Premonitions

Solace

USA - 2015
2,5/5
Premonitions
Quando l'Agente Speciale dell'FBI Joe Merriwether si ritrova perplesso di fronte ad una serie di omicidi, decide di chiedere aiuto ad un suo ex collega in pensione, medico psicanalista e sensitivo, il dottor John Clancy . Il solitario Clancy, che ha smesso di praticare e si è appartato dal mondo dopo la morte di sua figlia e la successiva fine del suo matrimonio, non vuole avere niente a che fare con il caso, ne usare le sue capacità. Ma, quando ha delle visioni molte violente della giovane collega di Joe, l'agente speciale dell'FBI Katherine Cowles, cambia idea, pensando che queste possano essere anche una sorta di messaggio personale. Quando gli eccezionali poteri intuitivi di Clancy lo conducono sulle tracce di un sospettato, Charles Ambrose, ben presto, il medico si rende conto che il suo "dono" è nulla rispetto agli straordinari poteri di questo assassino in missione.
  • Durata: 101'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Produzione: EDEN ROCK MEDIA, FILMNATION ENTERTAINMENT, FLYNN PICTURE COMPANY, NEW LINE CINEMA, VENTURE FORTH
  • Distribuzione: LUCKY RED/ADLER ENTERTAINMENT (2015)
  • Data uscita 12 Novembre 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Se non ci fosse la trovata della preveggenza a quest'ora parleremmo solo dell'ennesimo copia e incolla da Seven.
Il classico film di serial killer. La solita escalation di delitti manifestati in trame bizzarre di corpi raccapriccianti. La vagonata di indizi poco plausibili. Le notti nere e piovose e poi la luce, che improvvisa si accende tra oscure elucubrazioni di detective. Segno che il cerchio si stringe, la soluzione è vicina, arriverà dopo un crescendo di tensione.
L'abc del filone, prontamente riversato in Premonitions, dove la scena del crimine è meno truculenta del normale - una morte veloce e indolore viene recapitata alle vittime da una mano precisa e un punteruolo gentile -  e la coppia di investigatori (Jeffrey Dean Morgan ed Abbie Cornish) piuttosto mal assortita, perciò immediatamente superata dal terzo incomodo, il premonitore da titolo, interpretato da un distratto Anthony Hopkins.
Vedi Hopkins in un film di serial killer e ti chiedi dove sia Hannibal Lecter. Eccolo nella dinamica da mentore e allieva che Hopkins instaura subito con la bella e brava Abbie Cornish, mentre Jeffrey Dean Morgan scivola via dalla storia lasciandoci un'altra volta perplessi: come fa uno con una faccia così a non avere nemmeno un grammo di carisma? Mistero più inquietante di quello proposto dal film, che Alfonso Poyart dirige in modalità videoclip, facendosi prendere la mano da inserti visivamente pacchiani e stordenti, a discapito di una narrazione compatta in una forma adeguata.
La preveggenza poi è un trucco che in una crime-story dovrebbe essere usato con cautela, senza barare. Avvertenza che Poyart e sceneggiatori ignorano. In compenso conoscono bene l'utilità di un espediente e non si risparmiano nel discettare di questioni morali complesse inerenti la malattia, la sofferenza fisica e l'eutanasia. Un modo astuto per non parlare di suspense.

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURANO ANCHE SEAN BAILEY E ANTHONY HOPKINS.

CRITICA

"Ci esimiamo dal fare il conto di quante volte, tra cinema e serie tv, polizia serial killer e premonizioni abbiano fatto sinergia. Per accettarne ancora una ci voleva ben altro che questo thriller incoerente e magniloquente, il cui regista (il brasiliano Alonso Poyart, novizio a Hollywood ) non risparmia vani esercizi di stile, allineati lungo un montaggio senza vigore. Una volta i nomi in cartellone di Hopkins e Farrell fungevano da garanzia. Oggi il secondo recita a ruota libera, mentre il primo pare fregarsene del tutto." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 12 novembre 2015)

"Vestito quasi sempre di nero, laconico e poco socievole, Anthony Hopkins porta, nella figura del sensitivo John Clancy di «Premonitions», tutto il suo gusto per i personaggi enigmatici e perturbanti. Quasi una mania, coltivata nell'arco della lunga e meritevole carriera di attore teatrale, cinematografico e televisivo , culminata nel 1992 con l'Oscar per il ruolo del cannibale Hannibal Lecter nel «Silenzio degli innocenti». Consapevole di poter fare assolutamente tutto, Hopkins sembra avere un debole per le personalità distorte, abituate a nascondere, dietro calma apparente e citazioni colte, una spaventosa carica di violenza." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 12 novembre 2015)

"Impossibile non ascrivere questo nuovo psycho-thriller con 'vittime seriali' nel filone Anthony 'Dr. Hannibal' Hopkins: dal Silenzio degli innocenti in poi, ogni crime movie con l'attore britannico si posiziona da erede naturale del capolavoro di Jonathan Demme. Cercando dunque le differenze e le attualizzazioni del caso, si scopre la 'trovata' di una sfida tra buono/cattivo alzata dai superpoteri alla stregua di un fumetto Marvel. A 'tenere' il film nel dramma restano il tema del dolore e della morte, in un altalenarsi plausibile e piuttosto scontato. Un guilty pleasure per gli amanti dell'adrenalina." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 12 novembre 2015)

"Piacerà a chi ritiene che mettendo Hopkins, Morgan e la Cornish a caccia di un cattivissimo Colin Farrell e facendo scrivere la storia dall'autore di 'Ocean's Eleven' non puoi fare un brutto film neanche a volere. Ritiene giustamente." (Giorgio Carbone, 'Libero', 12 novembre 2015)

"Si scomoda anche il tema dell'eutanasia per dare un senso a questo pretenzioso thriller. (...) Poteva essere un'idea originale, sfumata, in parte, da un guazzabuglio confusionario." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 12 novembre 2015)

"Senza tregua, ma invece di pistole, invece di spade, pugni o gare automobilistiche è un duello di premonizioni. Chi ce l'ha più potente? (...) Appesantito da un grande attore decano che non ci crede, poggiato su punti di vista a dir poco prevedibili, nonostante qualche involontaria e liberatoria ironia (il versetto biblico che è solo un orario), è un thriller stanco del corto circuito cinema serie-tv (dal 'Premonition' con Goldblum alla filiera di 'Medium'). Era nato come seguito di 'Seven'." (Silvio Danese, 'Nazione - Carlino - Giorno', 13 novembre 2015)

"(...) un thriller all'insegna del paranormale, la curi vicenda evoca delicati temi di attualità, dei quali egli lascia cadere parte delle potenzialità drammatiche. Nonne coglie l'intima complessità e non avvia quindi un esauriente discorso articolato, centrato sul confronto/dibattito fra diverse convinzioni e/o certezze al riguardo dei valori umani e delle istanze etico-morali. (...) Pagine di situazioni intricate si accompagnano a immagini di percezioni paranormali, concertate nella raffigurazione di una trama, che, tra azione e suspense, si snoda verso un finale purtroppo prevedibile e, nella sua concitazione, piuttosto ingarbugliato, dove i numerosi tasselli-chiave (spunti e notazioni) si sistemano in un facile rapido didascalismo. Invasivi gli effetti speciali." (Achille Frezzato, 'L'Eco di Bergamo', 14 novembre 2015)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy