Riddick

USA - 2013
3/5
Riddick
Tradito dai suoi simili e lasciato per morto su un pianeta desolato, Riddick combatte per la sopravvivenza contro i predatori alieni e diventa più potente e pericoloso che mai. Ben presto, i cacciatori di taglie si mettono sulle tracce di Riddick solo per scoprire che essi stessi sono pedine nel suo piano di vendetta. Dopo aver messo al loro posto tutti i nemici, Riddick torna a Furyo, il suo pianeta natale, per salvarlo dalla distruzione.
  • Altri titoli:
    The Chronicles of Riddick: Dead Man Stalking
    Untitled Chronicles of Riddick Sequel
  • Durata: 119'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA, ARRI RAW (2.8K)/2K
  • Tratto da: personaggi creati da Jim e Ken Wheat
  • Produzione: VIN DIESEL, TED FIELD, SAMANTHA VINCENT PER ONE RACE PRODUCTIONS, RADAR FILMS
  • Distribuzione: NOTORIOUS PICTURES
  • Data uscita 5 Settembre 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Lo avevamo lasciato sul trono di Lord Marshal, nuovo capo di un esercito di Negromonger. Lo ritroviamo solo, creduto morto, su un pianeta desolato, tradito dal suo stesso popolo. Richard B. Riddick è ancora vivo, ma per sopravvivere, questa volta, dovrà dapprima vedersela dalla minaccia di famelici predatori alieni, poi dall'arrivo di un gruppo di mercenari (umani), disposti a tutto per imprigionare (e uccidere) il criminale spaziale più temibile ancora in circolazione...
Nove anni dopo The Chronicles of Riddick e ormai tredici anni dopo il capostipite Pitch Black, David Twohy torna a raccontarci delle gesta di Riddick: il terzo capitolo della saga sul celebre "furiano", pur regalando ottimi momenti di spettacolarità e senza mai evitare di sottolineare l'ormai tipica (e irresistibile) coattaggine di Vin Diesel, sembra però aver perso il passo dei due episodi precedenti. Non che l'ironia mancasse, ma stavolta finisce quasi per surclassare quell'aura di disperazione che ammantava atmosfere e sviluppi della vicenda: il nichilismo che caratterizza la figura di Riddick - comunque ancora capace di sorprendere quando chiamato a mantenere una promessa ("Se mi sleghi ti uccido in cinque secondi...") - finisce allora per farsi macchietta alla stessa stregua della superficialità con cui il mercenario interpretato da Jordi Mollà affronta la "missione" per catturare il protagonista, accecato dalla cospicua taglia che pende sulla sua testa.
Ad equilibrare i due estremi ci prova Johns (Matthew Nable), anche lui deciso a bloccare Riddick ma per scoprire la verità su un avvenimento che riguarda il suo passato.
Il finale è ancora una volta aperto, il franchise non muore ma per alimentarne la sopravvivenza bisognerà ripensare a qualcosa: quel che è certo (crediamo) è che si ripartirà da Furya, il pianeta natale dell'eroe. Chi vivrà, vedrà.

CRITICA

"Riddick is back, Riddick è ancora vivo! Ma merita davvero il punto esclamativo? Nove anni dopo 'The Chronicles of Riddick' (e tredici dall'iniziale 'Pitch Black'), non è più alle prese con Lord Marshal e l'esercito dei Necromonger, ma solo, stremato e abbandonato su un pianeta desolato, con un'unica missione: sopravvivere. (...) Nel cast i bounty-killer Jordi Molla e Matthew Nable, dirige ancora David Twohy, ma qualcosa è cambiato: Riddick si rimangia il nichilismo, non è più la Furya (il suo pianeta natale) cupa e disperata dei due antecedenti, piuttosto, un coatto dalla battuta facile, un cialtrone nerboruto con un cane-mostro e la guerriglia nel sangue. II divertimento è salvo, e le schermaglie sessuali tra Riddick e una maschia mercenaria aiutano, ma non si fa più sul 'serio'." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 5 settembre 2013)

"Piacerà soprattutto se lo guarderete come un videogame lungo due ore. Di solito i games in cinema non funzionano perché come nella realtà divertono solo chi li fa. Ma Diesel ti trascina. E' fra i pochi attori capaci di sollecitare l'identificazione. 119 minuti in sua compagnia mentre massacra mostri alieni, mercenari cattivi e mercenari così così ti passano in un baleno. E ti vien quasi voglia che saltino fuori altri avversari per il Riddick. Scottato dal mezzo successo del secondo episodio (che s'ingrippava tentando di seguire la scia degli Star Wars), Vin non s'è perso in profondi significati. Solo azione, azione a spron battuto. Come un 'Fast and Furious' nel pianeta proibito." (Giorgio Carbone, 'Libero', 5 settembre 2013)

"Il braccio di Riddick spunta da detriti sotto cui il criminale spaziale in grado di vedere al buio è sepolto. Un avvoltoio si avventa sulla mano. Per un po' quella si fa mangiucchiare... ma poi si chiude sul collo dell'uccello strangolandolo all'istante. Basterebbe l'inizio 'miliusiano' ('Conan il barbaro' aveva una scena simile, sempre con sfortunato avvoltoio) ad esaltare i fan del primo Riddick di 'Pitch Black' (2000). Quell'antieroe carismatico mise il turbo alla carriera di Vin Diesel. Niente politica o intrighi di palazzo per il fuorilegge intergalattico (come nel brutto 'The Chronicles of Riddick' del 2004) ma un semplice action di fantascienza in cui il nostro, finito su un pianeta sconosciuto, deve sopravvivere alle bestiacce che lo abitano (primi 30 minuti muti da urlo) per poi fronteggiare due gruppi di mercenari venuti a riscuotere la sua taglia. Violento, divertente, immerso in un'eccitante fotografia dorata." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 12 settembre 2013)

"Prodotto, come 'The Chronicles of Riddick', da Diesel, realizzato in esterni nel Deserto Bianco di Farafra in Egitto, 'Riddick' è sceneggiato e diretto, come i precedenti, da David Twohy (Los Angeles, 1955), il quale nella prima parte racconta la lotta per la vita di un essere che può contare solo sul proprio ingegno e sulle proprie forze, un racconto avventuroso, ben cadenzato e rimarchevole per le immagini incisive che calamitano, accentuano l'attenzione. Con l'arrivo dei cacciatori di taglie, il regista sposa gli stereotipi del cinema western, descrivendo, senza rimediare alla trama poco elaborata (numerose le pagine, le scene immotivatamente paradossali e le situazioni di un umorismo ingiustificato e imbarazzante), la vendetta di un «vilain», di uno «shootist» cinico ed astuto: sfide e scontri su futuristici motoveicoli in una atmosfera nettamente «dark», cupa (forte il contrasto con le tonalità calde delle immagini delle precedenti sequenze), che, negletta nel secondo capitolo (vi domina una fantascienza dal taglio epico), apparenta, riallaccia «Riddick» a «Pitch Black»." (Achille Frezzato, 'l'eco di Bergamo', 12 settembre 2013)
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