Pasqualino Settebellezze

ITALIA - 1976
Pasqualino Settebellezze
Pasqualino Settebellezze è un giovane camorrista napoletano che sa che, per assicurarsi una posizione, deve compiere una qualche "impresa" che gli assicuri "rispettabilità" tra i malavitosi. Vigliacco di natura, dopo avere affrontato inutilmente l'uomo che ha ingannato sua sorella Concetta e l'ha costretta a prostituirsi, in un secondo scontro lo uccide casualmente. Impaurito, ne fa a pezzi il cadavere e lo spedisce in tre valigie. Scoperto, processato e condannato al manicomio criminale per 12 anni, esce da Aversa come volontario allo scoppio della II Guerra Mondiale. Fuggito dalla Russia insieme all'amico Francesco, finisce in un lager. Qui conosce l'anarchico spagnolo Pedro e assiste alle brutture naziste. Per salvarsi, finge ardente amore per la Hilde, la kapò del campo e si guadagna lui stesso la posizione di Kapò. Per sopravvivere, però, è costretto a uccidere il suo amico Francesco. Liberato dagli Alleati, torna finalmente a Napoli dove l'attende un'altra sorpresa...
  • Altri titoli:
    Seven Beauties
    Pasqualino: Seven Beauties
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, GUERRA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICO, TECHNICOLOR
  • Produzione: MEDUSA
  • Distribuzione: MEDUSA - PENTAVIDEO, MEDUSA VIDEO (PEPITE)

NOTE

- NEL FILM SONO INSERITI STRALCI DI CINEGIORNALI DEGLI ANNI TRENTA E QUARANTA IN CUI APPAIONO BENITO MUSSOLINI E ADOLF HITLER.

- CANDIDATO ALL'OSCAR PER IL MIGLIOR FILM STRANIERO (1976).

- PRESENTATO AL 72. FESTIVAL DI CANNES (2019) NELLA SEZIONE 'CANNES CLASSICS'.

CRITICA

"Ritrattista in gran vena, la Wertmüller dipinge Pasqualino e i comprimari con colori vivaci e taglienti, e descrive i luoghi - siano quelli partenopei, spiritosi e pittoreschi, siano quelli dell'inferno nazista, venati di echi danteschi - con schietta forza evocativa." (Giovanni Grazzini - "Cinema '75")

"Un film altalenante fra commedia, farsa e tragedia dove comunque il gusto del grottesco della Wertmuller si fonde bene con la materia trattata ed evita così le cadute di tono dei suoi altri suoi film." (Paolo Mereghetti -"Dizionario dei film")

"[...] Questo Pasqualino napoletano verace, che giocoforza deve sottostare a tutta una serie di codici e di regole morali che il 'milieu' dei bassi gli impone, sembra uscito dalle pagine di Raffaele Viviani, così come il suo attaccamento alla vita, il suo imperativo categorico fissato nel 'tiramme a campà', ricorda molti personaggi di Eduardo. Ma la coppia Giannini-Wertmüller smorza questo felice stadio iniziale, da una parte con una recitazione eccessivamente caricata e costantemente sopra le righe, dall'altra con una cornice dove l'appariscenza e l'esteriorità della messa in scena sovrastano lo sviluppo psicologico-narrativo del personaggio fin dal suo abbozzo e dalla fase embrionale, rovesciandogli sopra quintali di smalto lucente e di contorni fiammanti che portano le firme di Enrico Job e Tonino Delli Colli". (Enzo Natta, "La Rivista del Cinematografo", 2, 1976).
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