Pinuccio Lovero Yes I can

ITALIA - 2012
4/5
Pinuccio Lovero Yes I can
Pinuccio Lovero ha finalmente ottenuto un contratto a tempo indeterminato come becchino nel cimitero di Bitonto, ma gli manca la celebrità ottenuta grazie a "Sogno di una morte di mezza estate". Per tornare alla ribalta decide allora di candidarsi alle elezioni comunali del paese, con un programma a dir poco 'cimiteriale'...
  • Durata: 72'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO, DOCUFICTION
  • Specifiche tecniche: HD, DCP
  • Produzione: PAKY FANELLI, PIPPO MEZZAPESA, GREGORIO PAONESSA, INES VASILJEVIC PER FANFARA FILM, VIVO FILM, IN COLLABORAZIONE CON WAKEUP
  • Distribuzione: MICROCINEMA (2014)
  • Data uscita 15 Maggio 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Becchino per vocazione, Pinuccio Lovero ha iniziato a lavorare nel cimitero di Mariotto, alle porte di Bitonto: per quasi un anno, il suo primo, nessuno è morto. L'avevamo conosciuto alla Mostra di Venezia nel 2008, con Pinuccio Lovero – Sogno di una morte di mezza estate diretto da Pippo Mezzapesa: forte di uno slogan inesorabile (“Riporterò la morte a Venezia”), trovò notorietà, tv (Bonolis et alii), ma non è durata abbastanza, almeno per le ambizioni di Pinuccio.
Cinque anni dopo, è tornato: al festival di Roma (Prospettive Italia), con Pinuccio Lovero Yes I Can, sempre diretto da Pippo Mezzapesa. Ma ancor prima la novità è un'altra: Pinuccio è sceso in politica, per un posto di consigliere comunale a Bitonto, nella lista di SEL (speciale partecipazione di Nichi Vendola). Decisamente cimiteriale il programma: più loculi (lui dice “oculi”), fontane, verde e pulizia al camposanto, e uno slogan - lui dice “logan” - che non lascia scampo: “Pensa al tuo domani”.
Affiancato dalla fidanzata Anna, che sta per sposare e da cui vorrebbe tanto un figlio, e dagli amici-colleghi del cimitero, Pinuccio fa campagna elettorale: volantini a mo' di santino, il carro da morto per diffondere il messaggio elettorale per le vie di Bitonto (i gesti apotropaici si sprecano…), e via dicendo. Lo conosciamo bene Pinuccio, tra ambi secchi e santi devoti, la banda del paese e le processioni, soprattutto, la voglia di farcela in politica, con un programma che più glocal non si può: sistemare il cimitero per sistemare tutto e tutti. Ci crede, Pinuccio, ma ce la farà?
Una cosa è certa, siamo i benvenuti alla morte della politica, perché Pippo Mezzapesa passa in rassegna anche altri candidati: al confronto, l'attore-becchino prestato alla politica sembra un gigante. Una cosa però è in comune: tutti fanno morire dal ridere, e l'aspetto docu prevale sempre sulla fiction, questo è il bello.
Non mancano implicazioni socio-politiche e interessanti riflessioni sulla caducità e illusorietà della celebrità, soprattutto, non manca una comicità contagiosa, inesorabile, ghiotta: davvero, si muore dal ridere, come mai a questo settimo festival di Roma. Dunque, grazie Pinuccio, grazie Mezzapesa, che fa ancora meglio di quattro anni fa, e un messaggio alla distribuzione: chi avrà non il coraggio - non serve - ma l'intelligenza di portarcelo in sala? Del doman non v'è certezza, già… 

NOTE

- FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI-DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA.

- IN CONCORSO ALLA VII EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2012) NELLA SEZIONE 'PROSPETTIVE ITALIA-DOCUMENTARI'.

CRITICA

"Cinque anni fa era stato un colpo geniale il documentario mediometraggio 'Pinuccio Lovero - Sogno di una morte di mezza estate'. Dove con molta originalità Pippo Mezzapesa componeva uno spaccato di provincia del Sud attraverso questo personaggio esuberante di Pinuccio (...). 'Pinuccio Lovero Yes I can' tenta di rilanciare il personaggio e l'umorismo nero della prima volta in un film vero. Dove Pinuccio, che non si dà per vinto, si presenta alle elezioni municipali (...), naturalmente con un programma 'cimiteriale. Lo slogan è 'Pensa al tuo domani' e il programma prevede oltre che più loculi (...) soprattutto fontane, panchine e comfort manco si trattasse di un parco dei divertimenti. Tra Checco Zalone e Cetto LaQualunque, simpatia un po' folle, ma non c'è misura e non c'è film." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 15 maggio 2014)

"(...) palesi le implicazioni socio-politiche del caso Lovero, contagiosa e irresistibile la sua comicità funebre, un film per seppellire a colpi di risate la Casta e i suoi derivati. Fatevi sotto, ne vale la pena!" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 15 maggio)

"La locandina del film(ino) avverte: «Morirai dalle risate». Difficile, toccando ferro, che accada: perché l'umorismo resta nelle intenzioni. (...) Una storiella che sbeffeggia la politica e, se non altro, ha il merito di non alzare la voce." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 15 maggio 2014)

"Pinuccio il ritorno. Come X-Men e l'Uomo Ragno. Superpoteri: terza media, becchino ispirato, innocenza politica e fiducia nell'onestà dei sogni. Ma non vince, smaschera: un meridione localista metafora d'Italia, svuotato di senso e concretezza fino al grottesco, involuto in un linguaggio sociale che allucina il potere come conquista privata di pro loco se non di appartamento, il proprio. Sequel del fortunato documentario sul giovanottone che voleva diventare 'custode a livello cimiteriale', accolto qualche anno fa nei talk show di Bonolis e Magalli, Lovero decide di 'scendere in campo', ma anche in camposanto, per difendere i valori di una buona gestione di loculi e tombe, nella scorsa kermesse elettorale. Accompagnato dalla cinepresa di Mezzapesa, che combina taglio biopic americano e spirali vernacolari (esilaranti certe riunioni in barese marziano o gli autoritratti di impensabili candidati) (...). Siamo vicini al dadaismo comico di Karl Valentin. Ma no. Siamo noi. " (Silvio Danese, 'Nazione - Carlino - Giorno', 16 maggio 2014)

"Il becchino di Bitonto, che ebbe un quarto d'ora «warholiano» di popolarità a Venezia nel 2009 in un film invisibile di Mezzapesa, torna a dare il suo contributo alle europee nel racconto di una campagna elettorale che parte dal suo posto al Camposanto (vedi Totò...) per cui entra nelle file di Sel, con l'ironico volto di Vendola. I bersagli sono noti, partendo dalla tv, ma alla fine pare una versione seria del politico trash di Albanese." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 22 maggio 2014)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy