Ruby Sparks

USA - 2012
4/5
Ruby Sparks
Dopo il successo ottenuto grazie al suo primo romanzo, Calvin Weir-Fields è stato colpito da un persistente blocco dello scrittore. E la sua vita sentimentale non va di certo meglio. Con un ultimo, disperato sforzo, Calvin cerca di riaccendere la scintilla della creatività inventandosi il personaggio di Ruby Sparks, una ragazza in grado di amarlo che gli dà la giusta motivazione per scrivere. Finché, improvvisamente, Ruby appare realmente nella vita di Calvin...
  • Durata: 104'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, FANTASY, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA, ARRIRAW
  • Produzione: BONA FIDE PRODUCTIONS, FOX SEARCHLIGHT PICTURES
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA
  • Data uscita 6 Dicembre 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Udite, udite, Ruby non è solo la nipote di Mubarak. Per fortuna, è anche Sparks. Ruby Sparks segna il ritorno al cinema della premiata coppia di Little Miss Sunshine, Jonathan Dayton e Valerie Faris, dopo un digiuno durato 6 anni. Il soggetto l’ha fornito l’attrice protagonista, Zoe Kazan, una tipina – nipote di Eliza – tutta off Broadway e drammaturgia: se vi piace Zooey Deschanel vi innamorerete e, analogamente, se vi era piaciuto (500) giorni insieme ci ricascherete. Vi tornerà in mente Harvey, ma anche il mito di Pigmalione, soprattutto, chi conosce Brian Klugman e Lee Sternthal dovrebbe portarseli in sala: Ruby Sparks, tra le altre cose, è tutto quello che The Words non è riuscito a essere. Giusto, la storia. Precocissimo caso letterario col romanzo d’esordio, l’ancora giovane Calvin Weir-Fields (Paul Dano) ha la pagina bianca e, non bastasse, va pure in bianco: che fare? Si inventa la donna dei sogni e inizia a scriverne, finché Ruby non gli appare in soggiorno: scherzo, follia o che? Ruby dorme nel suo letto, cucina, sorprende, incanta ed è ancora in suo potere: lui scrive, lei agisce di conseguenza, ma quanto può durare? Abbastanza, ma fila che è una meraviglia: nel cast anche Antonio Banderas e Annette Bening, colonna sonora super di Nick Urata (Devothcka), Ruby Sparks è una – letterale – fantastica rom-com, che riflette con gusto indie sull’eterno binomio arte-vita, dando uno scanzonato ceffone all’art pour l’art. Sì, il romanticismo 2.0 è in agguato, ma non dà allo stomaco, l’immaginazione si prende il potere che le compete e l’autobiografia rivendica il proprio spazio: facile vedere nel blocco dello scrittore Calvin la lunga astinenza di Dayton & Faris, ma ne è valsa la pena. Meno “simpatici” di Little Miss Sunshine, ma sono sempre loro: ruvidamente teneri, leggeri ma mai superficiali, estetizzanti quanto basta e inconfessabilmente fiduciosi nel potere salvifico del cinema. Almeno, quando a saltare dalla carta al cuore è un gioiello di nome Ruby.

NOTE

- ZOE KAZAN E PAUL DANO FIGURANO ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

- IN PROGRAMMAZIONE AL 65MO FESTIVAL DI LOCARNO (2012) IN 'PIAZZA GRANDE'.

- PRESENTATO AL 30. TORINO FILM FESTIVAL (2012) NELLA SEZIONE 'FESTA MOBILE'.

CRITICA

"Diretto dai registi di 'Little Miss Sunshine' e scritto-interpretato da Zoe Kazan (la nipote del grande regista Elia), racconta la storia di un giovane scrittore in crisi che vede materializzarsi la ragazza creata sulla pagina. (...) Una vendetta del genere maschile sull'indipendenza delle donne? A un certo punto tutto si complica e sbuca fuori un'interessante metafora: nei rapporti sentimentali ciascuno pretende di 'crearsi' l'altro su misura, il che è una forma d'amore monca ed egoista." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 4 agosto 2012)

"'Ruby Sparks' ci mostra per la prima volta nel ruolo da protagonista l'emergente Paul Dano ('Il Petroliere'). (...) Il gioco, che dà luogo a molte sequenze divertenti, grazie anche alle presenze di grandi star, quali Antonio Banderas, Annette Bening, Elliott Gould, si interrompe quando Ruby scopre di essere una sorta di marionetta alla mercè della creatività interessata di Calvin, un personaggio che si materializza come quelli di alcuni straordinari romanzi di Paul Auster. Il finale ci ricorda che è meglio scoprire e accettare pregi e difetti del partner piuttosto che prefigurarsi un burattino che corrisponda ai nostri desiderata." (Paolo Calcagno, 'L'Unità', 5 agosto 2012)

"'Boy meets , girl' - un ragazzo incontra una ragazza - fa da 'C'era una volta' nelle storie d'amore. 'Boy writes girl' riscrive la storia di Pigmalione: giovane romanziere in crisi (con un grande successo dietro le spalle) batte a macchina una ragazza e se la ritrova tale e quale in cucina, a preparare la colazione, ovvio che lo prendono per pazzo, e ovvio che lui cerchi di dimostrare il contrario. Ticchetta sulla tastiera 'Ruby parla francese' e Ruby parla francese. (...) I bravissimi registi di 'Little Miss Sunshine' lavorano su una sceneggiatura di Zoe Kazan. 29 anni a settembre, nipote di Elia Kazan, fidanzata con il coprotagonista Paul Dano, sa tenere insieme una miscela esplosiva di gag romantiche. Per contorno, lo psicoanalista Elliot Gould e la madre fricchettona Annette Bening; una volta portava le polo, ora ha i camicioni e Antonio Banderas in salopette come secondo marito." (Mariarosa Mancuso, 'Il Foglio', 8 agosto 2012)

"Siamo alle solite: uno scrittore in crisi materializza la sua creatura letteraria, Ruby ragazza immaginaria che dal fantasy atterra servizievole e in the mood for love nel quotidiano inneggiando al contrasto realtà-finzione per distillare una commedia sentimentale brillante, non sempre innocente. Ma la trovata Pirandello's style manda indietro di due caselle la coppia Dayton-Faris ('Miss Sunshine') che si appoggia a due bravi attori sempre in coppia: Paul Dano, radical, e Zoe Kazan, soggettista e nipote del grande Elia." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 6 dicembre 2012)

"Il mito di Pigmalione aggiornato all'era del telecomando, del taglia-e-incolla, di YouTube, di tutti quegli aggeggi inventati per accrescere il nostro delirio d'onnipotenza. E con esso la nostra infelicità. Sentiamo già le proteste: ma come, il protagonista di 'Ruby Sparks', giovane scrittore prodigio in crisi, non usa nemmeno il computer, si limita a battere sui tasti di una vecchia macchina da scrivere. Già. Ma l'assenza del computer è così vistosa da dirci che qualcosa non va nella testa del timido Calvin (Paul Dano). E questo qualcosa si chiama rapporto con la realtà. Scrivere gli riesce benone. (...) Il bel film scritto da Zoe Kazan (che è anche la ragazza dei sogni, nonché la compagna di Dano nella vita) si guarda bene dal rispondere a questo falso problema. In compenso il duo Dayton - Faris (i registi di 'Little Miss Sunshine', pure loro coppia in arte e nella vita) presto capovolge l'idillio del povero Calvin e della deliziosa, disponibile, innamoratissima Ruby, in un incubo fatto di piccole rivolte, imprevisti, manifestazioni di volontà propria. E Calvin non sa se lasciar fare o rimettersi a battere sui tasti... Ma come diceva Jung, il contrario dell'amore non è l'odio, è il potere. E il potere assoluto somiglia a un carcere dorato e invalicabile, da cui si esce solo rinunciandovi. Così questo concentrato di vezzi e nevrosi, non solo generazionali, diventa un sorridente itinerario di crescita, artistica e personale. Che fa di ogni processo creativo una metafora della vita pura e semplice. Sempre che «semplice», oggi, significhi ancora davvero qualcosa." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 6 dicembre 2012)

"Precocissimo caso letterario col romanzo d'esordio, il giovane Calvin Weir-Fields (Paul Dano, bravo) ora conosce il blocco dello scrittore: la pagina rimane bianca e, se non bastasse, va pure in bianco. Disperato, plasma nella mente la donna dei suoi sogni, Ruby Sparks (Zoe Kazan), e finalmente ritrova la voglia di scrivere. Scrive di lei, finché Ruby non gli appare in soggiorno: scherzo, follia o che altro? Il fratello lo prende per matto, ma Calvin deve credere ai propri occhi: Ruby dorme nel suo letto, cucina, sorprende e incanta. Soprattutto, è ancora in suo potere: la ragazza mette in pratica tutto quel che lui mette su carta, ma quanto può durare? Nel cast Antonio Banderas e Annette Bening, è 'Ruby Sparks'. Il soggetto l'ha fornito proprio Zoe Kazan, nipote di Elia, tutta off Broadway e drammaturgia: se vi piace Zooey Deschanel vi innamorerete, se vi era piaciuto '(500) giorni insieme' ci ricascherete., Ruby Rubacuori: quella vera." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 6 dicembre 2012)

"Variazione sul tema la donna dei sogni, declinata al maschile come la migliore tradizione letteraria di ogni epoca vuole, 'Ruby Sparks', tra i titoli di punta della Piazza Grande, all'ultimo festival di Locarno, segna il ritorno sugli schermi della coppia Jonathan Dayton e Valerie Faris, autori del fortunatissimo 'Little Miss Sunshine'. E il riferimento letterario è ancora più evidente visto che il protagonista è un giovane scrittore, schiacciato dal successo del suo esordio che seppure giovanissimo è come se avesse detto tutto e, ovviamente, non riesce a scrivere nulla. (...) Molto maschile, almeno rimanendo in tradizione letteraria, Dante e Petrarca basterebbero con le loro Beatrici e Chiare, o i Pigmalioni che adorano le fanciulle con la boccuccia semi aperta ascoltare l'affabulazione delle loro vite. (...) Nonostante la dimensione fantastica, 'Ruby Sparks', guarda più alla realtà conflittuale dei sentimenti, del vivere in coppia, delle paure e fragilità nel sentimento amoroso che nessun controllo totale però potranno mai risolvere. È forse questo che rende a tratti il film irritante, insieme a un eccesso di «tipizzazione» che i due registi attuano sui personaggi, tutti quanti sintesi di nevrosi amorose, archetipi quasi di infinite possibili storie. La scommessa è un po' quella di raggiungere una corrispondenza tra meccanismi dell'immaginare, «essere nella testa» dello scrittore e nel movimento ineffabile dei sentimenti, e però è una dimensione in cui Dayton e Faris, una coppia di artisti - e molto hanno raccontato trae ispirazione dalla loro esperienza - non sempre sembrano a loro agio. Rimane quel tono aggraziato e a tratti sognante di un quasi romanzo di formazione, e di vita dove sempre si può ricominciare, ma soprattutto Zoe Kazan che è stupenda. Il film vive con lei, con la sua Ruby Sparks, indipendente anche dalla macchina da presa." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 6 dicembre 2012)

"Al pari di Pigmalione caduto innamorato della sua statua Galatea, Calvin (Paul Dano), giovane scrittore da anni in crisi di ispirazione, si invaghisce della protagonista del suo nuovo romanzo, Ruby (Zoe Kazan), al punto che anche senza bisogno dell'intervento di Venere se la trova materializzata in cucina. (...) Non banale, la sceneggiatura della Kazan (nipotina del grande Elia) implica un discorso tanto sulla natura della creatività artistica quanto sull'ansia di controllo del maschio sulla femmina; e i coniugi Dayton & Faris, registi del riuscito 'Little Miss Sunshine', orchestrano la romantica fantasticheria con umorismo e grazia. Vero che il racconto un pizzico intellettualistico non trova sempre il giusto equilibrio fra divertimento e allarme: tuttavia il finale ben imbastito riscatta il film di alcune sue incertezze." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 6 dicembre 2012)

"Piacerà a chi sei anni fa amò 'Little Miss Sunshine' degli stessi registi e si chiedeva che fine avessero fatto Dayton e la Faris. Bene. Sono tornati e in bella forma (ma una buona parte di merito va alla sceneggiatura di Zoe Kazan, nipote del favoloso Elia)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 6 dicembre 2012)

"Strampalatissima commedia sentimentale, che parte benino, ma poi si perde nei tiramolla rosa e nei blabla esistenziali. Lo stranito Paul Dano avrebbe bisogno di un altro paio d'occhiali, se confessa allo sgorbio Zoe Kazan: «Sei la più bella ragazza che abbia conosciuto»." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 6 dicembre 2012)
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