Quando meno te lo aspetti

Au bout du conte

FRANCIA - 2013
4/5
Quando meno te lo aspetti
Storia di destini incrociati: la 24enne Laura crede nei segni e nel destino aspetta il suo principe azzurro; a una festa incontra Sandro, esattamente l'uomo dei suoi sogni. Tuttavia, quando Laura pensa di aver trovato l'uomo giusto incontra Maxime... Nel frattempo, Sandro deve fare i conti con le improvvise stranezze di suo padre Pierre che, imbattutosi in Irma durante un funerale, si è ricordato che anni prima lei gli aveva predetto la data della sua stessa morte e ora non riesce più a fare progetti, né con la nuova compagna Eleonore, né con il figlio... Intorno a loro, gli stessi Maxime ed Eleonore sono alle prese con i propri rispettivi problemi, così come Marianne, Jacqueline e tutti gli altri...
  • Altri titoli:
    Under the Rainbow
  • Durata: 112'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: DCP (1:1.85)
  • Produzione: LES FILMS A4, FRANCE 2 CINÉMA, MEMENTO FILMS PRODUCTION, LA CINÉFACTURE, HÉRODIADE CON LA PARTECIPAZIONE DI CANAL +, CINÉ +, FRANCE TÉLÉVISIONS, MEMENTO FILMS DISTRIBUTION, MEMENTO FILMS INTERNATIONAL, IN ASSOCIAZIONE CON COFIMAGE 23 E API 4
  • Distribuzione: LUCKY RED
  • Data uscita 6 Giugno 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini

“Bisogna essere capaci di controllarsi, non siamo bambini”, dice Jean-Pierre Bacri. Ma in fondo siamo tutti un po’ bambini, cresciuti con le favole di Cenerentola, Biancaneve, Cappuccetto Rosso e così via.
E quale donna non sogna l’arrivo del principe azzurro sul cavallo bianco?
Così Laura (Agathe Bonitzer) pensa di aver trovato finalmente il suo principe azzurro in Sandro (Arthur Dupont). Ma quando un giorno incontrerà Maxime (Benjamin Biolay) andrà in profonda crisi: forse questo principe è meglio?
E’ la storia della divertente commedia dell’attrice e regista francese Agnès Jaoui, che dopo Il gusto degli altri e Così fan tutti, torna in sala riadattando e reinventando le favole nell’epoca moderna e creando una nuova meta-favola moderna dal titolo Quando meno te lo aspetti.
Così si riaffacciano sullo schermo in versione moderna il lupo cattivo (il bel Maxime) che non vuole impegnarsi in una storia seria, il principe azzurro (Sandro), più che un principe una Cenerentola, che si perde una scarpa durante il ballo mentre la mezzanotte rintocca e Cappuccetto Rosso (Laura tutta vestita di rosso) che si perde nel bosco e incontra il lupo. Ma c’è anche (tutti i lavori di Agnès Jaoui sono opere corali): il padre di Sandro (interpretato da Jean-Pierre Bacri compagno della regista che è anche co-sceneggiatore del film) l’antigeppetto o l’orco cattivo che non sopporta i bambini “perché parlano in continuazione”, la fatina di Pelle d’asino-Marianne (interpretata dalla stessa regista), fino alla matrigna di Biancaneve (Fanfan-Béatrice Rosen), una donna ossessionata dall’eterna giovinezza, che non ottiene divorando il cuore delle fanciulle, ma a colpi di bisturi.
E poi ci sono i bambini (tra cui i figli della regista) che stanno preparando una recita a scuola, c’è chi fa la principessa con la treccia ma preferirebbe fare l’albero e chi fa il principe ma si rifiuta di baciare la principessa. Insomma quando meno te lo aspetti arriva una favola moderna che fa rivivere storie di quattrocento anni fa e finisce con un epilogo rinnovato: “e vissero felici e contenti, con qualche sbandamento”, come nella vita. “Felici e contenti” anche noi di vedere questo film!

CRITICA

"Dalla commedia alle fiabe, dalle notazioni pungenti di 'Il gusto degli altri' e 'Così fan tutti', all'ironia un po' facile sulle illusioni e gli autoinganni di cui tutti siamo preda. Il nuovo film di Agnès Jaoui guarda alla Parigi di oggi attraverso una curiosa lente fiabesca. C'è l'ereditiera -principessa che si innamora di un musicista un po' Cenerentolo, la madre-matrigna tutta rifatta, il Grande Tentatore nero-vestito che appare nel bosco, e tutta una serie di segni premonitori, prove da superare, profezie che imprigionano vite e destini. Non c'è invece il guizzo che unifichi tutto in un amalgama irresistibile come i film precedenti della coppia (accanto alla Jaoui c'è sempre il marito-attore-coautore Bacri, ormai identico a Bersani). Ma soprattutto manca un punto di vista preciso. Eppure la soluzione era a portata di mano: i bambini, spettatori e vittime di questi eterni immaturi. Come la piccola figlia di separati che legge solo la Bibbia, si gratta di continuo, dorme col crocefisso. Il personaggio più bello del film. Anche se ha due o tre scene." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 6 giugno 2013)

"Continua la collaborazione fruttuosa tra Agnès Jaoui e Jean-Pierre Bacri: moglie e marito nella vita, coautori per Alain Resnais negli anni Novanta ('Smoking/No smoking', 'Parole, parole, parole'), e poi co-inventori, co-interpreti e lei regista di alcune delle commedie francesi di maggior successo dell'ultimo decennio a partire da 'Il gusto degli altri'. Il tocco leggero ma robusto, divertente non senza un retrogusto amaro, che segna il loro stile (quello che fa la riuscita di una bella commedia) si rinnova in 'Quando meno te lo aspetti'. Variazione sui più tradizionali motivi delle fiabe - salvo il fatto che qui Cenerentola cambia genere e diventa un ragazzo - adattata alla precarietà sentimentale e non solo sentimentale dell'oggi, in un girotondo di relazioni umane che però non si piega al luogo comune del sociologismo che vede tutto nero ma indica una prospettiva, sia pur punteggiata di incerti e punti interrogativi, che nella sorpresa accolta e accettata con filosofia vede il saporito sale della vita. (...) Lo schema infallibile del coro, o meglio del girotondo, si adatta molto bene allo spirito sia lieve che corrosivo - la ferma incredulità, l'esibito ateismo, la testarda diffidenza di Pierre, che però si rivela muro solo apparentemente compatto - di un modo di fare commedia contemporanea in perfetta sintonia con il tempo ma anche dotato di quel tanto di astratto, di ideale, che non può mancare in una commedia brillante come ci insegnano gli insuperati capolavori dell'antica scuola americana. Garbo, deliziose schermaglie, e affilate osservazioni sui comportamenti umani. Sguardo critico e occhio affettuosamente comprensivo. Una bella commedia." (Paolo D'agostini, 'La Repubblica', 6 giugno 2013)

"Una fata con il cappello a cono e una fanciulla nel bosco alla ricerca del principe azzurro! E' materia da fiaba, ma in realtà siamo nel pieno reame artistico della coppia Agnès Jaoui/Jean-Pierre Bacri, lei regista ed entrambi interpreti e sceneggiatori di 'Quando meno te lo aspetti'. Lo scenario incantato e di cartapesta, la fata (la Jaoui) è un'attrice fallita che si guadagna da vivere organizzando recite di bambini, la ragazza è sua nipote Laura (Agathe Bonitzer) che, sulla scia di un sogno, crede di individuare l'anima gemella in uno studente incontrato a una festa (dalla quale sarà lui a fuggire a mezzanotte lasciando la scarpa), salvo poi scoprirsi attratta da un inaffidabile intellettuale. Intorno alla vicenda di Laura, che occhieggiando alla favola ironizza sui cliché dell'amore romantico, si intrecciano i girotondi esistenziali di un piccolo mondo di personaggi - adulti disillusi (fra cui un cupo Bacri, convinto di essere prossimo alla morte), coppie separate, genitori in difficoltà, figli vulnerati - che la Jaoui inscena con finezza psicologica, umorismo e sottile disincanto. Pur meno compatta, la commedia ricorda molto da vicino 'Il gusto degli altri', suo delizioso esordio nella regia." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 6 giugno 2013)

"Ancora un film corale per Agnès Jaoui, come 'Il gusto degli altri' e 'Così fan tutti', sceneggiato anche questo con Jean-Pierre Bacri, con la possibilità, in quel contesto variegato, di continuare a proporsi entrambi come attori, in linea con quella recitazione asciutta ma pur sempre colorita che ce li ha resi ogni volta simpatici. Nel coro su cui tutto il film si costruisce possono distinguersi alcuni caratteri più in primo piano di altri. (...) Un finale dichiaratamente di favola accentuato durante tutto il corso dell'azione dal singolare tentativo dei due sceneggiatori di far immaginare dietro ciascun personaggio altri ripresi da favole celebri, da Cappuccetto Rosso a Cenerentola. Un tentativo poco convincente e del tutto in contrasto con il consueto piglio realistico rispettato finora dalla regista in tutti i suoi film. Per fortuna, a parte un giochetto molto insistito in cui, sotto la guida di un'insegnante metà Fata, dei bambini si rappresentano con ingenuità delle favole colorate, prevale su tutto una concretezza narrativa che non fatica a conquistare per la vivace freschezza della sua esposizione, sostenuta per di più da un'interpretazione attenta e studiata in cifre sempre di cronaca. Pierre è Jean- Pierre Bacri, abile nell'evocare le ansie del finto scettico, Sandro è Arthur Dupont, Laura è Agathe Bonitzer. C'è anche, come sempre, Agnès Jaoui, alle prese però con un personaggio tra i meno incisi." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo Roma', 6 giugno 2013)

"L'attrice e regista Agnès Jaoui rappresenta una certa idea di cinema francese commedia corale, socio-sentimentale, molto parigina, molto scritta e molto «recitata» da un gruppo di attori bravi, anche se a volte «bonfonchiano» troppo. Il suo è un cinema stagionale, quadriennale anzi: 'Il gusto degli altri', film che l'ha resa famosa soprattutto in Italia è del 2000, seguito da 'Così fan tutti' (2004), poi da 'Parlez-moi de la pluie' (2008), inedito per l'Italia, ed ora 'Quando meno te lo aspetti', libera e poco felice traduzione del titolo originale 'Au bout de conte', che invece già fa presagire la dimensione da morale delle favole, un «in fin dei conti» che arriva come un «vissero felici e contenti», solo che il finale di questa favola è meno sospeso e più calato nelle cose mondane. Il riferimento alle favole non è solo un'elucubrazione critica, ma un riferimento chiarissimo, anzi fin troppo dichiarato, quasi fosse una sotto-struttura testuale che sostiene il film e la sceneggiatura in tutti i suoi momenti. In tutti i suoi film, Agnès Jaoui - che è anche un'apprezzata attrice - racconta le intermittenze dei sentimenti e i rapporti sociali in una Francia, spesso parigina, che s'avvolge nel suo umore tipico, a volte frenetico, trasportato da un ritmo incalzante dove ad emergere non è mai una storia ma la coralità di molte situazioni e molti personaggi, tutti presi intorno a un isterico darsi da fare, come spinti da una necessità non sempre manifesta. Questa struttura, molto collaudata, richiede di film in film delle variazioni che sono quasi sempre studiate a tavolino, seppur vissute in una scrittura permeata di quotidiano. La variazione in 'Quando meno te lo aspetti' ha a che fare con le favole. L'idea è che nella società contemporanea persistono dei miti inveterati che permeano l'immaginario collettivo anche inconsapevolmente. Uno di questi, ad esempio, è quello del «principe azzurro», l'amore da favola, cercato come fosse l'aspirazione alla storia perfetta, limpida, alta. Non a caso 'Quando meno te lo aspetti' muove i suoi passi da una narrazione da favola, che presto si scopre essere il racconto di un sogno. E' il sogno del principe azzurro, dell'incontro fatato (...) una delle tante storie che s'intreccia con molte altre e molte altre figure, tutte prelevate dal mondo delle favole, ma adattate al sentimento odierno. E' questo, in fin dei conti, l'esperimento tentato con successo dalla Jaoui: calare l'immaginario di cappuccetto rosso, il principe azzurro, la bella e la bestia, cenerentola nelle minuzie della vita di tutti i giorni, senza rinunciare alla notazione precisa anche di carattere sociologico. Ora, non dovete immaginarvi un film teorico, tutto di testa, un film scritto a tavolino con il manuale di Vladimir Propp sulla 'Morfologia della favola a portata di mano'. La Jaoui, sempre insieme all'ex-compagno e attore Bacri, ama intessere le sue sceneggiature di vissuto, certo del suo vissuto, comunque sempre espressione di uno status e di una categoria sociale tipica e francese. Il risultato, in quest'ultimo caso, è un film un po' faticoso, forse anche confuso da cui si esce con tante suggestioni e poche soluzioni. Ma d'altronde il cinema non serve a dare risposte, ma a creare i presupposti per un più profondo allargamento della coscienza e dell'inconscio." (Dario Zonta, 'L'Unità', 6 giugno 2013)

"La francese Agnès Jaoui firma la commedia corale 'Quando meno te lo aspetti' sugli intrecci sentimentali di alcuni personaggi che sembrano i protagonisti di una fiaba. Ma il meccanismo mostra presto la propria debolezza e il film finisce per non coinvolgere emotivamente lo spettatore." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 6 giugno 2013)

"Piacerà a chi, qualche anno fa, imparò ad apprezzare la pregiata (e coniugata) ditta Jaoui-Bacri, l'unica a tenere alto il nome della commedia francese all'inizio del secolo. Oggi la distribuzione italiana sembra andar pazza per proporre le storie boulevardier, ma la pregiata ditta si esprime sempre a un livello più alto." (Giorgio Carbone, 'Libero', 6 giugno 2013)

"Raffinata, acuta e spassosa commedia in un groviglio di buffi personaggi, quasi tutti infelici. (..) Meglio la prima parte della seconda; grande Jean-Pierre Baca, marito della regista Agnès Jaoui." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 6 giugno 2013)

"Quando meno te lo aspetti, ovvero: le cose della vita. Ma viste con l'occhio privilegiato della favola, genere cui la coppia più intellettuale del cinema francese sembra essersi ispirata per questa sua nuova, deliziosa incursione, appunto, nelle cose della vita. Una lente, quella fiabesca, che consente ad Agnès Jaoui (regista e sceneggiatrice, che si ritaglia anche il ruolo della fatina buona) e a Jean-Pierre Bacri (attore e cosceneggiatore) di guardare benevolmente alla realtà e soprattutto ai personaggi che la abitano. (...) Il tutto in una commedia intelligente e divertente ma, come spesso nei lavori della coppia, con una punta di retrogusto amaro che non guasta anzi, dona all'insieme una sapidità che non nuoce. Le cose della vita, allora, sono al centro di questo delicato girotondo di sentimenti, quelle che accadono, appunto, quando meno te lo aspetti e che ti possono cambiare. (...) un girotondo in cui, come dicevamo, si intrecciano personaggi e caratteri di una variegata commedia umana dove c'è posto anche per riflettere sui propri atteggiamenti verso la vita, la fede, l'amore, la felicità. Una commedia leggera e complessa allo stesso tempo che si gusta perla sua ironia e la felicità dei suoi tocchi leggeri." (Andrea Frambosi, 'L'Eco di Bergamo', 12 giugno 2013)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy