PIERPIN

ITALIA - 1935
La giovane attrice Pierpin, dopo un trionfale successo, non riesce più a conquistare il pubblico. Ella confessa alla sua capocomico che nella sera del trionfo non recitò, ma visse la propria parte perché ella, come il dramma rappresentava, era la figlia naturale del drammaturgo. La cosa viene confidata al celebre scrittore il quale, costretto dalle esigenze sociali, essendo già sposato, non può riconoscere la propria figlia illegittima. Ma la aiuta nascostamente aprendo tutte le vie alla carriera letteraria del suo giovane fidanzato. Quando però sa di essere divenuto nonno, l'uomo non può resistere e corre ad abbracciare il nipotino e la propria figlia.

CAST

CRITICA

"Il soggetto non ha avuto un esito migliore a causa dell'eccessiva ingenuità - chiamiamola pure così - che pervade il lavoro. La regia di Coletti non è stata abbastanza efficace da far risaltare i singoli personaggi e dar loro un carattere personale. Inoltre, e ciò è veramente riprovevole, il montaggio è disastroso. Luigi Carini si affanna a far del suo meglio con la Zacconi: ambeduere lottano contro l'obiettivo che ha cercato di riprenderli in quanto mai inopportuni primi piani." (A. Profili, "La Tribuna", 7 giugno 1936)
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