Ruzhaye sabz

Ruzhaye sabz
Iran, 2009. Le vicende della giovane Ava, una ragazza che soffre di depressione a causa dei passati avvenimenti politici e che non crede nell'imminente cambiamento, si sviluppano sullo sfondo della rivolta che ha messo a ferro e fuoco le strade del paese. Mentre infuriano le proteste dei manifestanti contro i brogli elettorali, Ava scenderà in strada per parlare con la gente e cercare di riacquistare un barlume di speranza.
  • Altri titoli:
    Green Days
  • Durata: 87'
  • Colore: C
  • Genere: SOCIALE
  • Produzione: WILD BUNCH, MAKHMALBAF FILM HOUSE

NOTE

- FUORI CONCORSO ALLA 66. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2009).

CRITICA

"'Green Days' di Hana Makhmalbaf, 21 anni, ultima figlia-allieva del grande cineasta iraniano. Un docu-fiction che combina immagini degli scontri e della rabbia popolare scatenata dai brogli di Ahmadinejad, spesso riprese da telecamere personali e videofonini, con una cornice narrativa tenue ma misurata e molto eficace. Un pugno nello stomaco, sfuggito chissà come alla censura del regime." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 11 settembre 2009)

"Tremende le sequenze girate al cellulare dopo le ultime elezioni: manganellate, cariche della polizia, cadaveri insanguinati. Superfluo tutto il resto, con la protagonista Ava in piena crisi esistenziale lavorativa sotto il chador."(Maria Rosa Mancuso, 'Il Foglio', 11 settembre 2009)

"Lavoro collettivo, come si legge nelle didascalie iniziali del film, riuscito grazie ai milioni di telefonini e videocamere che coraggiosamente hanno documentato il colpo di stato e la successiva protesta in Iran nel giugno scorso. (...) 'Green Days' è la fedele cronaca dell'atteso giorno cruciale del voto, il supposto punto più alto di un sistema democratico, attraverso riprese amatoriali in mezzo a cortei di strada che hanno come filo conduttore la gioia e la paura della giovane teatrante Ava, figura inventata e tragica che ricorda il potere censorio del governo. (...) Per dovere di cronaca, in coda al film della combattiva Makhmalbaf, ci sono Daniel Cohn Bendit, Marjane Satrapi e il papà di Hana, il regista Mohsen Makhmalbaf, seduti dietro al banco centrale del Parlamento Europeo. Elencano i risultati 'veri' della contesa elettorale: Mousavi oltre diciassette milioni di voti; Ahmadinejad soltanto cinque e sei superato perfino dal candidato Karrubi (oltre tredici milioni di voti). Un broglio di proporzioni, paradossalmente, ridicole. Una speranza, quella della regista Hana e di Ava protagonista del film, che sfuma in un amen. Anche se le donne e gli uomini iraniani, a partire già da adesso, non si arrendono per così poco." (Davide Turrini, 'Liberazione', 12 settembre 2009)
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