RIFLESSI IN UN CIELO SCURO

ITALIA - 1991
RIFLESSI IN UN CIELO SCURO
La cinquantenne Valeria, un medico ospedaliero, vedova, è da vent'anni dedita all'alcool, per frustrazioni e dissidi familiari. Rimasta sola dopo il matrimonio del figlio le capita di assistere, dalla finestra del suo appartamento, a una scena di violenza sulla strada sottostante. Ad esser inseguita dall'aggressore è Chim, un'eccentrica e stralunata ragazza, che si precipita per le scale del palazzo e si butta dentro la prima porta aperta: gliel'ha aperta di proposito Valeria, mossa da un istintivo sentimento di protezione. La ragazza è una tossicodipendente, ridotta a prostituirsi per procurarsi la droga. Di fronte alla prima, violenta crisi di astinenza di Chim, Valeria, per impedirle di prostituirsi, decide di procurarle a proprie spese la droga, acquistandola presso un insospettabile spacciatore, dipendente dall'ospedale in cui lavora. Ma in seguito compie ogni sforzo e si espone a ogni sorta di ricatti e di rischi per far guarire Chim. La quale durante le violentissime crisi, rompe tutto ciò che le capita fra le mani. Valeria decide di segregarsi in casa con la ragazza, dopo aver fatto provvista di viveri e aver tagliato il telefono, si vede costretta a legarla addirittura al letto e a somministrarle a forza sedativi potenti per farle superare le crisi ricorrenti. Chim sembra tornata alla normalità e inizia un periodo di precario equilibrio, in cui avverte lucidamente che, per non riprecipitare nella droga, le è indispensabile la solidarietà di Valeria e quindi il suo recupero. A questo punto le parti si invertono. Ora è Chim a costringere violentemente Valeria a lasciare l'alcool, con ulteriori sfasciamenti di mobili e suppellettili, che riducono l'appartamento in macerie. Ora è Valeria ad essere in debito con Chim: le due donne ormai sono unite dalla volontà di aiutarsi e resistere insieme.
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICO A COLORI
  • Produzione: STARLET FILM - RAI UNO E CINECITTA'
  • Distribuzione: ACADEMY PICTURES

CRITICA

I modi di rappresentazione di Maira, pur sorretti da immagini plumbee cariche di simboli, stentano a reggere quello scontro cui tutta l'azione si affida, svelando cedimenti di ritmi e di toni. (Gian Luigi Rondi, Il Tempo) Salvatore Maira, al suo secondo film, dimostra di possedere alcune indubbie qualità, tra cui un uso attento e non convenzionale delle inquadrature, capace di conferire alle immagini una certa levigatezza. La Kanakis e la Fabian fanno del loro meglio per fornire alla vicenda un certo spessore e, nei limiti consentiti dal canovaccio a disposizione, in parte di riescono. (Carlo Masini, L'Indipendente)
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