PANTALEON E LE VISITATRICI

PANTALEON Y LAS VISITADORAS

SPAGNA, PERU' - 1999
Il capitano Pantaleón Pantoya viene chiamato a eseguire una missione difficile e top secret: organizzare un servizio ambulante di 'visitatrici', un gruppo di ragazze pronte a soddisfare i bisogni sessuali dei soldati stanziati nella giungla amazzonica. Il servizio riscuote un gran successo e lo stesso Pantaleón rimane vittima del fascino di una delle ragazze, la Colombiana, finché un giornalista scopre il tutto e inizia una campagna diffamatoria che sconvolgerà la vita dell'efficiente capitano.

CAST

CRITICA

"Fra satira del militarismo latinoamericano e sexy-commedia dell'assurdo, 'Pantaléon e le visitatrici' aggiorna il romanzo di Mario Vargas Llosa (1973, in piena dittatura) a colpi di cellulari e computer. Ma il film di Francisco J. Lombardi conserva un amabile tono da ballata popolare d'altri tempi. E umanizza il suo eroe, capace di distribuire riviste porno ai soldati 'per accelerare le erezioni e ottimizzare le prestazioni', rendendolo vittima del suo stesso zelo. Da uno spunto non lontano (ma autobiografico) di Ugo Pirro, Zurlini trasse nel '65 'Le soldatesse'". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 29 novembre 2002)

"La qualità della confezione non è eccezionale (regia piuttosto classica, mediocre qualità cromatica); però la morale della favola colpisce dritto nel segno. Senza bisogno di sottolinearlo con proclami o invettive, il film traduce sotto gli occhi dello spettatore i termini della retorica ufficiale ('disciplina', 'senso del dovere') in 'autoritarismo', 'opportunismo', 'ipocrisia'. E se il finale, catartico e un po' consolatorio, non è all'altezza delle premesse, il messaggio di Vargas Llosa arriva lo stesso forte e chiaro". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 29 novembre 2002)

"A girarlo come è scritto il romanzo avrebbe reclamato l'invenzione stilistica e la libertà spazio-temporale di un Alain Resnais, ma Lombardi si è proposto in tutta semplicità di raccontare una storia bizzarra nel modo più accessibile. Pur fotografata in una chiave non eccelsa, la cornice della foresta tropicale risulta il suggestivo contenitore realistico di una vicenda che fin dalle prime battute si offre come una favola. (...) Però il film, accettandone i limiti, si segue con interesse ed è validamente interpretato dal sobrio e simpatico Salvador del Solar". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 30 novembre 2002)

"Tra un Nando Cicero ispiratissimo e un'aria da caserma alla Franco & Ciccio dei bei tempi, Lombardi spopola e popolarizza gli spunti letterari e le insidiosissime sexyenergie, profuse a piene mani dal plotone di visitatrici chiamate alle armi e alle arti dall'integerrimo capitano (...Funzionalissimi i due protagonisti: Salvador Del Solar è una sorta di fratello di sangue e d'aspetto di Antonio Banderas, mentre la straripante Angie Cepeda è, semplicemente, da infarto". (Aldo Fittante, 'Film Tv', 3 dicembre 2002)
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