, fatto sta che gli animali al cinema hanno (quasi) sempre successo. Succede un po' così anche con il Sansone di questa simpatica anche se un po' stiracchiata commediola. (...) Posto che film come questi non hanno il minimo valore sul piano squisitamente cinematografico, questo lungometraggio è una di quelle commediole per famiglie nelle quali anni fa primeggiava la Disney. Ovvio che quasi tutta la storia e tutte le gag siano sulle spalle del povero Sansone costretto ad indossare ridicoli occhiali da sole, o a fare addirittura del surf per promuovere la ditta di mangimi del suo proprietario.(...) Ovviamente lo scopo di film come questi è di dare un 'messaggio', possibilmente edificante o comunque conciliatorio. In questo caso tocca ancora a Sansone farsi carico della cosa, sia per quanto riguarda se stesso (far saltare le gerarchie canine che vigono nel parco), sia far scoprire al suo proprietario che la priorità nella vita deve essere la famiglia e non il lavoro, anche se il buon Phil si dannava l'anima giorno e notte a fin di bene." (Andrea Frambrosi, 'L'Eco di Bergamo', 17 agosto 2010)

"Nonostante gli incassi siano dalla sua, non si può certo dire che questo 'Sansone' sia un film esaltante. Quella che gli spettatori stanno vedendo nelle sale è, di fatto, una storia banalotta che serve da pretesto per collezionare una serie di sketch a misura di bambino (con il solito abuso delle gag corporali). Ci può stare, per carità: il messaggio che famiglia ed amici contino più di ogni carriera viene facilmente colto. L'idea poi di considerare il parco riservato ai cani alla stregua di un liceo a quattro zampe fa sorridere, così come le prese in giro alle Paris Hilton di turno con chihuahua trasportati nelle borsette griffate. Però, non si può non storcere la bocca davanti alla scelta di trasformare, con l'abuso della computer graphic, questi poveri cagnolini (ben addestrati) in logorroici protagonisti che non tacciono mai, neanche fossero dei politici. In Italia, è Pupo a prestare la voce a Sansone e lo fa senza sbracare (cosa molto facile in queste situazioni) e con i giusti toni; peccato che come contorno abbiano deciso di attribuire agli incolpevoli cagnolini la solita calata di dialetti rappresentativi dello Stivale, in stile 'Shaolin Soccer'. Forse siamo troppo pignoli. Bambini, naturali destinatari, e i numerosi amanti dei cani sanno perdonare questi piccoli peccati. Anche se al cinema si dovrebbero trascinare tutti quelli che non trovano di meglio che abbandonare queste povere bestiole lungo le strade."(Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 17 agosto 2010)
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