Quelques heures de printemps

FRANCIA - 2012
Quelques heures de printemps
Alain Evrard, all'età di 48 anni si ritrova costretto a dover tornare a vivere dalla madre e la convivenza forzata fa riemergere tutta la violenza del loro rapporto passato. Questo, finché Alain scopre che sua madre è gravemente malata...
  • Altri titoli:
    A Few Hours of Spring
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA, DCP
  • Produzione: TS PRODUCTIONS IN COPRODUZIONE CON ARTE FRANCE CINÉMA, F COMME FILM

NOTE

- PRESENTATO AL 65MO FESTIVAL DI LOCARNO (2012) IN 'PIAZZA GRANDE'.

CRITICA

"Interpretato da Vincent Lindon ('Welcome'), Emmanuelle Seigner e da una grandiosa attrice anziana, Hélène Vincent, racconta una storia intima ma su una base di drammatica attualità: la disoccupazione dei cinquantenni e il protrarsi della vecchiaia, con relativo indotto di solitudine e malattia. (...) Un film di ammirevole pudore, splendidamente recitato, che (...) ci auguriamo di ritrovare presto sugli schermi italiani." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 9 agosto 2012)

"Grande spot, non si capisce quanto intenzionale e quanto sfuggito di mano, per l'associazione Dignitas. O qualunque altra abbia nella ragione sociale 'suicidio assistito, morte dignitosa, eutanasia volontaria'. Succede tutto nell'ultima mezz'ora. Prima, assistiamo ai litigi tra una madre antipatica che o pulisce casa o sbuccia mele per la composta e un figlio uscito di galera. Altrettanto antipatico e taciturno. Perché si abbraccino dicendosi 'ti voglio bene' bisogna che accada l'irreparabile." (Mariarosa Mancuso, 'Il Foglio', 8 agosto 2012)

"Diverso piglio quello di un altro francese da piazza, Stéphane Brizé che ha presentato 'Quelques heures de printemps' con Vincent Lindon e Héléne Vincent in una sublime prova d'attori (...). ln realtà si tratta di un lacerante rapporto madre-figlio, storia decisamente straziante, ma fatta di sentimenti autentici e commoventi. Con buona pace di chi vuole solo morali prefabbricate." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 7 agosto 2012)
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