Planet 51

GRAN BRETAGNA, SPAGNA - 2009
Per i verdi abitanti del Pianeta 51 la giornata è iniziata sotto il segno della tranquillità, ma ben presto diventano gli sfortunati testimoni di un drammatico evento: l'arrivo di una navicella spaziale con a bordo il capitano Charles 'Chuck' Baker, un astronauta terrestre. Il panico dilaga, e non solo per i residenti terrorizzati all'idea di un invasione aliena, ma anche per Chuck, convinto di essere atterrato su un pianeta disabitato. Con l'aiuto del giovane autoctono Lem e del suo robottino 'Rover', programmato per ritrovare Chuck in qualsiasi caso, l'astronauta cercherà di sfuggire alla cattura e tornare alla sua navicella spaziale prima di diventare parte della collezione permanente esposta al 'Museo degli Invasori Alieni del Pianeta 51'.

CAST

NOTE

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: DWAYNE JOHNSON (CAPITANO CHARLES 'CHUCK' BAKER), SEANN WILLIAM SCOTT (SKIFF), JESSICA BIEL (NEERA), JUSTIN LONG (LEM), GARY OLDMAN, JOHN CLEESE.

CRITICA

"'Placet 51' è una sorta di ET capovolto, che tiene presente - per gli accompagnatori in età avanzata dei piccoli spettatori - i luoghi comuni della fantascienza più interessante, quella degli anni Cinquanta, dove il messaggio politico era coperto dalla patina della catastrofe. I bambini non se ne renderanno conto; e nemmeno gli adulti che non siano cresciuti nei cinema. Se ne accorgeranno i critici e ci vuol poco per renderli conniventi a colpi di nostalgia. Non è un caso nemmeno se l'anno evocato dal numero del pianeta è quello del culmine del maccartismo, favorito dalla guerra di Corea. Come il cinema noir, il cui apice è raggiunto alla fine degli anni Quaranta, il cinema di fantascienza ha allineato luoghi comuni di grande fascino. Uno dei più radicati, fino a diventare realtà per generazioni di (allora) piccoli spettatori, e che nelle villette con giardino dei sobborghi metropolitani statunitensi albergasse la serenità, in confronto alle rovine delle metropoli europee, dove albergava ancora la disperazione. Privato di questi risvolti, 'Planet 51' perde gran parte del suo fascino. Se i bambini escono comunque contenti, è per il lieto fine, oltre perché i timori di un tempo sono in fondo i timori di sempre." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 20 novembre 2009)

"Siamo nell'operazione film più merchandising, una serie di giochi, mercerie e forse lingerie, ma soprattutto fascicoli e libri. In attesa che la fantasia minorenne dia la patente dell'Evento. Per ora comunque è assai divertente." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 20 novembre 2009)

"Spiritosa la parodia, condivisibile il messaggio: ricorda che l'ignoto potremmo essere noi." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 20 novembre 2009)

"Mille citazioni tra cui 'Ultimatum alla Terra', 'L'invasione degli ultracorpi', 'Wall-e' (Chuck possiede un robottino simpatico e intraprendente), 'Solaris' (il giovane indigeno che lo aiuta si chiama Lem come lo scrittore ucraino) e 'Ritorno al futuro' (la cittadina anni '50 rivisitata e corretta). Per grandi e piccini. Viva l'animazione di oggi." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 20 novembre 2009)

"Come un ET a rovescio, l'invasore braccato è nascosto da un ragazzino appassionato di astronomia. E saranno perigliose (dis)avventure libertarie. Con ispirato spirito fanta/elvisiano, una coproduzione anglo/spagnola ci riporta agli happy days d'oltreoceano. Trionfano: amicizia, tolleranza, fiducia in se stessi e abili attimi retrò che suscitano simpatia nei più piccoli e spingono gli adulti a nostalgici sorrisi: su 'Planet 51' piovono pietre e i cagnolini sono come l'Alien di Ridley Scott. Ma c'è un cuccioloso robottino che scodinzola tra sassi e lampioni sulle note di 'Singin' in the Rain'. Bella gag, dammi il 4!" (Alessio Guzzano, 'City', 20 novembre 2009)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy