Perdita Durango

MESSICO, USA, SPAGNA - 1997
Perdita Durango
Perdita Durango e il suo demoniaco amante Romeo rapiscono due ragazzi, Duane e Estelle, portandoli a Las Vegas...
  • Altri titoli:
    Dance with the Devil
  • Durata: 136'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2.35) - ARRIFLEX
  • Tratto da: romanzo "59 Degrees and Raining: The Story of Perdita Durango" di Barry Gifford
  • Produzione: CANAL + ESPANA - INSTITUTO MEXICANO DE CINEMATOGRAFIA - LOLAFILMS - MIRADOR FILMS - OCCIDENTAL MEDIA CORP. - SOGETEL S.A.
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE (2005)
  • Vietato 14
  • Data uscita 24 Giugno 2005

CRITICA

"Un film di otto anni fa, mai uscito in Italia, e proposto adesso contando sulla attuale popolarità di Javier Bardem e sulla notorietà di Alex de la Iglesia, l'autore spagnolo quarantenne di 'Azione mutante' e di altri film appartenenti alla tradizione 'nera' del cinema spagnolo. (...) Tratto dal romanzo di Barry Gifford e da lui stesso sceneggiato con autentica sapienza." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 24 giugno 2005)

"'Ho un personaggio per te. Ha le sopracciglia unite'. David Lynch a Isabella Rossellini poco prima di 'Cuore selvaggio' (1990), trionfo a Cannes in cui la Rossellini recita il piccolo ruolo di 'Perdita Durango', fascinosa criminale con le sopracciglia alla Beppe Bergomi. Barry Gifford, scrittore da cui 'Cuore selvaggio' è tratto, le dedica nel 1997 un romanzo che nello stesso anno diventa 'Perdita Durango', secondo film di Alex de la Iglesia, ora affermato ('Crimen perfecto') ma all'epoca quasi esordiente. Avevamo perduto Perdita. A voler essere precisi 'Perdita Durango', da noi dopo 8 anni rispetto al mondo, è più un secondo adattamento da Gifford che non uno spin-off da Lynch. Qui vediamo Perdita (Rosie Perez) innamorarsi in Spagna di Romeo (Javier Bardem), psicopatico con velleità stregonesche. I due approdano negli Usa, rapiscono una coppia di yankee, guidano un camion pieno di feti umani, uccidono chi si oppone e fanno l'amore il più possibile. Sesso, sangue, deserto, ironia e magia nera. Divertente, ma non portateci vostra nonna. Rosie Perez all'epoca era la star e Bardem, qui geniale soprattutto quando muore citando Vera Cruz di Aldrich, faceva la spalla. Qualcosa è cambiato." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 24 giugno 2005)

"Prima ancora che un film 'Perdita Durango' è una stravaganza. Ampiamente premiata. (...) Ognuno è al suo posto, mentre tutto intorno scorre sangue a fiumi, si compiono nefandezze inenarrabili e talvolta inguardabili per chi non sia disposto a reggere, per esempio, la necrofagia. Ma non crediate che in questa coproduzione tra Messico, Spagna e Stati Uniti ci siano solo efferatezze, esiste anche la nostalgia e sentimenti delicati, come la rievocazione che Romeo fa del primo film che ha visto su uno schermo non proprio stabile: 'Vera Cruz'. Con Burt Lancaster che viene seccato da Gary Cooper. Immagine suggestiva che viene ricostruita nel finale per integrarsi perfettamente con il racconto. Vite che scorrono sul filo del rasoio, nomi che riecheggiano destini segnati, amori strappati a forza di disperazione, e tutto che finisce nell'azzardo di Las Vegas, capitale dell'irrealtà. A confronto Hollywood è un mondo concreto. Le luci dello strip della cittadina del Nevada illuminano uno scenario che non esiste, se non come scenografia dell'illusione. E 'Perdita Durango' non poteva che terminare il suo viaggio in questo luogo di anime perse." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 1 luglio 2005)
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