Predestination

AUSTRALIA - 2014
Predestination
Un Agente Temporale viene spedito in una serie di intricati viaggi nel tempo per prevenire o aiutare l'accadimento di alcuni eventi chiave. Rischiando la sua stessa esistenza, nel suo ultimo incarico, l'agente dovrà inseguire un criminale che da sempre continua a sfuggirgli: l'obiettivo è salvare migliaia di vite messe in pericolo dai piani di questo terribile assassino.
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASCIENZA, THRILLER
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA, PANAVISION (1: 2.35)
  • Tratto da: racconto "Tutti voi zombie" (o "Tutti i miei fantasmi") di Robert A. Heinlein
  • Produzione: PADDY MCDONALD, TIM MCGAHAN, PETER E MICHAEL SPIERIG PER BLACKLAB ENTERTAINMENT, WOLFHOUND PICTURES
  • Distribuzione: NOTORIOUS PICTURES (2015)
  • Data uscita 1 Luglio 2015

TRAILER

CRITICA

"Che bello questo thriller fantascientifico che pesca dal filone, pur sfruttato, dei viaggi nel tempo, per ricamare una delle trame più sorprendenti, per colpi di scena, degli ultimi anni. Merito anche della prova convincente di Ethan Hawke (...) sembra roba estiva: invece, resterete, spesso, spiazzati dalla sua imprevedibilità." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 9 luglio 2015)

"Ethan Hawke (...) non sta fermo un attimo in un decennio, ma vaga come in un film di Nolan con budget e fantasia inferiori. Autori i fratelli Spierig che vanno oltre il consentito negli artifici macchinosi della trovata, inseguendo una ulteriore sorpresa che non permette di dire: adesso è finita. Certo che la seduzione del Tempo (...) è irresistibile, una scorciatoia per emozioni che questo genere di fantasy omologa a luoghi comuni, pur con qualche momento di «viaggio» condiviso." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 2 luglio 2015)

"Rivelare troppo della trama di un film è sempre un'indelicatezza; in certi casi, però, diventa un'autentica prepotenza. Sarebbe il caso di questo bel thriller fantascientifico, tratto dal racconto Voi zombi di Robert A. Heinlein che appartenente al repertorio dei viaggi nel tempo. (...) Se il soggetto, pieno di ipotesi futuristiche e di risvolti onirici, sarebbe stato pane per i denti di registi come Christopher Nolan o i fratelli Wachowski, il suo svolgimento è così fitto di colpi di scena, sorprese e ribaltamenti di prospettiva da dare la polvere a qualsiasi altro film dello stesso tipo. (...) il thriller diretto dai fratelli Michael e Peter Spierig costringe lo spettatore all'attenzione più vigile, se non vuole smarrirsi lungo la strada di un universo destrutturato (eppure coerente) che gravita intorno alle personalità multiple di uno stesso personaggio visto in epoche diverse; sfiorando anche da vicino l'antico postulato se la vita - alla fine - non sia altro che un sogno. (...) E veniamo allo stile del film, che è una sorta di moderna 'serie B' messa in scena da due artigiani capaci di modestia; e che - però - al pari di più celebri colleghi del passato sanno usare il genere come terreno di sperimentazione linguistica. Compatibile, tuttavia, con un'estetica accurata che, progetta attentamente i 'piani' e ne valorizza la qualità mediante la bella fotografia di Ben Nott. Un'avvertenza per chi identifica il cinema di fantascienza con gli effetti speciali. I fratelli Spierig non hanno speso molto in trucchi tecnologici (...) mostrano di non averne bisogno, affidandosi di più agli effetti di racconto e all'effetto-sorpresa. Piccolo per dimensioni produttive, insolito e pieno di talento, ecco un oggetto filmico da scoprire." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 2 luglio 2015)

"Appartiene al genere fantascientifico-concettuale, quel sofisticato filone in cui, invece di porre l'accento su mostri alieni in procinto di invadere e distruggere la Terra, si preferisce imbastire storie centrate su tematiche filosofiche che attengono alla natura umana, la sua fragilità, il peso del fato, l'esistenza di dimensioni altre. (...) un 'agente temporale' piomba nel passato per impedire un attentato terrorista. Borsalino e impermeabile alla Marlowe/Bogart, è Ethan Hawke a conferire inquieta personalità a questo uomo che da chissà quanto viaggia nei secoli (...) Sarah Snook - un'inedita, interessante giovane attrice di Adelaide (Australia) - si rivela il fulcro di un puzzle temporale a tratti intricato al limite del cervellotico. Tuttavia Michael e Peter Spierig, gemelli australiani che hanno per ora all'attivo due zombie-movie, impaginano la vicenda con eleganza retrò, mescolando cupe atmosfere da noir classico a flash visionari nello stile del Terry Gilliam di 'L'esercito delle 12 scimmie'; e provvedendo a mantenere teso il ritmo e desta l'attenzione." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 2 luglio 2015)

"Dopo mezz'ora lo spettatore comincia a chiedersi: cosa c'entra la caccia all'uomo colle vicende di un cambio di sesso? C'entrano, c'entrano, il film è puntigliosamente (e un po' sadicamente) costruito come un puzzle, ma tutti i pezzi combaciano alla fine. Lo giuriamo. Piacerà. Eccome, a patto che non lo prendiate come uno dei soliti film sui viaggi nel tempo (a viaggiare ci hanno provato e con discreto successo, Denzel Washington e Jean Claude Van Damme) ma come una pellicola di quelle che piacciono a Christopher Nolan ('Memento' e 'Inception'). (...) Qualcuno obietterà: ma gli australiani Michael e Peter Spierig non sono mica Nolan (e per evidenziare il divario ricorderanno 'Daybreakers', horror non proprio eccezionale di qualche anno fa). Beh, i fratelli degli antipodi non sono Nolan (del resto pochi lo sono, di questi tempi) ma il loro mestiere lo sanno. Alle prese con una vicenda volutamente intricatissima, sanno prendere saldamente per mano lo spettatore, impedendogli di perdersi nelle sottotrame o quel che è peggio di annoiarsi. Eppoi, tanto di cappello come direttori d'azione, come manovratori di suspense, bravissimi a mettere in moto l'adrenalina, quando le molte parole rischiano di deviare l'attenzione dal discorso principale." (Giorgio Carbone, 'Libero', 2 luglio 2015)

"(...) un intrigante thriller australiano in condominio con la fantascienza. (...) I ripetuti colpi di scena compensano un ritmo non sempre da Formula 1. Una bella sorpresa." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 2 luglio 2015)

"'Predestination' (...) martella il suo rebus e al fondo della matrioska non c'è l'aspirina. Restano lembi spessi di mistero uniti alla seduzione dell'intrigo e all'affascinazione della sua messa in scena, aperta a più interpretazioni, dal semplice (ma egualmente complicato) intrattenimento avventuroso alla sociologia, alla filosofia, alla genetica e alla teologia. Non scoraggiatevi, perché 'Predestination' merita una visita in sala, con il solo avviso ai naviganti-spettatori: si troveranno di fronte ad un puzzle che i fratelli Peter e Michael Spierig hanno tratto da un racconto, 'Tutti i miei fantasmi', di un maestro del genere come Robert Anson Heinlein ('Starship Troopers'). Il resto dovranno decifrarlo dallo schermo senza l'aiuto di mappe e bussole che, in verità, rischierebbero di convergere in un vicolo cieco. (...) gli Spierig con la macchina da presa hanno inoculato il paradosso dello spostamento temporale, una vera e propria maledizione per la logica che, infatti, deve essere sospesa come l'incredulità. In una simile dimensione c'è sempre qualcosa che non torna, ma non è necessario prendere pieno possesso del labirinto e individuare ogni via di fuga. L'essenziale è che la formula narrativa da 'b movie' in confezione smaltata riesca a imprigionare con i suoi personaggi, come la Madre Nubile, fantasmatici eppure di carne ed ossa, di sofferenza, di speranze e delusioni, di aspirazioni e di maternità soffocata in una spirale d'identità cangianti, della quale è impossibile recuperare una rotta senza infrangere segreti. 'Predestination' è la rappresentazione di più cicatrici che scaturiscono da metafore combinate: il destino, il libero arbitrio, la manipolazione chirurgica dei geni, l'ermafroditismo, il macigno del Potere, la paura e il rifiuto della diversità, il tormento di dover rispondere sempre all'interrogativo di base ('chi sono, chi sei, chi sono gli altri?') con il rischio di approdare ad una risposta che spaventa. (...) E se Ethan Hawke è un antieroe funzionale, la vera gemma è l'interpretazione di Sarah Snook (...) nella sua valenza di Adamo e Eva cacciati dall'Eden. Doppia? Forse, tripla." (Natalino Bruzzone, 'Il Secolo XIX', 29 giugno 2015)
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