Regina Coeli

ITALIA - 1999
TRAMA BREVE
Regina vive sola in una casa piena di cani e gatti. Passa la maggior parte del suo tempo a fare la volontaria nel carcere romano, per questo la chiamano Regina Coeli. Quando nel carcere un giovane sardo, Graziano, cerca di far giungere alle estreme conseguenze il suo sciopero della fame Regina se ne interessa con tanta passione da suscitare il suo amore. Quando Graziano, che nel frattempo ha ottenuto il permesso per lavorare fuori dal carcere, con l'aiuto di un vecchio marinaio fugge in Sardegna, Regina, superato un primo momento di disperazione si mette sulle sue tracce, dopo aver affidato i suoi gatti a una "gattara".

TRAMA LUNGA
Regina vive da sola a Roma in una grande casa piena di gatti e di ricordi. Ancora bella nonostante l'età avanzata, la donna è stata soprannominata Regina Coeli da quando trascorre molto tempo della giornata in un carcere romano come volontaria. Nel carcere arriva un momento di emergenza quando un giovane sardo, Graziano, condannato per complicità in un sequestro di persona, ma che si dichiara innocente, minaccia di portare alle estreme conseguenze uno sciopero della fame. Appassionatasi a questa vicenda, Regina comincia a frequentare il ragazzo e, dopo qualche tempo, tra i due nasce un sentimento reciproco, tanto inatteso per lei quanto naturale per lui. Insistendo con la direzione, Regina riesce a far concedere a Graziano il permesso per lavorare fuori dal carcere. Dapprima fa l'addetto alle pulizie per la cooperativa di pescatori di Fiumicino, poi si imbarca come mozzo: Graziano infatti sente un grande desiderio di libertà che la presenza di Regina non riesce ad esaurire. Un giorno, aiutato da un vecchio marinaio, fugge in Sardegna, ma in questo modo si rende latitante e perde tutti i benefici acquisiti. Saputo della fuga di Graziano, Regina dapprima ha un momento di forte delusione e di depressione. Poi sente il bisogno di andarlo a raggiungere. Allora affida ad una donna i suoi gatti, e parte con il traghetto per una meta indefinita.

CAST

CRITICA

"Attrice nei film di Fellini, Renoir, Clair Duvivier, la Noel è intensa e struggente nella parte della donna che si crede inaridita e invece riscopre l'amore. E' bravo anche il regista, il quale sa suggerire sentimenti e stati d'animo scegliendo l'inquadratura giusta e il montaggio adatto. Come nella scena della metropolitana, senza dialoghi, in cui Graziano osserva i dettagli del volto e del corpo di una donna molto più giovane di Regina, la desidera e, con lei, sente quanto intensamente desideri la libertà". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 9 dicembre 2000)

"Nel '94 con 'L'amico immaginario' (il suo secondo lungometraggio) il regista, Nico D'Alessandria, aveva messo in scena i disagi e l'incapacità di una generazione di reagire nei confronti dei mutamenti sociali. Con 'Regina Coeli', l'autore traccia un affresco della nostra società, malata ma desiderosa di guarire. E solo la fuga dalle proprie solitudini, il coraggio di superarle, sembra possa garantire la strada verso il nuovo. Il cinema di D'Alessandria, indipendente ad oltranza, è prima di tutto un cinema di poesia, in cui la parola, ma anche i silenzi di quei volti in primissimo piano, prendono il sopravvento, spesso a discapito di una solida regia. Ma probabilmente è una scelta. E va rispettata". (Cristina Scognamillo, 'CinemaZip', 30 ottobre 2000)
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