Poeti

ITALIA - 2009
Poeti
Biagio Propato e Salvatore Sansone, amici ed entrambi poeti, si incontrano per caso una mattina nel cimitero acattolico, mentre stanno cercando ispirazione sulla tomba di Gregory Corso. Si ritrovano così a parlare del mondo contemporaneo con il suo immenso e terribile potere di cancellare tutto ciò che è "poesia". E non sarebbe bellissimo, si chiedono, se si ripetesse l'evento eccezionale del 1979, quando poeti da tutto il mondo si diedero appuntamento a Castelporziano? Sarebbe proprio questo il loro sogno nel cassetto: radunare tutti i "colleghi" che vivono nella capitale per un Grande Reading e fare di Roma la capitale della Poesia.
  • Altri titoli:
    Poets
  • Durata: 69'
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: DONATELLA PALERMO, MARIO FIORITO E TONI D'ANGELO PER 13 DICEMBRE

NOTE

- IN CONCORSO ALLA 66MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2009) NELLA SEZIONE 'CONTROCAMPO ITALIANO'.

CRITICA

Dalle note di regia: "Non so niente di Poesia. Questo era il punto di partenza quando una notte mi sono trovato a bere una birra in un pub scantinato dove improvvisamente le persone attorno al mio tavolo hanno iniziato a recitare poesie. Bellissime. Da quel momento ho deciso di imbracciare una telecamera ed andare a curiosare per capire cosa si nasconde dietro la sacra parola Poesia. (...) Il mio obiettivo come regista è quello di raccontare la poesia dell'altro, quella nascosta, metropolitana, lontana e sconosciuta alle antologie e quella ufficiale e più conosciuta. Ma soprattutto è quello di raccontare Roma in una poesia di immagini e parole accompagnato nelle sue strade dalle ombre dei miei protagonisti poeti: Biagio Propato e Salvatore Sansone".

"Le parole dei poeti si fanno largo, superano anche il caos della città e il silenzio del tempo: Toni D'Angelo nel suo bellissimo 'Poeti' ci attornia di compagni di strada non ad alleviare la pesantezza dei tempi, ma a vigilare per non perderle quelle intuizioni e quei verbi, proprio come suggeriva Truffaut, ripeterli e conservarli. (...) I due Virgili svelano il luogo dove riposa Dario Bellezza, incontrano le voci che si fanno largo oltre il frastuono incessante dello scorrimento veloce e degli ingorghi (Silvia Bove, Cony Ray, Lidia Riviello, Gabriele Peritore, Giovanni Minio, Domenico Alvino) e offrono il passato come un diamante sorprendente, danno la voce a quelli che dal sud hanno scelto Roma, come il calabrese Dante Maffia ('Il romanzo di Tommaso Campanella'), Vito Riviello ('Assurdo e familiare'), quelli che hanno ricevuto allori e che un tempo erano anche autorevoli presenze sullo schermo televisivo, come Luciano Luisi, Elio Pecora, Maria Luisa Spaziani o la brasiliana Marcia Teophilo, autorità da premio Nobel. Nei paesi latinoamericani i poeti sono nominati ambasciatori, in Italia vengono talvolta assassinati non certo misteriosamente e la ripresa dell'orazione di Moravia su Pasolini che in questi giorni abbiamo già visto nel film di Jalongo mette dei punti fermi nella nostra storia. O si lasciano morire abbandonati nelle loro stanze, come Sandro Penna che rivediamo dal film di Schifano. Sulle tracce degli inglesi, in bicicletta, al foro o in metropolitana, si finisce nel momento chiave delle notti di Castelporziano con le sue estasi e le cialtronerie, dove l'angelo Vitolo che si era guadagnato un soprannome di libertà (Cavallo) conduceva come un direttore d'orchestra gli eventi, in prima fila a portare lo striscione studentesco, vita vissuta senza reticenze, poesie scritte sul retro delle schedine, sui foglietti sparsi, sulla viva corteccia cerebrale dei suoi compagni di strada che restano." (Silvana Silvestri, 'Il Manifesto', 12 settembre 2009)
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