Parker

GRAN BRETAGNA - 2013
Parker
Parker, ladro professionista dal rigido codice etico, mette a segno un colpo spettacolare mettendo a ferro e fuoco un'intera città. Tuttavia, i suoi complici non intendono dargli la sua parte, ma vogliono usare il bottino per finanziare un altro colpo. Parker rifiuta e la banda tenta di ucciderlo senza successo. Soccorso e riabilitato, Parker deciderà quindi di mettere in atto la sua vendetta con un ambizioso piano criminale in cui sarà coinvolta anche la bella Leslie Rogers...
  • Durata: 118'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE
  • Tratto da: romanzo "Flashfire. Fuoco a volontà" di Richard Stark (alias Donald E. Westlake) (ed. Sonzogno)
  • Produzione: LES ALEXANDER, JONATHAN MITCHELL, STEVE CHASMAN, TAYLOR HACKFORD, SIDNEY KIMMEL, MATTHEW ROWLAND PER ALEXANDER/MITCHELL PRODUCTIONS, CURRENT ENTERTAINMENT, SIDNEY KIMMEL ENTERTAINMENT, IN COPRODUZIONE CON ANVIL FILMS
  • Distribuzione: INDIE PICTURES (2014)
  • Data uscita 8 Maggio 2014

TRAILER

CRITICA

"Non c'è film con Jason Statham dove l'attore britannico non debba vendicarsi di qualcuno. In questa testosteronica 'serie B', tratta da un romanzo di Donald Westlake, Statham è Parker, fuorilegge sì, però dotato di un codice etico rigoroso: non approfittarsi dei più deboli, non fare del male agli innocenti ecc. (...) Capelli rasati e aria da duro, l'eroe muscolare delle serie 'Transporter' e 'I mercenari' compare mediamente in due film per anno e si è da tempo guadagnato un pubblico di fan. I quali sanno bene cosa aspettarsi da lui: un atteggiamento calmo, quasi flemmatico, ma pronto a sfociare in esplosioni di rabbia violenta, micidiale per i suoi nemici. Anche questa volta Statham rifà se stesso, in un actioner che segna due ritorni: del regista Taylor Hackford, in altri tempi ('Ufficiale e gentiluomo', 'L'avvocato del diavolo') sulla cresta dell'onda, e di Jennifer Lopez, ultimamente più impegnata come cantante che sullo schermo." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 8 maggio 2014)

"Dal romanzo 'Flashfire: fuoco a volontà' (2000) di Donald E. Westlake, ecco Parker, protagonista di una saga letteraria lunga 46 anni, che vanta già due approdi al cinema: 'Payback' con Mel Gibson e 'Senza un attimo di tregua' con Lee Marvin. Statham non li vale, e qui si sta nel genere (crime thriller) con un piedino nel B-movie: 'Parker' mantiene l'evasione che promette, senza meritare fischi né applausi. Eppure, dà a Jennifer Lopez la battuta della vita: 'Non ho mai avuto una possibilità, vero?'. Ci piace pensare che si rivolgesse al cinema." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 8 maggio 2014)

"'Parker' non sarebbe un thriller da buttare via, se non fosse preceduto da prototipi ingombranti. Si tratta, in effetti, dell'ennesima incarnazione del tostissimo rapinatore omonimo, già collocato nel pantheon del genere dal cult-movie 'Senza un attimo di tregua' e svariate repliche come 'Payback', a suo tempo inventato dalla criminogena penna di Richard Stark, uno degli pseudonimi del grande giallista D. E. Westlake. (...) Il veterano Hackford si rimette dietro la macchina da presa con la necessaria dote d'esperienza 'action', amputata, però, di qualsiasi minimo fremito di coinvolgimento stilistico." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 8 maggio 2014)

"Del personaggio di Parker, creato, nel '62, da Donald Westlake (con lo pseudonimo di Richard Stark), il cinema ha saccheggiato parecchio. L'ultimo a impersonarlo, in ordine di tempo, sul grande schermo fu il Mel Gibson di 'Payback - La rivincita di Porter', anche se, per una questione di diritti, solo ora il rapinatore antieroe (ma con un proprio codice morale) arriva nelle sale con il suo vero nome. Tanto da metterlo nel titolo, quasi a rimarcare la novità rispetto al passato. Traendo spunto dal romanzo 'Flashfire' (e non dal solito 'Anonima carogne' che iniziò il filone), si ritrovano, qui, tutti gli stilemi della saga parkeriana, quelli, cioè, del criminale malmenato che non muore e si vendica, sempre per assecondare quel senso di giustizia che fa a pugni con il suo grilletto facile. E chi meglio di Jason Statham poteva dare il volto e il fisico a questo, a suo modo, affascinante cattivo che velocemente incontra i favori del pubblico in sala, grazie a un'ironia e a un codice di comportamento inusuali? (...) L'azione ha una parte importante nel film e non delude. Ciò che stona un po', invece, è la pseudo deriva sentimentale che fa capolino nella seconda parte, forse per allungare ulteriormente (e inutilmente) il brodo e accontentare le signore al seguito. Poco male, perché il finale rende giustizia all'adrenalinico antieroe." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 8 maggio 2014)
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