Quel bravo ragazzo

ITALIA - 2016
2,5/5
Quel bravo ragazzo
Cosa succede se un potentissimo boss mafioso sta per morire e vuole lasciare il comando della sua spietatissima cosca a un figlio che non ha mai riconosciuto? Ma, soprattutto, cosa succede se quel figlio è un innocuo, ingenuo e goffo ragazzotto di 35 anni che fa il chierichetto e che è vissuto in un orfanotrofio di un paesino del Sud Italia?
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: MARCO BELARDI PER MEDUSA FILM, REALIZZATO DA LOTUS PRODUCTION (SOCIETÀ DI LEONE FILM GROUP)
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 17 Novembre 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Nico Parente
Cosa succede se un potentissimo boss mafioso in fin di vita vuol passare il comando a un figlio che non ha mai riconosciuto? Ma, soprattutto, cosa succede se quel figlio è un innocuo e ingenuo trentacinquenne vissuto in un paesino facendo il chierichetto?

Tratto da un soggetto scritto dallo sconosciuto Ciro Zecca, Quel bravo ragazzo è il film d’esordio come protagonista di Luigi Luciano (in arte Herbert Ballerina). Spalla comica dell’amico e collega Maccio Capatonda, Ballerina tenta quindi il grande passo con una commedia che, con azzardati (ma per niente riusciti), rimandi al passato comico di casa nostra (Johnny Stecchino su tutti) ironizza sulla tragica realtà mafiosa siciliana, cercando attraverso la leggerezza e una comicità spicciola di affrontare un argomento tanto inquietante quanto ampiamente battuto dai cineasti.

Al fianco di Ballerina in questa sua prima avventura, tra gli altri, anche l’amico Capatonda, Tony Sperandeo, Enrico Lo Verso, Ninni Bruschetta e Daniela Virgilio. Ma se questi ultimi rivestono bene il proprio ruolo, il protagonista non sembra reggere le tempistiche, proponendo una serie di sketch poco divertenti e facilmente prevedibili più adatti alla rete che non al grande schermo.

L’intero girato fa della casualità il suo elemento portante, concentrando lo sguardo dello spettatore esclusivamente sulla simpatia di Ballerina. Ma, come già detto, il protagonista non riesce a reggere il confronto con interpreti quali Lo Verso e Sperandeo, insistendo sulla tentata e forzata comicità che purtroppo non riesce, stancando la visione e inducendo lo spettatore a sperare almeno in un finale non scontato, fortunatamente mutato rispetto all’originale, e che lascia spazio a una conclusione non del tutto prevedibile come per il resto del girato.

Le belle location, l’ottima fotografia di Massimo Schiavon e la bravura dei coprotagonisti purtroppo non si rivelano sufficienti a decretare “buona” la prima di Ballerina, attualmente impegnato nelle riprese del secondo film di Capatonda Omicidio all’italiana. La nuova frontiera della comicità di casa nostra non regge minimamente il confronto col glorioso passato, del quale (e ora più che mai!) avvertiamo la mancanza.

CRITICA

"Se ci si vuole abbandonare allo sconveniente piacere del disimpegno, Capatonda e la sua factory sanno cosa fornire sul grande schermo. Stavolta tocca a Ballerina, scortato da caratteristi alla sua grottesca altezza, di proporre uno show che ha tutti i difetti tranne quello capitale di non fare ridere (anzi sghignazzare). (...) per fortuna non tenta di scimmiottare le commedie alla natalizia, ma s'industria a sprintare per novanta minuti a rotta di collo su tutta la gamma possibile e immaginabile dell'idiozia." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 24 novembre 2016)

"Regia di servizio di Enrico Lando, 'Quel bravo ragazzo' è uno 'starring vehicle' per Ballerina, che da abituale spalla di Maccio Capatonda (...) si ritaglia il primo ruolo da protagonista. Buoni i comprimari (Bruschetta, Sperandeo, Lo Verso, Daniela Virgilio), palesi i riferimenti (Scorsese fa il titolo, Johnny Stecchino il resto...), Ballerina frulla (anti)mafia e il Candide di Voltaire, regalando negli interstizi surreali, nei viraggi nonsense, nella pletorica idiozia le cose migliori. Badate, in giro c'è assai di peggio." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 17 novembre 2016)

"Una commedia degli equivoci in piena regola, a mezza via tra 'Johnny Stecchino' e 'Totò le Mokò', che non vale né l'uno né l'altro, ma comunque fa sorridere spesso. Spalleggiato da eccellenti caratteristi, se la cava il seminoto protagonista, il buffo Herbert Ballerina (...)." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 17 novembre 2016)
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